531 lettura finita (4/VI anno) – Il ventre di Napoli di Matilde Serao


Scritto impietoso intorno alla vita popolare di Napoli a cavallo tra ’800 e ’900. Ricco di immagini, colori, profumi, tanfi, povertà, ricchezza, ipocrisia, luci e ombre. L’ho preferito nella prima parte, meno nella seconda a mio parere meno vissuta e più rassegnata.

Voto: 8/10

Incipit

Efficace la frase. Voi non lo conoscevate, onorevole Depretis, il ventre di Napoli.

Ite missa est

Preghiamo che ella continui!

Plus

Un libro dal forte impatto immaginativo.

Minus

Nessuno.

Quale lettore

Il lettore che vuole capire come i problemi dell’Italia nascano da molto lontano.

Descrizione

“Il ventre di Napoli” discende in linea diretta dall’immersione di Hugo nel brulichio dei “Miserabili”, dai labirinti indagati da Sue nei “Misteri di Parigi”, dall’esasperato realismo del “Ventre di Parigi” di Zola, ma nello stesso tempo proviene dalla più bruciante delle realtà, dall’acquaforte goyesca di Napoli che nessuno prima della Serao aveva forse guardato con tanta intensità, di cui nessuno era riuscito a restituire la stracciona grandezza. Qui l’inchiesta giornalistica, effettuata all’indomani del colera del 1884, diventa un’esplorazione antropologica in “terrae incognitae” che getta sinistri fasci di luce sullo stato di miseria e di abbandono in cui ristagnano i quartieri della città destinati allo sventramento urbanistico.

Scheda del libro

Titolo: Il ventre di Napoli.
Autore: Serao, MAtilde
Editore: Avagliano editore
Data di Pubblicazione: 2002
Pagine: 186

Collegamenti utili per capire meglio il libro (alcuni autori presenti nel libro)

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530 lettura finita (3/VI anno) – Idillii spezzati di Antonio Fogazzaro


Antonio Fogazzaro

Terzo libro propostomi dalla mia personale spacciatrice di libri “perduti”. Un Antonio Fogazzaro insolito, a tratti irriconoscibile, in questa serie di racconti ben scritti e piacevoli. Un aspetto e uno stile del mio autore preferito che non conoscevo. A trovarlo ancora in commercio, una buona lettura (esiste un ebook d’epoca). Ho avuto tra le mani, un’edizione magnifica di inizio ’900 della Baldini e Castoldi con caratteri ben leggibili e pagine ariose.

Voto: 9/10

Plus

Un Fogazzaro “nuovo”.

Minus

Nessuno.

Quale lettore

Il lettore del XIX secolo.

Contenuto

  • Idillii spezzati
  • Il Crocifìsso d’argento.
  • La visita di Sua Maestà
  • L’orologio di Lisa.
  • La lira del poeta
  • La stria
  • Per una foglia di rosa
  • Il testamento dell’orbo da Rettorgole
  • Il folletto nello specchio
  • Malgari

Scheda del libro

Titolo: Idillii spezzati.
Autore: Fogazzaro, Antonio
Editore: Baldini e Castoldi
Data di Pubblicazione: 1901
Pagine: 216

Collegamenti utili per capire meglio il libro (alcuni autori presenti nel libro)

Fogazzaro su Il Quaderno

L’e-book di Idillii spezzati

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529 lettura finita (2/VI anno) – Un aposto in missione di Antonio Ghislanzoni


Un apostolo in Missione di Ghislanzoni

Secondo libro propostomi dalla mia personale spacciatrice di libri “perduti”. L’apostolo di Ghislanzoni – tra le altre cose, librettista di Aida di Giuseppe Verdi – mi ha divertito con la sua breve e rocambolesca avventura. Un bel ritratto della Brianza postunitaria e della vita in campagna sul finire del XIX secolo. Sembra di leggere Guareschi molto prima di Guareschi stesso.

Voto: 9/10

Plus

Divertente, leggero.

Minus

Forse, la brevità.

Quale lettore

Il lettore da commedia.

Trama

Racconto umoristico ambientato nei paesi della Brianza milanese nel 1861, dove il protagonista, l’”apostolo” Teoboldo Brentoni, incita alla ribellione le pacifiche genti di Canonica, Ponte d’Albiate e Besana in Brianza. Ne esce un ritratto assai divertente e ironico, che descrive gente concreta, poco incline ad assecondare i venti della “rivoluzione”e più dedita alla famiglia, al lavoro e ad assaporare il gusto della vita di paese.

Scheda del libro
Titolo: Un apostolo in missione.
Autore: Ghislanzoni, Antonio
Editore: Bellavite
Prezzo: € 6.00
Collana: I libri di Brianze
Data di Pubblicazione: 2009
Pagine: 96

Collegamenti utili per capire meglio il libro (alcuni autori presenti nel libro)

Antonio Ghislanzoni

Opere di Ghislanzoni in E-book

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528 lettura finita (1/VI anno) – Storie di paese di Renato Fucini


Renato Fucini – Storie di Paese

L’anno nuovo del blog si apre con un dieci. Libro scovato dalla mia personale spacciatrice di libri e ragalatomi di recente. E’ il genere di lettura che prediligo: le storie di paese, con le beghe tipiche della piccola comunità e i personaggi caratteristici di ogni borgo. Lo stile di scrittura è frizzante, moderno ma con un buon sapore ottocentesco. Da segnalare questo piccolo “cammeo”.

Voto: 10/10

Plus

Divertente, leggero.

Minus

Nulla.

Quale lettore

Chi ha voglia di una lettura divertente.

Trama

In un mondo sempre più lontano dalla civiltà rurale e contadina e che sempre più sembra essersi dimenticato delle proprie origini, il volume ripropone, attraverso un’agile raccolta antologica, alcuni dei più bei racconti di Renato Fucini.
Con una scrittura che tende a riproporre i modi cordiali e disinvolti del parlato, l’autore tratteggia in punta di penna personaggi e situazioni di un mondo dichiaratamente paesano e rusticale, per certi versi sospeso nel tempo e nello spazio.
Sono brevi racconti che frugano con occhio ironico nelle smagliature e negli inciampi del quotidiano per ricostruire, attraverso il frizzo di una battuta, un sentire e un modo di essere che fa indiscutibilmente parte della nostra memoria storica collettiva.

Scheda del libro
Titolo: Storie di paese. Antologia del mondo rurale
Autore: Renato Fucini
Curato da: Mari M.
Editore: Festina Lente Edizioni
Prezzo: € 18.00
Collana: Piccola biblioteca del sorriso
Data di Pubblicazione: Marzo 2012
ISBN: 8897589014
ISBN-13: 9788897589013
Pagine: 160

Collegamenti utili per capire meglio il libro (alcuni autori presenti nel libro)

Renato Fiucini

Opere di Fucini in E-book

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527 lettura finita (28/VI anno) – Racconti Lombardi dell’ultimo ottocento


Lettura di agosto 2012

Per gli amanti della letteratura dell’800 e del XIX secolo in generale una pubblicazione da non perdere. Racconti che ricostruiscono, attraverso la narrazione, i modi di vivere di un’epoca vicina e spesso già dimenticata. Lettura utilissima per capire come era la Lombardia poco più di cento anni fa.

Voto: 8,5/10

Plus

L’ambientazione.

Minus

La struttura della frase, ogni tanto, devvero ottocentesca.

Quale lettore

L’appassionato del XIX secolo.

Trama

Raccolta delle migliori pagine di narrativa di autori appartenenti alla Scapigliatura milanese e di altri scrittori, quali De Marchi, Verga e Fogazzaro, accomunati agli autori scapigliati dall’esperienza di vita milanese dagli anni Sessanta agli anni Novanta dell’Ottocento.

Scheda del libro
Autore principale: AA.VV.
Titolo: Racconti Lombardi dell’ultimo ottocento / AA.VV
Pubblicazione: Napoli : Lampi di stampa, 2003
Descrizione fisica: 283 p.
Nomi: [Autore] Mastriani, Francesco

Collegamenti utili per capire meglio il libro (alcuni autori presenti nel libro)

Iginio Ugo Tarchetti

Carlo Dossi

Camillo Boito

Arrigo Boito

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526 lettura finita (27/VI anno) – La cieca di Sorrento di Francesco Mastriani


Lettura di agosto 2012

Davvero un classicone con tutti i pregi e i difetti (per noi del XXI secolo) dei romanzi ottocenteschi. Il tutto mescolato con la sceneggiata alla napoletana. Ricco di colpi di scena, scorre piuttosto velocemente verso un finale non solo lacrimevole, ma anche piuttosto lungo.

Plus

I colipi di scena.

Minus

A tratti pesante.

Quale lettore

L’appassionato del XIX secolo.

Trama

“La cieca di Sorrento” appartiene alla prima fase della narrativa di Francesco Mastriani, quella definita “aristocratico-appendicistica” incentrata su vicende di puro intrigo a sfondo patetico-sentimentale caratterizzate, inoltre, da una ricerca di soluzioni macabre e patologiche ereditate dalla gothic fiction. In questo intricatissimo romanzo, costruito con un’abilità degna di Sue, di Feuillet e di Ponson du Terrail, è già presente quell’occhio attento dell’autore che gli consentirà, negli anni successivi, di esplorare e descrivere il “ventre” segreto di Napoli. Rileggere oggi Mastriani può rivelarsi un’avventura sorprendente: la riscoperta di uno scrittore che Benedetto Croce definì “il più notabile romanziere del genere che l’Italia abbia dato”.

Scheda del libro
Autore principale: Mastriani, Francesco
Titolo: La cieca di sorrento / Francesco Mastriani
Pubblicazione: Napoli : Avagliano, 2009
Descrizione fisica: 377 p. ; 21 cm.
Nomi: [Autore] Mastriani, Francesco

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Francesco Mastriani

Il film del 1934

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Riletture: Malombra di Antonio Fogazzaro – 525 lettura finita (26/VI anno)


Malombra di Antonio Fogazzaro

Lettura di luglio 2012

Sono poche le riletture che mi concedo. Malombra entra nel ristrettissimo numero di libri che mi piace riprendere. Opera densa, tormentata, drammatica, psicologica, patologica condita con il gusto del giallo e con un finale fulminante. Lettura impegnata, ma che può starci sotto l’ombrellone o, meglio ancora, sulla riva del lago.

Voto: 9/10

Incipit

Uno dopo l’altro, gli sportelli dei vagoni sono chiusi con impeto; forse, pensa un viaggiatore fantastico, dal ferreo destino che, ormai senza rimedio, porterà via lui e i suoi compagni nelle tenebre. La locomotiva fischia, colpi violenti scoppiano di vagone in vagone sino all’ultimo: il convoglio va lentamente sotto l’ampia tettoia, esce dalla luce dei fanali nell’ombra della notte, dai confusi rumori della
grande città nel silenzio delle campagne addormentate: si svolge sbuffando mostruoso serpente, tra il labirinto delle rotaie, sinché, trovata la via, precipita per quella ed urla, tutto battiti dal capo alla coda, tutto un tumulto di polsi viventi.

Ita missa est

… degli altri occhi da empir di chimere, degli altri cuori da muovere alla passione, invece di quelli che se n’erano appena liberati per sempre.

Plus

Grande atmosfera.

Minus

Nulla da segnalare.

Quale lettore

Pubblico adulto.

Descrizione

“Se nell’alambicco della passione si mescolano spiritismo, misteri familiari, una buona dose di follia e Marina di Malombra, il risultato è un palazzo immerso tra le colline lombarde, il libro di uno scrittore sconosciuto, un colpo di pistola, un matrimonio mancato e, soprattutto, una barca per scappare da quel mondo in cui ti sentivi rinchiusa, che alle tue orecchie, ossessionate da una voce proveniente da lontano, gridava un’inutile vendetta. Come mal ti sei lasciata suggestionare dalle parole di Cecilia, bellissima Marina di Malombra? Cosa ci vedevi di tanto attraente in quella sirena?”. (dal sito Ibs)

Scheda del libro
Autore: Fogazzaro, Antonio
Titolo: Malombra / Antonio Fogazzaro ; con una cronologia della vita dell’autore e del suo tempo, una introduzione, un’antologia critica e una bibliografia a cura di Anna Maria Moroni
Edizione: Edizione integrale, 1.ed
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 1984
Descrizione fisica: 435 p. : ill. ; 19 cm.

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Antonio Fogazzaro

Malombra

L’autore su Il Quaderno

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Consigli per l’estate – 1 Le smanie per la villeggiatura di Carlo Goldoni (524 lettura finita – 25/VI anno)


Spero di ingolosirvi proponendovi la prima scena di questa commedia Goldoniana. Perfetta, a mio modo di vedere, per un paio d’ore di sorrisi sotto l’ombrellone o nella frescura della pineta montana. In un certo qual modo anche molto attuale.

Quasi dimenticavo: gratis per i lettori di e-book. Basta un copia e incolla nel vostro programma preferito per confezionare il formato prediletto del vostro lettore elettronico: http://it.wikisource.org/wiki/Le_smanie_per_la_villeggiatura oppure http://www.liberliber.it/libri/g/goldoni/index.htm

SCENA PRIMA

Camera in casa di Leonardo.
Paolo che sta riponendo degli abiti e della biancheria in un baule, poi Leonardo.

Leonardo: Che fate qui in questa camera? Si han da far cento cose, e voi perdete il tempo, e non se ne eseguisce nessuna. (A Paolo.)
Paolo: Perdoni, signore. Io credo che allestire il baule sia una delle cose necessarie da farsi.
Leonardo: Ho bisogno di voi per qualche cosa di più importante. Il baule fatelo riempir dalle donne.
Paolo: Le donne stanno intorno della padrona; sono occupate per essa, e non vi è caso di poterle nemmen vedere.
Leonardo: Quest’è il diffetto di mia sorella. Non si contenta mai. Vorrebbe sempre la servitù occupata per lei. Per andare in villeggiatura non le basta un mese per allestirsi. Due donne impiegate un mese per lei. È una cosa insoffribile.
Paolo: Aggiunga, che non bastandole le due donne, ne ha chiamate due altre ancora in aiuto.
Leonardo: E che fa ella di tanta gente? Si fa fare in casa qualche nuovo vestito?
Paolo: Non, signore. Il vestito nuovo glielo fa il sarto. In casa da queste donne fa rinovare i vestiti usati. Si fa fare delle mantiglie, de’ mantiglioni, delle cuffie da giorno, delle cuffie da notte, una quantità di forniture di pizzi, di nastri, di fioretti, un arsenale di roba; e tutto questo per andare in campagna. In oggi la campagna è di maggior soggezione della città.
Leonardo: Sì, è pur troppo vero, chi vuol figurare nel mondo, convien che faccia quello che fanno gli altri. La nostra villeggiatura di Montenero è una delle più frequentate, e di maggior impegno dell’altre. La compagnia, con cui si ha da andare, è di soggezione. Sono io pure in necessità di far di più di quello che far vorrei. Però ho bisogno di voi. Le ore passano, si ha da partir da Livorno innanzi sera, e vo’ che tutto sia lesto, e non voglio, che manchi niente.
Paolo: Ella comandi, ed io farò tutto quello che potrò fare.
Leonardo: Prima di tutto, facciamo un poco di scandaglio di quel, che c’è, e di quello, che ci vorrebbe. Le posate ho timore che siano poche.
Paolo: Due dozzine dovrebbero essere sufficienti.
Leonardo: Per l’ordinario lo credo anch’io. Ma chi mi assicura, che non vengano delle truppe d’amici? In campagna si suol tenere tavola aperta. Convien essere preparati. Le posate si mutano frequentemente, e due coltelliere non bastano.
Paolo: La prego perdonarmi, se parlo troppo liberamente. Vossignoria non è obbligata di fare tutto quello che fanno i marchesi fiorentini, che hanno feudi e tenute grandissime, e cariche, e dignità grandiose.
Leonardo: Io non ho bisogno che il mio cameriere mi venga a fare il pedante.
Paolo: Perdoni; non parlo più.
Leonardo: Nel caso, in cui sono, ho da eccedere le bisogna. Il mio casino di campagna è contiguo a quello del signor Filippo. Egli è avvezzo a trattarsi bene; è uomo splendido, generoso; le sue villeggiature sono magnifiche, ed io non ho da farmi scorgere, non ho da scomparire in faccia di lui.
Paolo: Faccia tutto quello che le detta la sua prudenza.
Leonardo: Andate da monsieur Gurland, e pregatelo per parte mia, che mi favorisca prestarmi due coltelliere, quattro sottocoppe, e sei candelieri d’argento.
Paolo: Sarà servita.
Leonardo: Andate poscia dal mio droghiere, fatevi dare dieci libbre di caffè, cinquanta libbre di cioccolata, venti libbre di zucchero, e un sortimento di spezierie per cucina.
Paolo: Si ha da pagare?
Leonardo: No, ditegli, che lo pagherò al mio ritorno.
Paolo: Compatisca; mi disse l’altrieri, che sperava prima ch’ella andasse in campagna, che lo saldasse del conto vecchio.
Leonardo: Non serve. Ditegli, che lo pagherò al mio ritorno.
Paolo: Benissimo.
Leonardo: Fate, che vi sia il bisogno di carte da giuoco con quel che può occorrere per sei, o sette tavolini, e soprattutto che non manchino candele di cera.
Paolo: Anche la cereria di Pisa, prima di far conto nuovo, vorrebbe esser pagata del vecchio.
Leonardo: Comprate della cera di Venezia. Costa più, ma dura più, ed è più bella.
Paolo: Ho da prenderla coi contanti?
Leonardo: Fatevi dare il bisogno; si pagherà al mio ritorno.
Paolo: Signore, al suo ritorno ella avrà una folla di creditori, che l’inquieteranno.
Leonardo: Voi m’inquietate più di tutti. Sono dieci anni che siete meco, e ogni anno diventate più impertinente. Perderò la pazienza.
Paolo: Ella è padrona di mandarmi via; ma io, se parlo, parlo per l’amore che le professo.
Leonardo: Impiegate il vostro amore a servirmi, e non a seccarmi. Fate quel che vi ho detto, e mandatemi Cecco.
Paolo: Sarà obbedita. (Oh! vuol passar poco tempo, che le grandezze di villa lo vogliono ridurre miserabile nella città). (Parte.)

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523 lettura finita (24/VI anno) – L’airone di Giorgio Bassani


Bassani – L’airone

Lettura di maggio 2012

Parafrasando il titolo di un celebre film mi viene da scrivere “Tutto in un giorno”. In una sola giornata, infatti, è ambientato questo ben scritto, ben equilibrato e ben pensato libro di Giorgio Bassani. Il vero scopo del protagonista lo si scopre strada facendo: è un lungo addio di un uomo che prende consapevolezza di voler terminare la propria vita. Quando tutto conduce al momento topico… la storia finisce lasciando al lettore il sollievo di non aver assistito all’attimo immaginato. Il Premio Campiello del 1968 è, a mio giudizio, stra-meritato. Bellissima l’ambientazione e la descrizione dell’inverno alla foce del Po. Da leggere.

Incipit

Non subito, ma risalendo con una certa fatica dal pozzo senza fondo dell’incoscienza, Edgardo Limentani sporse il braccio destro in direzione del comodino. La piccola sveglia da viaggio che Nives, sua moglie, gli aveva regalato tre anni fa a Basilea in occasione del suo quarantaduesimo compleanno, continuava, nel buio, a emettere a brevi intervalli il suo suono acuto e insistente, anche se discreto. Bisognava farla tacere.

Ita missa est

“Buona notte”, ripetè. “Buona notte, caro Edgardo”.

Plus

Suggestiva ambientazione, romanzo strutturato davvero bene.

Minus

Nulla da segnalare.

Quale lettore

Dalla quinta superiore in su.

Trama

In una domenica del 1947, Edgardo Limentani si reca a caccia a Codigoro nel Delta del Po. Durante la spedizione venatoria prende consapevolezza della tragica necessità della propria morte, l’unico salvataggio possibile della vitalità perduta. Con la visione del volo dell’airone agonizzante, che perde sangue sull’acqua della palude, accanto ai cacciatori, il protagonista coglie il senso della sua esistenza: Prima che a furia di perdere sangue gli occhi gli si velassero, l’airone aveva dovuto sentirsi all’incirca come lui adesso: chiuso da ogni parte, senza la minima possibilità di sortita.

Scheda del libro
Autore principale: Bassani, Giorgio
Titolo: L’ airone / Giorgio Bassani
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 1969
Descrizione fisica: 209 p. ; 21 cm.
Nomi: [Autore] Bassani, Giorgio

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Giorgio Bassani

L’autore su Il Quaderno

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521 lettura finita (22/VI anno) – Caro sindaco, parliamo di biblioteche di Antonella Agnoli


Antonella Agnoli, Caro sindaco, parliamo di biblioteche

Antonella Agnoli, Caro sindaco, parliamo di biblioteche

Lettura di maggio 2012

Ciò che è scritto nel saggio è assolutamente condivisibile, tuttavia, non posso non pensare che la realtà italiana del welfare è molto differente dagli esempi, provenienti dal resto del mondo, che sono proposti nell’agile volume. Da noi, allo stato attuale, è pensabile accorpare servizi diversi (mi vengono in mente, di primo acchito, gli sportelli dei centri lavoro) e non a un bibliotecario polivalente. Oltretutto si rischerebbe (con il quadro attuale di stato sociale) di creare “servizi doppioni” oppure informali. Senza contare che, pur con i mezzi di lavoro adeguati, formare persone omnicompetenti richiederebbe un gran lavoro di selezione. Mi piace l’idea di ospitare in biblioteca gruppi di aggregazione e anche le modalità per raccogliere fondi… l’idea del mercatino del libro usato è stuzzicante… poi se penso al lato burocratico… mi viene male alla testa.

Voto:  8/10

Plus

Idee suggestive e di buonsenso.

Minus

La burocrazia italiana.

Quale lettore

L’amministratore in campagna elettorale (quelli in carica sono molto più restii).

Trama

Come l’acqua, le biblioteche sono un indispensabile bene comune che Google non può sostituire. Una società civile ne ha bisogno perché nella crisi sono una risorsa per i cittadini, in particolare quelli più deboli, meno capaci di usare le tecnologie, in difficoltà con il lavoro. Sempre, esse sono una diga contro l’imbarbarimento, un’indispensabile infrastruttura democratica. Questo è il motivo per cui tutti i grandi paesi continuano a costruirne e se ne aprono molte perfino nell’Italia che non legge. Il libro di Antonella Agnoli spiega come si può fare, anche in tempi di tagli di bilanci.

Scheda del libro
Autore: Antonella Agnoli
Titolo: Caro sindaco, parliamo di biblioteche
Pubblicazione: Muggiò, 2011
Descrizione fisica: 16°, pp. 140, € 12,00
Collana: Conoscere la biblioteca, 5
ISBN: 978-88-7075-709-5

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519 lettura finita (20/VI anno) – Un bel sogno di Achille Giovanni Cagna


Giovanni Achille Cagna

 

Lettura di aprile 2012

Achille Giovanni Cagna è già noto alle pagine de “Il Quaderno”. Ci aveva allietato alcune giornate, giusto due anni fa,  con il suo Alpinisti ciabattoni. Un bel sogno è un romanzo completamente diverso da quello appena citato: una storia struggente, in cui il protagonista si macera in un amore impossibile. Diviene, per lunghi tratti, un epistolario a cui non può sfuggire il paragone con l’Ortis foscoliano e con il Werther di Goethe. A metà romanzo la tentazione di gettare la spugna è stata forte, tuttavia, le trenta pagine finali hanno riscattato la parte centrale della vicenda davvero greve. Letto in formato elettronico. Un ottocento davvero ottocentesco.

Voto:  7,5/10

Incipit

Non sono ancor trascorsi molti anni che in Brescia nelle tarde ore della notte, in una via poco frequentata, udivasi di sovente il suono di un pianoforte eccitato da una mano maestra. Erano melodie spontanee soavemente malinconiche, vibrazioni patetiche che scorrendo sull’aria quali folate armoniche, andavano perdendosi lamentosamente a guisa di zeffiro che destandosi vigoroso ed ardito si smarrisce tra i fogliami delle siepi, e muore alitando un flebile sospiro.

Ite missa est

Ah! mi saranno care le tue lacrime…. piangi, piangi sulla sventura di colui che pur morendo sente di amarti ancora immensamente!

Plus

Lo stile ottocentesco.

Minus

A tratti… greve.

Quale lettore

Pubblico adulto e femminile.

Trama

Ermanno è un musicista e vive in ristrettezze insieme all’amata madre. Incontra, a casa di un amico, Laura una giovane milanese di famiglia aristocratica. Tra i due nasce un’amicizia che, nonostante le resistenze di Ermanno conscio dell’impossibilità di coronare il bel sogno, si trasforma ben presto in amore. Il protagonista si strugge in un sentimento di speranza che contrasta con la cruda realtà della diversità sociale, fino a quando la corrispondenza amorosa s’interrompe bruscamente.

Scheda del libro
Autore principale: Cagna, Achille Giovanni
Titolo: Un bel sogno / A. G. Cagna
Pubblicazione: Milano : A. Barion, 1920
Descrizione fisica: 212 p. ; 10 cm.

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Achille Giovanni Cagna

Il romanzo in versione elettronica

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518 lettura finita (19/VI anno) – Povera Giovanna! di Vittorio Bersezio


Povera Giovanna! di Vittorio Bersezio

Lettura di aprile 2012

E’ una commedia. No! Allora è una tragedia! Nemmeno… Non saprei come definire questo romanzo di Vittorio Bersezio: il tono è garbato, i dialoghi da rappresentazione teatrale, lo stile da romanzo d’appendice, il finale drammatico… il risultato? Una lettura assai gradevole.

Voto:  9/10

Incipit

Il campanile fa risplendere al sole di mezzogiorno le tegole del suo comignolo, brillanti di rossa vernice. La grossa croce dorata, orgoglio del signor parroco, campeggia superbamente l’azzurro d’un bellissimo cielo di primavera.

Plus

Davvero gradevole.

Minus

Non è un minus… ma avrei desiderato un finale diverso.

Quale lettore

Dal giovane lettore in su.

Trama

In un piccolo paese della campagna piemontese vive la famiglia Varada. Il padre Giacomo è notaio e segretario del Comune. Ha due figliole, Giovanna ed Enrichetta, e una moglie, Genoveffa, di cui è succube. A portare scompiglio nella loro vita sarà lo zio Gerolamo che ritorna in paese dopo anni di lavoro all’estero. Son vent’anni che non dà notizie. Come accoglierlo: sarà ricco o sarà povero? E sulle figlie, intanto, si posano gli occhi dei pretendenti. Con sorprese una appresso all’altra. Povera Giovanna! viene pubblicato nel 1869 a Milano dall’editore Treves. Bersezio si addentra in una storia toccante: pagine che si soffermano sui sentimenti umani – l’amore, l’odio, l’amicizia – tra i quali stende un velo di garbata ironia.

Scheda del libro

Autore principale: Bersezio, Vittorio <1828-1900>
Titolo: Povera Giovanna| : romanzo / di Vittorio Bersezio
Pubblicazione: Castellamonte : Baima Ronchetti, [2008!
Descrizione fisica: 261 p. ; 21 cm.
Collezione: Biblioteca degli scrittori piemontesi
Nomi: [Autore] Bersezio, Vittorio <1828-1900>

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Vittorio Bersezio

Il romanzo in versione epub per e-reader

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517 lettura finita (18/VI anno) – Il bettoliere di Borgo Loreto di Francesco Mastriani


Il bettoliere di Borgo Loreto di F. Mastriani

Lettura di aprile 2012

Indagine sulla napoletanità del XIX secolo. Mastriani si destreggia tra losche figure, credenze e una proverbiale ignoranza, raccontando la storia del povero Bettoliere Ciccio ingiustamente condannato. I personaggi sono tutti brutti, immancabilmente privi di istruzione e superstiziosi, ma l’autore non li rifugge, anzi li studia e ne scrive con un garbato distacco. Romanzo sociale con le caratteristiche del Feuilleton.

Voto:  8/10

Incipit

La presente gioventù napoletana non si può formare un concetto preciso di quel ch’era Napoli tanti e tanti anni or sono. Tutto si trasforma in questo mondo di trasfigurazioni a vista.

Ite missa est

… del Mercato e della Vicaria.

Plus

L’ambiente.

Minus

Il finale un po’ “slegato”.

Quale lettore

Un pubblico adulto, che ama il romanzo alla Hugo.

Trama

Fin dal titolo, la precisa individuazione del quartiere definisce con realismo il contesto nel quale si svolge la fosca vicenda, ambientata nel 1836, nel cuore antico di Napoli, in una delle sue zone più sordide. E già nell’incipit l’autore fa riferimento al groviglio di rampe e vicoli che costituiva la struttura urbana della città e nel quale era possibile operare ogni genere d’illegalità: un labirinto dove si muove un’umanità primitiva e brutale. In questo sottobosco sociale, le donne sono descritte come «scapigliate e sudice erinni, che del loro sesso non aveano conservato altro che le forme sciupate dal vizio». Torbide e miserabili sono anche le figure maschili e lo stesso Ciccio, il bettoliere protagonista del racconto, sebbene conteso da due donne, è «sciancato ed ernioso». Tra questi reietti, Mastriani si muove con disinvoltura e senza disgusto e, come spesso accade nei suoi romanzi, ciò che domina è un’indagine sulla napoletanità, a ogni suo livello, nel grandioso e disperato tentativo di smascherare costumi e pregiudizi di una realtà degradata.

Scheda del libro

Autore principale. Mastriani, Francesco
Titolo. Il bettoliere di borgo Loreto / per Francesco Mastriani
Edizione: Imagaenaria
Pubblicazione:  Napoli : 2005
Descrizione fisica: 250 p.

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Francesco Mastriani

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516 lettura finita (17/VI anno) – Il clandestino di Mario Tobino


Il Clandestino di Mario Tobino

Lettura di aprile 2012

Libro da 10/10. E’ la storia della terribile guerra civile italiana, vissuta in Toscana, dopo l’8 settembre 1943 e raccontata con maestria da Tobino. Un caleidoscopio di umanità alle prese con la difficile situazione creatasi nel nostro paese, diviso tra gli Anglo-Americani e i Tedeschi. Da apprezzare il tono garbato con cui l’autore tratta la tragedia. Un’eccellente lettura. Nel 1962 vincitore del Premio Strega.

Voto:  10/10

Incipit

C’è una piazza a Medusa che da tutti vien chiamata Piazza Grande, anche se possiede un altro nome. E’ a forma di un quadrato; antichi platani si ergono lungo i suoi lati.

Ite missa est

“In chiesa non ci andavo mai”.

Plus

L’intera lettura, il tono garbato.

Minus

Nessuno.

Quale lettore

Un pubblico adulto, anche per gli ultimi due anni di scuola superiore.

Trama

Un romanzo ambientato nella Toscana della Resistenza dove si racconta di un gruppo di ragazzi  che per combattere il fascismo si dedica ad una complicata vita da clandestini. Quello che li fa resistere e lottare è l’amore per la propria città Medusa (nome di fantasia per Viareggio), la profonda fede nelle proprie idee politiche e l’ardente desiderio di giustizia, contro l’arroganza e la violenza fascista.

E’ un fitto alternarsi di vicende e di personaggi,  intellettuali,  popolani, borghesi, sgherri e bel mondo, che fa rivivere i giorni della Resistenza in cui, dopo anni di isolamento individuale e di diffidenza, la solidarietà e la fratellanza sembrano tornare a fiorire nel mondo.

Scheda del libro

Autore principale: Tobino, Mario
Titolo: Il clandestino / Mario Tobino ; introduzione di Geno Pampaloni
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, stampa 2001
Descrizione fisica: 405 p. ; 19 cm.
Collezione
Oscar narrativa ; 274
Numeri
[ISBN] 88-04-49690-8

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Mario Tobino

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