549 lettura – “La contessa di Melzo”: capolavoro o insopportabile polpettone? Opinioni a confronto


Lucia Marliani

Lucia Marliani

La Contessa di Melzo è un romanzo Storico, con la S maiuscola. Seppur lontano dalla sensibilità del lettore moderno, è un’opera che non dovrebbe mancare nella biblioteca degli appassionati del genere. Eroina della vicenda è la contessa di Melzo, Lucia Marliani amante del terribile Galeazzo Maria Sforza. Il romanzo è di carattere romantico per innumerevoli aspetti (l’ambientazione storica,  i richiami all’amore ideale, la struggente purezza dei sentimenti oltre le convenzioni del tempo, gli intemerati rivali, etc.), che richiamano alla memoria le vicende dell’Amor cavalleresco di gusto medievale.

La vicenda ruota intorno alle imprese dello Sforza, dalla sua ascesa fino alla tragedia finale, e del suo scandaloso rapporto con la sua amante Lucia. Fantasia e intreccio storico sono ottimamente amalgamati tanto da non trovare stacco tra gli accadimenti reali e gli episodi creati dall’autore.

Voto: 8,5/10

CHI NON LA PENSA COME ME

Sergio Villa in “LA FANCIULLA PIÙ BELLA DI MILANO” – LUCIA MARLIANI, LA REALTÀ STORIOGRAFICA E L’IMMAGINE ROMANZESCA non è del mio stesso parere: ecco cosa scrive in “Storia in Martesana” (http://www.bibliomilanoest.it/storiainmartesana/pdf/numero02/villa_sergio_la_fanciulla_piu_bella_di_milano.pdf)

Se proviamo a rileggerlo oggi, il romanzo più noto su Lucia – La Contessa di Melzo di Luigi  Capranica – è, diciamolo pure, un polpettone insopportabile di oltre 500 pagine, che davvero non  finisce mai, e che secondo le regole del suo genere spinge sempre fin troppo sui tasti del romanzesco e dell’improbabile. Lucia ne emerge come un’eroina bella e appassionata, ma gran parte della trama è basata su fatti inventati e l’ambientazione storica è generica e approssimativa.
Basti dire che al principio della storia la straordinaria bellezza di una giovanissima Lucia è notata nientemeno che da Leonardo da Vinci, che secondo il Capranica abitava già a Milano ma non è così, perché in quegli anni l’artista era ancora a Firenze. E basti, infine, osservare, che in un romanzo di 500 pagine dedicato alla Contessa di Melzo, proprio Melzo non compare mai, se non nella scena finale, strappalacrime, nella quale una solitaria Lucia cammina per l’ultima volta nelle sale deserte di quel castello che non sarà più suo, un castello che non viene mai descritto, e che in quelle pagine sembra molto più grande e solenne del palazzotto che era prima del suo ampliamento, avvenuto quasi un secolo più tardi, ma l’autore non lo sapeva, e forse non avrebbe mai rinunciato per un motivo tanto banale al finale romantico che intendeva scrivere.

SCHEDA DEL LIBRO

Autore principale: Capranica, Luigi
Titolo: La contessa di Melzo : storia del secolo 15. / narrata da Luigi Capranica
Edizione: 2. ed
Pubblicazione: Milano : F.lli Treves, 1879
Descrizione fisica: VII, 571 p.

L’AUTORE

Appartenente alla famiglia romana Capranica, ramo dei marchesi del Grillo, fu guardia nobile del papa. Il suo esordio nell’attività letteraria avvenne nel 1848 come drammaturgo con le opere La Congiura dei Fieschi e Francesco Ferruccio.
Nel 1849 appoggiò la Repubblica Romana e combatté in sua difesa. Ritornato Pio IX da Gaeta, Luigi Capranica, dopo un breve periodo detentivo, lasciò Roma esule per recarsi dapprima a Venezia, dove partecipò alle ultime fasi dell’insurrezione, e poi a Milano. Continua su wikipedia

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