505 lettura finita (6/VI anno) – Noi credevamo di Anna Banti


Anna Banti - Noi credevamo

Lettura di novembre 2011

Le atmosfere del libro sono quelle giuste, la ricostruzione storica ben fatta e il ritmo è proprio quello che ti aspetteresti da un libro del XIX secolo (nonostante l’autrice scriva nel XX). Si è capito, insomma, che il romanzo di Anna Banti mi è piaciuto. Da segnalare l’ottima prosa e il lessico ricco, mai banale. Lettura perfetta per il 150esimo. Molto buona la resa ad alta voce. Confido in una prossima edizione in versione audio. Meriterebbe davvero.

Voto:  10/10

Incipit

Credono che io dorma, che passi dal sonno a un dormiveglia incosciente: che, insomma, non abbia più la testa a posto.

Ite missa est

Noi credevamo…

Plus

Davvero una bella lettura.

Minus

Nessuna controindicazione.

Quale lettore

Il buon lettore.

Ex libro

Giungemmo alla cima verso mezzogiorno in un gran vento che soffiando dalla Foresta Umbra disperdeva la nebbia ma non le nuvole. Il cielo era grigio, cadeva una pioggetta ghiaccia come neve sciolta, un inverno montano aveva ingoiata la primavera, l’aria sapeva di fumo. Bevemmo una ciotola di latte caldo e scendemmo nello speco dove l’umidore filtrava in uno stillicidio che formava larghe pozze sul pavimento. Lì, alla luce rossa dei ceri votivi scorsi una diecina di pellegrini: così assorti che non fecero caso ai nostri passi. Un religioso ci porse in un gotto di stagno l’acqua miracolosa: la sorbii e mi sentì pervaso dalla serena certezza di star perdendo la mia vita come tanti l’avevano perduta prima di me. Poi il sole ricomparve e mi restituì, dolorosamente, nome e cognome, luogo e data di nascita. Il tempo ricominciava a precipitare. (Parte I)

Trama

È il 1883. Chiuso nella sua casa torinese, l’ormai settantenne don Domenico Lopresti. gentiluomo calabrese di incrollabile credo repubblicano, inizia a scrivere le proprie memorie, ripercorrendo l’attività politica clandestina, i dodici anni trascorsi nelle carceri borboniche, l’impresa dei Mille vissuta a fianco di Garibaldi, infine l’impiego presso le dogane del Regno unitario. Scrive con rabbia, di nascosto, quasi se ne vergognasse, spinto dalla necessità di frugare nel proprio passato per “rovesciarsi come un guanto”: ne trae amarezza e disillusione. Antimonarchico, assiste al crollo dei suoi ideali risorgimentali e si abbandona ai ricordi di una vita raminga fitta di amicizie, tradimenti, speranze e delusioni: una vicissitudine umana di grande fascino che si fonde con le vicende di tutta una nazione dall’inizio dell’Ottocento ai primi anni del governo unitario, dando vita a un grandioso affresco tratteggiato con prosa compatta dalla leggera mimesi ottocentesca.

Scheda del libro

Autore principale: Banti, Anna <1895-1985>
Titolo: Noi credevamo / Anna Banti
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1967
Descrizione fisica: 513 p. ; 19 cm.
Collezione:
· Narratori italiani ; 155
· Narratori italiani. Opere di Anna Banti

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Anna Banti

Il film

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199 lettura finita (69/II anno) – L’isola dei morti di Valerio Massimo Manfredi


L'isola dei morti di V.M. Manfredi

Inizio lettura 18 febbraio 2008 – Termine lettura 19 febbraio 2008

Breve romanzo storico a mio modo di vedere poco riuscito. L’intreccio può anche prendere il lettore, ma i dialoghi non mi sembrano spontanei (troppo sopra le righe) e il finale è deludente. Sembra chiuso con estrema fretta e poche idee.

Voto: 5/10

Incipit
“Quale ne l’arzanà de’ Viniziani / bolle l’inverno la tenace pece / a rimpalmare i legni lor non sani”. Mi sono venuti in mente quei versi dell’Inferno appena ho visto quel relitto, non so perchè, anzi, lo so benissimo.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Questa storia prende avvio e ispirazione dal rinvenimento e dallo scavo di due relitti medievali affondati presso l’isola, oggi sommersa in laguna, di San Marco in Boccalama, usata come luogo di sepoltura, se non di discarica, dei morti della peste del 1348. L’autore raccoglie gli elementi documentali di base di questa importante impresa archeologica ma rimescola completamente le carte per far partire un’avventura che subito decolla verso la dimensione dell’intrigo, del mistero e della caccia affannosa a un tesoro scomparso. Non si tratta di monete d’oro e d’argento né di un bottino di guerra dei marinai della Serenissima. Si tratta di un tesoro che nessuna somma di denaro potrebbe mai pagare, un patrimonio dell’anima, l’eredità di una mente superiore.

Scheda del libro
Autore: Manfredi, Valerio Massimo
Titolo: L’ isola dei morti / Valerio Massimo Manfredi
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 2005
Descrizione fisica: 76 p. ; 20 cm.
Collezione : Bestsellers ; 1499
Numeri: ISBN – 88-04-53777-9

Collegamenti utili

Valerio Massimo Manfredi

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189 lettura finita (59/II anno) – La carovana Zanardelli di Giuseppe Lupo


La carovana Zanardelli di Giuseppe Lupo

Inizio lettura 29 gennaio 2008 – Termine lettura 30 gennaio 2008

Strepitoso. E potrei fermarmi qui. Il libro è molto divertente, da sorriso per ogni pagina. La carovana politico-circense è costruita con maestria, i personaggi sono ben costruiti, i dialoghi pure e lo sfondo storico si mescola benissimo con la fantasia. Questo libro mi aveva favorevolmente impressionato già in fase d’acquisto (finalmente qualcosa di diverso) ma dopo la lettura ne sono addirittura entusiasta. Un novello (a modo suo) “Tre uomini in barca”. Il lettore può, forse, essere disorientato dalla mole di personaggi (davvero tanti) che nelle prime pagine si affollano, ma senza uno solo di essi la storia non sarebbe quella che è. Confermo quanto scritto nel risvolto di copertina (cosa rara al giorno d’oggi ribadire quanto scritto in sede di presentazione): romanzo storico, epico e picaresco. Imperdibile.

Voto: 10/10

Incipit
Tino Robilante non immaginava che i suoi strumenti fotografici sarebbero stati usati al matrimonio di miss Simonson, celebrato fra garofani, violini e confetti in un lembo di terra contemplato da nessuna carta geografica.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
A capo di un corteo di politici, giornalisti, medici, orchestrali e maggiordomi, nel suo viaggio elettorale tra i paesi della Basilicata, Giuseppe Zanardelli diventa l’eroe leggendario di un mondo decrepito e visionario, abituato a patire le ingiustizie della storia, ma desideroso anche di mostrare un volto festoso e scanzonato. E mentre la carovana si inerpica a bordo di treni e diligenze sui monti di una Lucania che attende il suo passaggio a suon di bande e fuochi pirotecnici, un fotografo raccoglie pericolosi segnali di complotto.

Scheda del libro
Autore: Lupo, Giuseppe
Titolo: La carovana Zanardelli / Giuseppe Lupo
Pubblicazione: Venezia : Marsilio, 2008
Descrizione fisica: 219 p. ,[1] c. di tav. ; 22 cm.
Collezione :  Romanzi e racconti
Numeri: ISBN – 9788831794206

Ex libro
Ma più tardi sorprese Negrofante e Scaforchia in grande armonia, mentre confabulavano con il maggiore Cesaro, il comandante dei carabinieri, che davanti ai cronisti ci teneva a mostrare i gradi militari e dietro le quinte contava come la scopa dietro la porta. Paesaggio in bianco e nero. 

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Breve biografia e bibliografia dell’autore

Discutiamone insieme sul forum 

159 lettura finita (29/II anno) – Il saio nero di Robb Candace


Il saio nero di Robb Candace

Inizio lettura 20 novembre 2007 – Termine lettura 24 novembre 2007

Sicuramente migliore rispetto al romanzo precedente. I personaggi sembrano più reali (a mio modo di vedere stona ancora il personaggio di Christiana), l’intreccio storico (forse troppo “intrecciato” ma del resto tenuto conto della complessità storica degli utlimissimi anni del ’200 in Scozia non poteva essere diversamente) è ben amalgamato con la finzione e tutto sommato si lascia leggere. Difetti: manca un pò il “giallo” (un pò scontato il finale), troppo lunga la parte centrale del romanzo che ne rallenta non di poco la storia e a tratti (soprattutto nella prima parte) una cattiva traduzione e cura nell’edizione (esempi: pag.95: C’erano più carne e pesce di quanta Celia avesse mai mangiato in un’intera settimana, per non dire in un’intera giornata, da quando era partita da Dunfermline. Pag.112: Ora va’ da Celia e da James. Non la prenderebbe bene sapendo che te ne sei andata senza salutarlo). Attendiamo il preannunciato seguito.

Voto: 7,5/10

Incipit
Era prossima la mezzanotte, eppure la luce del crepuscolo indugiava ancora sulle marcite che si stendevano tra il convento di Elcho e il fiume Tay. Risuonavano, sullo sfondo, i gracidii e i richiami delle creature della notte; davanti rumoreggiavano e sciabordavano le acque del Tay e del Willowgate che confluivano sotto l’isola di Friarton.

Trama Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Scozia, 1297. Arroccati nel castello che domina Edimburgo, gli invasori inglesi vigilano saldamente sulla città. Gli abitanti rimasti, scampati all’assedio iniziale e alle periodiche rappresaglie, vivono nel terrore e non osano dar voce al malcontento, se non al sicuro delle loro abitazioni o tra il fumo e il frastuono della taverna di Murdoch Kerr, l’unica ancora aperta. È lì che la giovane Margaret, nipote dell’oste, tende l’orecchio per carpire notizie utili alla causa dei ribelli. Sono passati mesi da quando, ingenua e ignara del pericolo, è giunta nella capitale dal nord della Scozia per cercare il marito scomparso, e ora ha deciso di diventare una spia in nome della libertà del suo paese. Quando il vecchio Will, avventore abituale della taverna, muore dopo una delle sue proverbiali sbornie, sono in pochi a dar peso alla vicenda; dopotutto, era solo un povero ubriacone. Ma Margaret è insospettita dal colpo violento che l’uomo ha subito alla testa e dalle parole sibilline pronunciate prima di spirare, a proposito di una porta aperta in cui avrebbe cercato riparo. Forse non è un caso che, quella stessa notte, qualcuno si sia introdotto nel sotterraneo della taverna e abbia frugato tra i documenti lì nascosti. E che, a distanza di chilometri, la stessa intrusione sia avvenuta nella casa del padre di Margaret, in quella del marito, e nella cella del convento dove si è ritirata in preghiera la madre della ragazza.

Scheda del libro
Autore: Robb, Candace
Titolo: IL saio nero : thriller medievale / Candace Robb
Pubblicazione: Casale Monferrato : Piemme, c2007
Descrizione fisica: 390 p. : ill. ; 22 cm
Note Generali: Trad. di Gianna Lonza
Titolo uniforme: fire in the flint.
Numeri: ISBN – 9788838462856
Collegamenti utili per capire meglio il libro

Biografia di Candace Robb

Il sito dell’autrice

156 lettura finita (26/II anno) – I segreti del ponte di Besalù di Martì Gironell


I segreti del ponte di Besalù di Marì Gironell

Inizio lettura 11 novembre 2007 – Termine lettura 14 novembre 2007

Che delusione: titolo e trama facevano ben sperare ma… la storia è scontata, scritta male, i personaggi non sembrano affatto reali, gli episodi fantasy si potevano evitare, e le scene d’amore sono davvero da romanzetto rosa. Bocciato. Potete anche evitare di leggerlo.

Voto: 4/10

Incipit
Il 30 aprile del 1316 c’era un grande nervosismo in casa del notaio. L’euforia e l’agitazione erano causati dalla famiglia Roure. Volevano confermare il patto matrimoniale tra la seconda figlia, Agnes, e Bernardo, l’erede della ricca e prestigiosa famiglia rec de Banyoles.

Trama Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Nella città catalana di Besalù si erge un ponte di epoca medievale, un capolavoro dell’ingegno architettonico la cui costruzione è diventata leggenda. Si narra che al tempo della sua messa in opera fu al centro di passioni contrastanti, lotte di potere, conflitti religiosi e odi razziali. La riuscita del progetto e la salvezza del contado furono merito di un capomastro lombardo e del suo intrepido figlio… Catalogna, 1074. Il conte Bernardo di Tallaferro ordina la costruzione di un ponte fortificato che protegga la città e nel contempo ne favorisca gli scambi commerciali. Affida i lavori a due rappresentanti dei Maestri Comacini, allora attivi in tutta Europa. Dapprima riluttanti, Primo e Itram Lombardo accettano l’incarico. L’impresa si dimostra difficile fin dal primo momento: a Besalù vive una numerosa comunità di giudei, tollerata ma al tempo stesso oggetto di ostracismo, che dovrebbe costituire la principale fonte di manovalanza per i costruttori. I due italiani non hanno pregiudizi, anzi sono incuriositi dalle singolari usanze di questa gente; soprattutto Itram, irretito dagli occhi ardenti di Jezabel, la bellissima figlia del medico. Ma molti complottano perché il ponte non veda mai la luce. Foschi presagi e strani eventi si susseguono: massacri di operai, riti magici, esondazioni inspiegabili e misteriosi assassini di prostitute. Nel frattempo, l’esercito del conte di Empuries, che aspira a impadronirsi della nemica Besalù, preme ai confini del contado.

Scheda del libro
Autore: Gironell, Martì
Titolo: I segreti del ponte di Besalù / Martì Gironell ; traduzione di Margherita D’Amico
Pubblicazione: Milano : Sonzogno, stampa 2007
Descrizione fisica: 304 p. ; 20 cm.
Numeri: ISBN – 978-88-454-1442-

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Besalù

Breve biografia in catalano