495 lettura finita (68/V anno) – La signora di Riondino di Edoardo Calandra


La signora di Riondino di Edoardo Calandra

Lettura di agosto 2011

Altra lettura fornitami dalla mia procacciatrice di libri “nascosti”. Calandra è autore piemontese con il gusto di far rivivere il vecchio Piemonte e ciò mi piace molto. Quest’opera manca di “profondità” per essere considerata un vero e proprio romanzo. La definireri, piuttosto, un racconto lungo. Fatti, personaggi e tragedia sono tratteggiati, delineati, ma l’autore non scava dentro la storia. Comunque una piacevole scoperta. Uno scrittore di cui voglio approfondire la conoscenza.

Voto:  8/10

Incipit

Enida, figlia unica del conte Ottavio di Palanfrè, si sposò a Saluzzo, il 1° febbrario 1690, con Ludovico Balpo, signore di Riondino e consignore di Ruent.

Ite missa est

E non li riaperse mai più.

Plus

Mi piace il gusto di far rivivere la propria storia.

Minus

Corre via troppo veloce.

Quale lettore

L’ottocentesco. Pubblico femminile.

Trama

Pubblicato nel 1906, “La signora di Riondino” venne giudicato il più bel racconto di Edoardo Calandra, nonché una delle cose più belle del primo Novecento italiano: “… rappresenta l’animo, i timori, le angosce di questa giovane bella signora colpita e deturpata dal vaiolo, durante l’assenza del marito che è lontano alla guerra (contro i francesi a Staffarda, nel 1690): gli piacerà ancora? Potrà ancora essere amata da lui? In questo dubbio la poveretta si tormenta. Finché decide di affrontare la sua sorte: in abito maschile si fa accompagnare al campo dove il marito combatte, può vederlo un momento non veduta ma…”. Nessuno ha saputo meglio di Calandra – ha scritto E. Thovez – far rivivere il vecchio mondo piemontese nel suo spirito e nei suoi costumi. (Introduzione di Riccardo Reim)

Scheda del libro

Autore: Calandra, Edoardo
Titolo:    La signora di Riondino / Edoardo Calandra ; introduzione di Riccardo Reim
Pubblicazione:    Milano : Otto/Novecento, 2009
Descrizione fisica: 123 p. ; 20 cm
Collezione: Adularia minima ; 12
Numeri:    ISBN – 9788887734249

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Edoardo Calandra

Discutiamone insieme sul forum

494 lettura finita (67/V anno) – Profumo di Luigi Capuana


Profumo di Luigi Capuana

Lettura di agosto 2011

Libro procuratomi dalla mia personale spacciatrice di “chicche”. Profumo è il romanzo “post verista” di Capuana. Pubblicato a puntate su diversi giornali, secondo me non ha le caratteristiche tipiche del romanzo d’appendice. Mancano, infatti, i colpi di scena continui come ci ha abituati Dumas. Lettura gradevole, edizione ben curata e per una volta finale… Da prendere in considerazione.

Voto:  8,5/10

Incipit

Patrizio Moro-Lanza si sentiva da tre mesi così pienamente felice, che già cominciava a provare una superstiziosa paura, quasi presentisse che la sua cattiva sorte stesse in agguato a tramargli qualche crudele sorpresa.

Ite missa est

… e si stringevano fortemente le mani.

Plus

Ottima letteratura, notevoli descrizioni del paesaggio..

Minus

A tratti ripetitivo..

Quale lettore

L’ottocentesco. Pubblico femminile.

Trama

Questo è il romanzo centrale nel percorso letterario di Luigi Capuana. In Profumo è di scena l’olfatto. Al centro della storia, che si svolge tra una giovane coppia di sposi disturbati dalla perturbante presenza della madre di lui, è un profumo di origine misteriosa. Vi si narra di una giovane donna, Eugenia, la cui pelle, per chissà quale patologico e mistico fenomeno chimico-nervoso, emana un’inebriante e fascinosa fragranza di zàgara in risposta all’insidiosa presenza della suocera Gertude, che impedisce al figlio di amare, con un amore adulto e completo, la giovane moglie. Ma le ‘crisi profumate’ sembrano non cessare nemmeno dopo la morte dell’astiosa suocera.

Scheda del libro

Autore: Capuana, Luigi
Titolo:    Profumo / Luigi Capuana
Pubblicazione:    [Pezzan di Carbonera] : Morganti, 2008
Descrizione fisica: 252 p. ; 21 cm.
Collezione: Classika
Numeri: ISBN – 9788895916002

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Luigi Capuana

Capuana su IL QUADERNO

Discutiamone insieme sul forum

Audiolibri 1 – Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa


Inauguro una nuova rubrica dedicata agli audiolibri. Li ho scoperti recentemente e ho deciso di recensire i miei ascolti fatti perlopiù durante gli spostamenti (solitari) in auto.

Ascolto di agosto 2011

Scheda

Titolo: Lighea. Con audiolibro. CD Audio
Autore: Tomasi di Lampedusa Giuseppe
Editore: Full Color Sound
Collana: Audioracconti
Data di Pubblicazione: 2010
ISBN: 8878460389
ISBN-13: 9788878460386
Pagine: 48

  • Letto da Giuseppe Tornatore e Jasmine Trinca
    Musiche di Andrea Morricone

Descrizione

Tra i racconti di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “Lighea”, la sirena, è l’unico di cui esista una registrazione a voce dell’autore. L’incisione su nastro, giunta a noi priva dell’incipit della storia, è stata fonte di suggestione tale da coinvolgere i grandi del cinema: Giuseppe Tornatore con Jasmine Trinca e con le musiche di Andrea Morricone, a rendere omaggio all’autore in un’opera unica per potenza evocativa, capace di trasmettere, con il solo suono, tutta l’intensità dei colori e dei profumi della Sicilia, culla epica di miti intramontabili.

Voto

Testo: 10 e lode. Il testo di Tomasi di Lampedusa è davvero molto bello. Per lunghi tratti si ascolta una prosa che diventa poesia. Linguaggio molto ricco. Grandiose descrizioni.

Lettura: 7,5. L’ho trovata eccessivamente sommessa. Buona la scelta delle alternanze delle voci tra cui anche quella dell’autore in incisioni d’epoca.

Colonna sonora: 7. Musiche suggestive ma la scelta “moderna” a mio parere non si sposa bene con l’ambientazione.

Il libro elettronico ucciderà la scrittura, oppure sarà una nuova rinascita?


Prendo spunto da questo articolo del Corriere della Sera: http://www.corriere.it/cultura/11_agosto_18/marchetti-swift-contro-ebook_e67a11b0-c986-11e0-a66c-10701cdb9ebd.shtml

Non voglio entrare nella polemica e-book vs libri, ma scrivere di non essere d’accordo sul fatto che il libro elettronico rappresenti una minaccia per la scrittura.

“Il rischio? Che potenziali capolavori non vedano mai la luce” e “questi autori si renderanno presto conto di non potersi più mantenere con quello che fanno e smetteranno così di scrivere, rendendo il mondo più povero di libri. Una prospettiva che mi sembra davvero allarmante” sta scritto nell’articolo ed entrambe le affermazioni mi lasciano perplesso.

Un po’ di esperienza nella “caccia agli editori” in questi anni me la sono fatta, e posso dire che, forse, il libro elettronico può rappresentare un’opportunità per quegli scrittori che, magari non scrivendo alla moda, cioè non affrontando quei temi che il mercato impone, non trovano spazio in libreria. Gli editori stessi, del resto, soprattutto quelli piccoli devono “mangiare” e si piegano alle esigenze del mercato e alle richieste dei distributori.

Così capolavori minori – libri ben scritti, originali, fuori dal coro – non trovano spazio per colpa di un mercato imposto al lettore. Ecco, allora, che il libro elettronico, può rappresentare una ricchezza.

Potrebbe diventare, forse, un danno per i big della letteratura, che però “mettendosi” in proprio potrebbero avere magari maggiori margini di guadagno.

Il danno  può sicuramente derivare da un aumento spropositato di offerta autoprodotta che, nella “folla”, nasconderebbe maggiormente dei buoni titoli, ma non io mi preoccuperei più di tanto. Darwin ci ha già spiegato che la “selezione” farà la differenza.

Spigolatura per l’integrazione


Una biblioteca olandese ha introdotto un nuovo servizio per favorire l’integrazione tra culture: gli utenti possono “prendere a prestito” per un’ora persone appartenenti a minoranze etniche o religiose, per dialogare con loro e vincere la diffidenza nei confronti della diversità.

Questa notizia è stata tratta dalla settimana enigmistica. Non mi è stato possibile (o meglio non sono stato capace) di ritracciare ulteriori particolari. Mi pare però un’eccellente idea.

***AGGIORNAMENTO***

Ringrazio Ciro che, commentando questo articolo, ci ha suggerito alcuni link italiani alla Biblioteca Vivente.

Anche affaritaliani “riprende” il QUADERNO


Anche affariitaliani, testata giornalistica online, dopo la recensione di Repubblica, riprende l’articolo de IL QUADERNO riguardante gli sconti da applicare alle biblioteche. (http://letture.wordpress.com/2011/08/16/sconti-alle-biblioteche-interviene-su-il-quaderno-lon-levi-primo-firmatario-della-legge/)

Link all’articolo: http://affaritaliani.libero.it/culturaspettacoli/legge_sugli_sconti_sui_libri_interviene_onorevole_levi170811.html


Trecentomila…


Ogni tanto mi concedo un post celebrativo. In attesa di festeggiare il quinto compleanno del Blog (un vero dinosauro, considerando la velocità con cui nascono e muoiono tali diari), oggi voglio ringraziare tutti i lettori de IL QUADERNO.

Il 17 agosto 2011, infatti, è stata sfogliata la 300.000 (trecentomillesima!!!!!) pagina del mio diario di bibliotecario.

In attesa della milionesima (ci vorrà ancora un poco di pazienza :-) ) scrivo: evviva il QUADERNO!

Sconti alle biblioteche: interviene su IL QUADERNO l’on. Levi primo firmatario della legge…


… sugli sconti dei libri.

Caro Bibliotecario, leggo sul suo bellissimo blog (complimenti!) un intervento nel quale, con la passione di chi ama il libro e la lettura, si lamenta la compressione al 15 per cento dello sconto a disposizione delle biblioteche che sarebbe stato introdotto dalla nuova legge sul prezzo del libro.
Come promotore e primo firmatario della legge (di qui il suo nome di “Legge Levi”), vorrei offrire a a lei, ai lettori del suo blog tutti gli elementi necessari per valutare la questione, correggendo subito il dato sullo sconto per le biblioteche, fissato non al 15 ma al 20 per cento.
Al fine di dare l’informazione promessa, come prima cosa ricordiamo qual è la situazione attuale. Nel mercato del libro non esistono oggi limiti agli sconti praticabili. Si assiste, pertanto, a una vera e propria e sempre più aspra “guerra degli sconti”.  
Questo, da un lato, porta alla progressiva espulsione dal mercato dei soggetti più deboli, a partire dai librai indipendenti e dai piccoli editori, e, di conseguenza, a un grave impoverimento dell’offerta culturale e del pluralismo dell’informazione; dall’altro lato, crea le condizioni per un tendenziale aumento dei prezzi di copertina, poiché, a fronte di sconti sempre più alti, gli editori sono portati a rispondere con incrementi dei prezzi tali da ricostruire i margini di profitto.
A questo Far-West, la legge risponde con una disciplina che conferma la piena libertà degli editori di fissare i prezzi di partenza, i cosiddetti “prezzi di copertina” dei libri e fissa i seguenti tetti agli sconti: 25 per cento per gli sconti offerti dagli editori nelle loro campagne promozionali, con l’obbligo di garantire le medesime condizioni a tutti i canali della distribuzione; 20 per cento per le vendite alle biblioteche e per quelle effettuate in occasione di particolari manifestazioni; 15 per cento per le vendite effettuate dalle librerie, grandi e piccole, e da tutti gli altri punti di vendita al dettaglio, dal super e dall’ipermecato fino ai grandi siti di vendita on-line (stiamo sempre parlando di libri su carta, non di e-book di cui questa legge non si occupa).
Così stando le cose, le biblioteche possono contare sulle seguenti tutele: grazie alla fine della guerra sui prezzi, vedono protetto il valore reale della loro spesa; avvalendosi in modo oculago delle promozioni degli editori, possono operare acquisti con riduzioni di prezzo fino 25 per cento; acquistando nelle librerie e negli altri punti di vendita al dettaglio con sconti fino al 20 per cento, cioè superiori di 5 punti percentuali a quelli a disposizione di qualsiasi altro acquirente, hanno la certezza di comperare alle migliori condizioni del mercato, cosa che non succede oggi.  
Sommando tutti questi elementi, credo onestamente di poter dire che la legge, nel puntare all’obiettivo primario di difendere la ricchezza dell’offerta culturale e il pluralismo dell’informazione – valori di interesse generale, tutelati dalla Costituzione italiana e dall’Unione Europea e sommamente condivisi, ne sono certissimo, da tutti i bibliotecari italiani – si sia fatta efficacemente carico delle giuste e sacrosante ragioni del sistema delle biblioteche.
Se parliamo di biblioteche, tuttavia, non possiamo certo fermarci alla questione degli sconti. Il problema di fondo è quello della lettura e, a questo strettamente legato, delle politiche da mettere in campo per sostenerla, a partire dalle risorse destinate alle autonomie locali e alle biblioteche, tra le quali, preziosissime, le biblioteche civiche.
Questo è il nuovo fronte sul quale ci si deve ora mettere al lavoro e sul quale non mancherà di certo il mio impegno.

Ricardo Franco Levi

***

Ringrazio l’on. Levi per il suo commento lasciato nel “libro degli ospiti” di questo blog.

Le sue precisazioni tuttavia non scalfiscono i dubbi miei e di tanti altri colleghi.

Ho sentito dire da direttori di Sistema Bibliotecari che una limitazione agli sconti, intanto, toglie la dicitura di libero mercato a quello dei libri. Esiste legge che limita gli sconti sulle auto? E sui Pc? Sui mobili?

Aggiungo, poi: noi, che lavoriamo a stretto contatto  con la burocrazia, sappiamo che agli uffici addetti ai pagamenti dei comuni medio-grandi non è possibile  seguire “mille fatture” proveniente da servizi, oltretutto esterni al palazzo, come le biblioteche. Ergo non ci rivolgiamo a librerie o case editrici singole ma a grossisti (che forniscono tutto o quasi tutto con sconti che erano superiori al 30%). Là dove riuscivamo a contattare i rappresentanti di case singole (sempre comunque “grosse”) gli sconti con bonus acquisto arrivavano al 35% tutto l’anno. Ora al massimo potremo arrivare al 25% purchè si acquisti solo nei tre mesi all’anno concessi per le promozioni. E il resto delle uscite negli altri nove mesi? I libri escono 12 mesi l’anno, non solo tre.

Facendo due conti: 20.000 euro di bilancio acquisto libri:

  • con il 30% il risparmio, rispetto al prezzo di copertina, era di 6.000 euro (333 libri con un prezzo medio di 18 euro).
  • con il 35% il risparmio, rispetto al prezzo di copertina, era 7.000 euro (388 libri con il prezzo medio di 18 euro).
  • con il 20% il risparmio, rispetto al prezzo di copertina, è di 4.000 euro (222 libri con un prezzo medio di 18 euro)
  • con il 25% (per tre mesi all’anno) il risparmio, rispetto al prezzo di copertina, è 5.000 euro (277 libri con un prezzo medio di 18 euro).

Nel migliore dei casi acquisteremo 56 titoli in meno l’anno, nel peggiore ben 111 che moltiplicati per le biblioteche in grado di spendere 20.000 euro sono parecchi titoli.

A subire il taglio di sconto non saranno solo gli utenti, ma anche la completezza dei cataloghi.

Per concludere, penso che sarebbe stato sufficiente inserire nella legge un comma in cui si prevedeva l’esclusione dalla limitazione degli sconti, delle biblioteche. Avremmo, in tempo di magra, anche contribuito, seppur poco, a contenere la spesa pubblica.

Cari colleghi a voi la parola.

IL TESTO DELLA LEGGE

16 agosto: la festa di san Rocco


San Rocco in una miniatura medievale

Per il Quaderno, Rocco di Montpellier, è il patrono. Sono, infatti, particolarmente legato a questo Santo. Oggi, perciò, in clima ancora ferragostano, festeggio l’onomastico del Blog.

San Rocco chi fu?
Montpellier, nella Gallia Narbonese, è una città delle più antiche e caratteristiche della Francia Meridionale. Tra le famiglie più in vista è la famiglia Rog; l’ultimo discendente Giovanni, e sua moglie Liberia, non hanno eredi. Nel 1295 un bimbo, Rocco, viene ad allietare la vita dei due maturi coniugi e rimarrà orfano non ancora ventenne. Sia per decoro di famiglia che per doti personali, Rocco potrebbe accedere ai più alti gradi di potere della sua città; non gli manca nulla. Ma Rocco distribuisce tutte le sue sostanze ai poveri e abbraccia il francescanesimo. Povero e sconosciuto diviene pellegrino. Le vie d’Europa erano allora percorse da moltissimi pellegrini che, o per adempiere un voto, o per lucrare indulgenze, o per un semplice proposito di santificazione, si mettevano in viaggio, fidando nell’aiuto di Dio e nella carità dei fratelli. Avevano un abito caratteristico: un mantello, una bisaccia per le elemosine, un cappello a larghe falde, un lungo bastone alla cui impugnatura era legata una zucca vuota per l’acqua. Rocco è uno di questi pellegrini: inizia la sua avventura spirituale avviandosi verso Roma. Sono gli anni della peste nera. Chi era coraggioso da dedicarsi ai malati di peste mettendo a rischio la propria vita, era sempre accolto a braccia aperte. Rocco è uno di questi: arrivato fino a Roma, il suo operato si concentra poi a Piacenza, città particolarmente colpita; qui contrarrà la malattia. Respinto dal popolo che prima egli aveva guarito, si rifugia in una casupola abbandonata vicino ad una sorgente; al cibo provvederà il Padre Celeste in modo singolare: un cane della muta del nobile Gottardo Pallastrelli, signore del castello di Sarmato, porta al Santo ogni giorno un pezzo di pane preso dalla tavola del suo padrone. Il nobile, incuriosito, lo segue e scopre così il rifugio di Rocco, lo prende con sé e lo cura. Rocco, guarito miracolosamente, opera ancora per qualche tempo in Piacenza, che è nuovamente colpita dalla peste, per poi riprendere il suo cammino risalendo verso nord, e giunto presso Angera, è arrestato col sospetto di essere una spia e rinchiuso per cinque anni nella fortezza della Rocca. Qui vi morrà nel 1327. In occasione del Concilio di Costanza (1414) scoppia un’improvvisa ed eccezionale pestilenza che getta nello sgomento i vescovi, imperatori, principi, teologi; si decide di sospendere il concilio per dare a tutti la possibilità di salvarsi. Qualcuno però suggerisce di ricorrere all’intercessione di Rocco. Si comincia allora ad invocare il pellegrino francese.