Esiste la malasanità e purtroppo anche la malabiblioteca. La vicenda ci viene raccontata da napolimonitor.it ed è reperibile su google news. Bagnoli, per chi non lo ricordasse, è quel quartiere del municipio di Napoli che ha vissuto la gloria e il dramma dell’Italsider.
La storia è quella della biblioteca Mazzacurati che nasce per impulso di una docente del liceo scientifico Labriola, Mariella Albrizio e dopo varie sistemazioni di fortuna arriva a possedere 20.000 volumi. Dal 2000 la biblioteca ha una certa stabilità che gli permette di svilupparsi e tutto sembra volgere al meglio: vengono costituiti tre fondi, unici nel loro genere: il fondo Bagnoli, che raccoglie la memoria storica del territorio; il fondo Rossanda, che comprende classici del marxismo, testi di attualità politica e culturale, letteratura femminista, libri di storia, opere letterarie; il fondo Mimmo Jodice, che contiene libri di fotografia.
La biblioteca entra a far parte del sistema bibliotecario di Napoli e le raccolte vengono catalogate…
Nel 2008 (2009 secondo il video postato di seguito) la biblioteca viene occupata dai senzatetto e le attività vengono sospese. Non bastano lunghe trattative per riaprire al pubblico. Occorre trasferire il patrimonio nella sede della circoscrizione. Si spendono soldi per sistemare i locali e… manca il personale… non ci sono i soldi per formarlo.
Nel frattempo l”associazione che ha gestito la biblioteca per 10 anni si è sciolta per sfinimento.
Di seguito la situazione ad inizio 2012.
Fonte: <http://www.napolimonitor.it/2012/04/02/12112/una-biblioteca-in-dismissione.html>
La pagina della biblioteca su Iperteca <http://www.iperteca.it/vedi_biblioteca.php?pag=6&idb=31>

VORREI ESPRIMERE LA MIA SOLIDARIETà. hO CONOSCIUTO L’ASSOCIAZIONE PROMOTRICE DELL’INIZIATIVA E MI FAREBBE PIACERE CONTINUASSE A PREMERE SULLA POLITICA FACENDO NOTARE L’ENNESIMA OCCASIONE PERDUTA PER IL RILANCIO DI BAGNOLI CON LA COPPA AMERICA
La grande Prof. Albrizio, insieme ad altri , ha donato molto tempo della sua vita alla CULTURA. A quanto sembra Napoli e ancor più i quartieri di cui ci si ricorda solo quando arrivano i dindi dall’Europa o da Roma ovvero per sfruttare il mare i luoghi e strizzarli anche dopo lo stato di coma farmacologico post-italsider, non sanno cos’è cultura.
Proprio così. La cultura a Napoli è appropriarsi dei luoghi, per diritto e per mentalità. Da l’altro gli insuslsi politici municipali lasciano sopravvivere queste situazioni pur di non impegnarsi a risolverle. Intanto i gettoni vengono pagati.
Comunque è soprattutto per il lavoro silenzioso e lungo e che va oltre alla sua scomparsa…(parlo della prof) …che si dovrebbe rendere merito. Si parla tanto di società basata sul merito. Ma quale???…
A quanto sembra i libri presenti nel Municipio non hanno influito ovvero influenzato i luoghi e le persone
Memoria è non perdere la propria origine ma anche il proprio “essere/esserci”. Si no che se campa affà??