Lettura di novembre 2011
Le atmosfere del libro sono quelle giuste, la ricostruzione storica ben fatta e il ritmo è proprio quello che ti aspetteresti da un libro del XIX secolo (nonostante l’autrice scriva nel XX). Si è capito, insomma, che il romanzo di Anna Banti mi è piaciuto. Da segnalare l’ottima prosa e il lessico ricco, mai banale. Lettura perfetta per il 150esimo. Molto buona la resa ad alta voce. Confido in una prossima edizione in versione audio. Meriterebbe davvero.
Voto: 10/10
Incipit
Credono che io dorma, che passi dal sonno a un dormiveglia incosciente: che, insomma, non abbia più la testa a posto.
Ite missa est
Noi credevamo…
Plus
Davvero una bella lettura.
Minus
Nessuna controindicazione.
Quale lettore
Il buon lettore.
Ex libro
Giungemmo alla cima verso mezzogiorno in un gran vento che soffiando dalla Foresta Umbra disperdeva la nebbia ma non le nuvole. Il cielo era grigio, cadeva una pioggetta ghiaccia come neve sciolta, un inverno montano aveva ingoiata la primavera, l’aria sapeva di fumo. Bevemmo una ciotola di latte caldo e scendemmo nello speco dove l’umidore filtrava in uno stillicidio che formava larghe pozze sul pavimento. Lì, alla luce rossa dei ceri votivi scorsi una diecina di pellegrini: così assorti che non fecero caso ai nostri passi. Un religioso ci porse in un gotto di stagno l’acqua miracolosa: la sorbii e mi sentì pervaso dalla serena certezza di star perdendo la mia vita come tanti l’avevano perduta prima di me. Poi il sole ricomparve e mi restituì, dolorosamente, nome e cognome, luogo e data di nascita. Il tempo ricominciava a precipitare. (Parte I)
Trama
È il 1883. Chiuso nella sua casa torinese, l’ormai settantenne don Domenico Lopresti. gentiluomo calabrese di incrollabile credo repubblicano, inizia a scrivere le proprie memorie, ripercorrendo l’attività politica clandestina, i dodici anni trascorsi nelle carceri borboniche, l’impresa dei Mille vissuta a fianco di Garibaldi, infine l’impiego presso le dogane del Regno unitario. Scrive con rabbia, di nascosto, quasi se ne vergognasse, spinto dalla necessità di frugare nel proprio passato per “rovesciarsi come un guanto”: ne trae amarezza e disillusione. Antimonarchico, assiste al crollo dei suoi ideali risorgimentali e si abbandona ai ricordi di una vita raminga fitta di amicizie, tradimenti, speranze e delusioni: una vicissitudine umana di grande fascino che si fonde con le vicende di tutta una nazione dall’inizio dell’Ottocento ai primi anni del governo unitario, dando vita a un grandioso affresco tratteggiato con prosa compatta dalla leggera mimesi ottocentesca.
Scheda del libro
Autore principale: Banti, Anna <1895-1985>
Titolo: Noi credevamo / Anna Banti
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1967
Descrizione fisica: 513 p. ; 19 cm.
Collezione:
· Narratori italiani ; 155
· Narratori italiani. Opere di Anna Banti
Collegamenti utili per capire meglio il libro
