Il profumo dei libri proibiti. L’urlo disperato di un compratore di libri insoddisfatto.
Ieri pomeriggio ero alle prese con uno dei tanti momenti bibliotecari dedicati all’acquisto, quando mi è capitato sotto il naso l’ennesimo romanzo con nel titolo “libri proibiti”.
Ora capisco la necessità degli editori di fare cassa e che con le assonanze è più facile vendere un prodotto, ma non è il caso di cominciare a cambiare registro?
- La città dei libri proibiti – Harper Tom, 2011, Newton Compton
- La bottega dei libri proibiti – Roca Eduardo, 2012, Mondadori
- Il monastero dei libri proibiti – Garrido Antonio, 2010, Sperling & Kupfer
- La rilegatrice dei libri proibiti – Starling Belinda, 2009, Neri Pozza
E vogliamo parlare dei libri profumati?
- Profumo di spezie proibite – Basil Priya, 2012, Piemme
- Il profumo della rugiada all’alba – Danticat Edwidge, 2012, Piemme
- Il profumo del pane alla lavanda – Addison Allen Sarah, 2011, Sonzogno
- Il profumo della sabbia e del vento – Bianco Piera, 2011, Mercurio
- Il profumo dei fiori in Iraq – Jiji Jessica, 2011, Newton Compton
- Il profumo del tè e dell’amore – Neill Fiona, 2011, Newton Compton
- Il profumo delle foglie di limone – Sánchez Clara, 2011, Garzanti Libri
Ci manca solamente un
- Il profumo dei libri proibiti…
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sì, titoli come specchietti per.. eccetera. peccato perché talvolta dietro un titolo cretinamente ammiccante può celarsi una buona lettura
HAHAHAHAHA…..Lele……concordo assolutamente……per non parlare dei titoli con “Gli ingredienti”, “Le ricette” e ammiccamenti gastronomici vari
Sono d’accordo e mi chiedo: Ma dove è finita la fantasia degli scrittori???
“Il profumo dei libri proibiti…” carina
ma questi libri parlano dei “libri proibiti” o è solo un titolo come un altro?
L’utilizzo di assonanze sensoriale nei titoli è in voga da un po’ di tempo. Secondo me è per richiamare la poesia nella vita delle persone moderne, perchè non inserire una felicità fatua anche in letteratura!?