Una settimana di letture intensive al mare… ci sentiamo settimana prossima… Per chi fosse dalle parti di Senigallia il 3 settembre sono in città a presentare “La mano dell’organista”. Ore 19, Iobook, Via Fratelli Bandiera 33

Una settimana di letture intensive al mare… ci sentiamo settimana prossima… Per chi fosse dalle parti di Senigallia il 3 settembre sono in città a presentare “La mano dell’organista”. Ore 19, Iobook, Via Fratelli Bandiera 33

Siamo in liberia o biblioteca. Non abbiamo idea di cosa portare a casa da leggere. Facciamo un giro tra gli scaffali e scegliamo.
Sulla nostra scelta quanto ha influito l’aspetto grafico del libro? (Inteso come copertina e impaginazione)
Scadenza sabato 4 settembre 2010
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Due considerazioni sul sondaggio della settimana appena trascorsa.
Su 33 votanti l’81% ha espresso un numero di pagine ideali.
Il restante 19% ha detto che ciò non è importante.
Dell”81% il 66% dice di preferire libri sotto le 300 pagine. Io mi metto tra chi preferisce libri “medi”. Sono un consumatore (bulimico) di libri, e ho bisogno di storie sempre nuove. Il libro “medio” mi permette di leggerlo in due, massimo, tre giorni, brutto o bello che sia stato. Un libro dalla storia infinita, non mi attrae… costa davvero fatica, sia mentale, che fisica (un libro di 1000 pagine pesa
). Cosa ne pensate?

Cosa sto leggendo?
Non si vince nulla se non la soddisfazione di dire “lo sapevo” e “sono stato più bravo degli altri” ![]()
Ex libro
Angelo era disteso sulla polvere soffice e calda, in mezzo alla strada. Sentiva lo sferragliare che si allontanava e il battere ritmico degli zoccoli. La terra gli portava questi rumori ben distinti: era come se vedesse il calesse giallo con Don Francesco che agitava le lunghe braccia magre e, più il là, oltre la sua testa nuda e calva la groppa bianca di Zurito con il solco rosso della ferita.
Indizi
Buon indovinello!!!!!!!!
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SOLUZIONE:
BRAVA ROSITA CHE, QUI SUL BLOG, HA SCRITTO PAESE D’OMBRE DI DESSÌ
Il piccolo principe di Saint-Exupery
Lettura di agosto 2010
Al termine, ho fatto una ricerca per capire se, dietro a quanto ho letto, ci fossero dei significati che non avevo colto. Nulla. E’ un libro, evidentemente, da affrontare con pochi schemi mentali ed apprezzarlo, così, nella sua semplicità. A me, lo dico sinceramente, non è piaciuto. O meglio, non mi ha trasmesso particolari emozioni. Era un mio mistero da lettore. Rimarrà tale.
Voto: 6/10
Plus
Semplice
Minus
Non mi ha trasmesso emozioni.
Quale lettore?
Decisamente giovane.
Incipit
Un tempo lontano quando avevo sei anni, in un libro delle foreste primordiali, intitolato Storie vissute della natura, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale.
L’Ite Missa est
Ma i grandi non capiranno mai che questo abbia grande importanza.
Trama
È la storia dell’incontro tra un aviatore, costretto da un guasto ad un atterraggio di fortuna nel deserto, e un ragazzino alquanto strano, che gli chiede di disegnargli una pecora. Il bambino viene dallo spazio e ha abbandonato il suo piccolo pianeta perchè si sentiva troppo solo lassù: unica sua compagna era una rosa. Un libro che si rivolge ai ragazzi e “a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano più”, come dice lo stesso autore nella dedica del suo libro. Età di lettura: da 8 anni.
Scheda del libro
Autore: Saint-Exupery, Antoine : de <1900-1944>
Titolo: Il piccolo principe / Antoine de Saint-Exupery
Edizione: 18. ed
Pubblicazione: Milano : Tascabili Bompiani, 1988
Descrizione fisica: XVIII, 121 p. : ill. ; 19 cm.
Collezione: Tascabili Bompiani ; 1
Titolo uniforme: petit prince.
Nomi: Saint-Exupery, Antoine : de <1900-1944>
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Lettura di agosto 2010
Ho sempre amato stare in stazione. Non tanto per i treni, quanto per le sensazioni donatemi dal luogo ogni volta che mi siedo sulla panchina ad aspettare, in fondo, il nulla. L’odore, i suoni, i colori: lungo la ferrovia mi paiono sempre essere diversi da tutti gli altri posti. Quindi un libro che parlasse di treno e stazioni non poteva mancare. E’ stato, secondo le attese, assai piacevole.
Voto: 8,5/10
Plus
Pare di essere proprio lì, dove mi vuole portare Cassola.
Minus
Nessuno.
Quale lettore?
Per tutti.
Incipit
Era scolorita, ma si leggeva sempre bene. Si distinguevano anche le scolature: la più lunga era sotto la O. Si vede che nell’entusiasmo di finire avevano inzuppato troppo il pennello.
L’Ite Missa est
Dino diede un’ultima occhiata alla coppia e si alzò per andare a casa.
Trama
Come dal finestrino di un treno, sfilano in successione logica o casuale nel romanzo di Cassola ferrovieri e casellanti, paesaggi suburbani e collinari, si accavallano un viaggio di lavoro, una passeggiata di notte, incontri, attese d’amore e fallimenti coniugali, una cena tra amici, discorsi. Questo rapido susseguirsi di figure e luoghi, questo processo di segmentazione del reale, quasi sospeso in un tempo in cui il consueto prevale sull’emblematico, rivelano il disegno originale dell’autore: una rappresentazione della vita e dei sentimenti che nel suo aspetto corale sappia mantenere netti i singoli caratteri. Con tecnica divisionistica Cassola intreccia e giustappone così in un narrato denso di fatti, ma privo di un autentico protagonista, schegge di quotidianità, microeventi spogliati di un “significato” particolare e restituiti nella loro dimensione immediata. In modo realistico e con un linguaggio essenziale si ha così l’immediatezza dell’esistenza.
Scheda del libro
Autore: Cassola, Carlo <1917-1987>
Titolo: Ferrovia locale / Carlo Cassola
Edizione: 2. ed
Pubblicazione: Torino : Einaudi, 1968
Descrizione fisica: 208 p. ; 23 cm
Collezione: Supercoralli
Nomi: [Editore] Cassola , Carlo <1917-1987>
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La precedente lettura de La ragazza di Bube
La sinfonia del tempo breve di Mattia Signorini
Lettura di agosto 2010
Il libro si legge benissimo, Signorini scrive bene. Le peregrinazioni di Talbot divertono, anche se le parentesi “fantasiose” abbondano e, personalmente, disturbano. Secondo me, proprio per il lato onirico-”fantasy”, il romanzo è da inserire in uno scaffale giovani lettori. Difficilmente lo consiglierei ad un pubblico adulto. Mi ha ricordato parecchio un libro di Walter Moers letto qualche tempo fa: Ensel e Kretel.
Voto: 7/10
Plus
Bel modo di scrivere, bella l’edizione Salani, carina la storia.
Minus
Non mi è piaciuto il lato “fantasy” della storia.
Quale lettore?
Dai 13 ai 18 anni oppure un pubblico adulto che apprezza aspetti fantasy.
Incipit
Prima di andarsene da questa vita il signor Green Talbot sorseggiò un bicchiere di limonata fresca e rivolse lo sguardo alla finestra della sua stanza. “La cosa peggiore che può capitare a un uomo è di morire in un ospedale” disse una volta, molto tempo prima.
L’Ite Missa est
In fondo, piccolo e distante, il corpo di un uomo, raggomitolato su se stesso, che sembrava dormisse, sull’erba.
Trama
Green Talbot nasce nel 1919, in tempo di pace – una pace acerba, troppo giovane per dare frutti, una pace che sarà una parentesi di attonito silenzio fra due conflitti mondiali. Non sa cosa l’aspetta in quel secolo nuovo e fragoroso: sa solo che per trovarlo deve lasciare la sua casa di Tranquillity, dove il tempo ristagna pigro, e gettarsi nel mondo, tra la gente. Green Talbot corre verso quel mondo con curiosità e attenzione. Attraversa l’oceano rischiando la vita ma guadagnandosi amici insperati, e si ritroverà nei luoghi dove la storia ha cambiato il suo corso: l’America della Grande Depressione, l’Europa del dopoguerra, l’Italia del boom economico. E scopre in sé una possibilità unica: attraversare tempo e spazio, percorrere l’intero Novecento e i suoi furori, i suoi personaggi estremi e indimenticabili, le sue città distrutte, depresse o ricostruite, da ogni cosa raccogliendo vita e senso, amicizia e amore, scoprendo gli altri attraverso se stesso. Nella “Sinfonia del tempo breve” si narra la storia di una vita che è tutte le vite. Di un uomo che raccoglie in sé tutto l’umano e si mette in ascolto del mondo. È un romanzo d’avventura, un’allegoria, una metafora dell’esistenza, pagine di un immaginario che vive e respira dentro ogni cosa.
Scheda del libro
Autore: Signorini, Mattia
Titolo: La sinfonia del tempo breve : romanzo / Mattia Signorini
Pubblicazione: Milano : Salani, 2009
Descrizione fisica: 180 p. ; 21 cm.
Numeri: ISBN – 9788884518408
Nomi: Signorini , Mattia
Classificazione: 853.92 – NARRATIVA ITALIANA, 2000-
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Francesca e Nuziata di Maria Orsini Natale
Lettura di Agosto 2010
Scoperta con Il terrazzo di villa rosa, l’autrice mi ha regalato, ancora, due splendidi giorni in compagnia di Napoli, il suo mare e il Vesuvio. Una narrazione ricca, densa, concreta, documentata e allo stesso tempo mai banale o frivola. Maria Orsini Natale è elegante, raffinata e non scivola mai nel kitsch. Impresa non facile direi, sostenere la narrazione, in tal maniera, per quasi 400 pagine. Non è dieci, ma ci manca pochissimo. Romanzo pluripremiato.
Voto: 9,5/10
Plus
Narrazione elegnate, direi sontuosa. Magnifici paesaggi. Personaggi credibilissimi. Ottima documentazione storica.
Minus
Ogni tanto mi pare di aver scorto un leggero compiacimento della propria abilità.
Quale pubblico?
Donne che sanno apprezzare il bello scrivere.
Incipit
Francesca era nata il sei di gennaio del milleottocentoquarantanove. Era nata su una di quelle alture della costa amalfitana dove la terra precipita e dirupa in un cielo capovolto, che nelle notti serene le luci delle lampare fanno stellato. Il mare visto di lassù è irraggiungibile, in un pozzo profondo di luce. L’azzurra trasparenza così lontana, sospesa, senza suoni, è irreale e segreta come una favola.
L’Ite Missa est
E non l’aveva più sentito.
Trama
Il romanzo racconta la storia di una famiglia patriarcale di pastai che dalla costira amalfintana si trasferisce alle falde del vesuvio, dove la primitiva struttura artigianale si trasforma in moderna azienda industriale , in un periodo che va dal 1848 al 1940. Protagoniste due straordinarie figure di donne imprenditrici, Francesca e la figlia Nunziata, con le loro aspirazioni, passioni e sconfitte. Sullo sfondo, un secolo di storia italiana dal Risorgimento alle soglie della seconda guerra mondiale, e gli ardori e le sofferenze di un popolo. Un romanzo che percorre, attraverso semplici storie fatte di uomini che vivono, amano, odiano, un passaggio epocale del ’900, quello dal mondo artigianale a quello delle macchine.
Ex Libro
In quel momento storico la capitale del regno delle due Sicilie aveva tremori, e nello stesso tempo aveva festini. Anche per frastornare l’inquietudine, tutti avevano qualcosa da festeggiare. I borbonici la Costituzione, i cospiratori l’amnistia, le famiglie degli esuli l’imminente ritorno dei cari, gli unitari cavouriani il vacillare del trono borbonico, i favorevoli a garibaldi e alla repubblica di Mazzini i segni di rivoluzione, i malitenzionati il torbido che si profilava e che era il loro più congeniale elemento. (Pag. 85)
Scheda del libro
Autore: Orsini Natale, Maria
Titolo: Francesca e Nunziata / Maria Orsini Natale
Edizione: Ed. riv. / con note dell’autrice
Pubblicazione: Cava de’ Tirreni : Avagliano, 2001
Descrizione fisica: 389 p. : 1 ritr. ; 20 cm
Collezione: I tornesi ; 1
Note Generali: 8. ed
Numeri: ISBN – 88-86081-57-X
Nomi: Orsini Natale, Maria
Classificazione: 853.914 – NARRATIVA ITALIANA. 1945-
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Cosa sto leggendo?
Non si vince nulla se non la soddisfazione di dire “lo sapevo” e “sono stato più bravo degli altri” ![]()
SOLUZIONE: GIAN CARLO FUSCO – L’ITALIA AL DENTE, Sellerio
Ex libro
“Madama Pina, a conti fatti, è molto più potente di me. Perché io sono soltanto il governatore della Quarta Sponda, mentre lei governa tutte le sponde della mia sponda!”.
I “ragazzi” preoccupati del progetto legge della Merlin, erano arrivati puntualmente, venerdì 20 agosto, alla bella villa di Quarrata. Semplice e chiara, in mezzo a un girotondo verde scuro di appuntiti cipressi.
Indizi
Buon indovinello!!!!!!!!
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L'angelo di Avrigue di Francesco Biamonti
Lettura di agosto 2010
Biamonti dipinge quadri, con soggetto la Liguria di confine, di grande fascino. Un romanzo grondante di colori e di profumi, diviso tra mare e montagna. Mi è parso, leggendolo, di essere sul costone, a riposarmi della fatica di salire il carruggio, e scoprire angoli di mare mozzafiato. Anche i suoi personaggi paiono di confine (o meglio al margine) come il territorio (s)oggetto del racconto.
Voto: 8,5/10
Plus
Paesaggi meravigliosi, un libro che si “guarda” con la mente.
Minus
Stile eccessivamente secco, spezzettato.
Quale lettore?
Dai 16 anni in su, e per chi conosce o vuole conoscere le terre di Liguria.
Incipit
Verso le undici Gregorio andò ad Avrigue. Il pomeriggio lo avrebbe passato al bar dell’olandese dove di solito lo aspettava Jean-Pierre. Era un bel posto su uno sperone quasi sempre dorato e ventoso. Per scendere in piazza prese un carruggio a svolte in cui il vento non entrava d’infilata.
L’Ite Missa est
Il vento rompeva gli ormeggi e il salino era una camola che lavorava nei ricordi.
Trama
Questo romanzo vive, pagina per pagina, ora per ora, della luce del paesaggio aspro e scosceso dell’entroterra ligure nell’estremo suo lembo di Ponente, al confine con la Francia. La voce narrante è quella di un marinaio che non prova nessuna impazienza d’un nuovo imbarco (patisce il “male del ferro”, l’angoscia che la lamiera dei cargo trasmette durante le lunghe traversate) ma anche se ama la sua terra più del mare, la gioia che ne trae gli sa sempre d’amaro. Come seguendo una tacita morale libertaria, il protagonista si rifiuta di giudicare il modo in cui ogni individuo spende la propria vita; ma vorrebbe comprendere cos’è quella spinta di autodistruzione che si sente nell’aria. Tra i casolari di pietre e i villaggi di bungalow, i due aspetti della riviera sono qui presenti insieme: un’agricoltura faticosa e solitaria e il mondo facile del turismo, a cui s’aggiunge la nuova dimensione internazionale del vagabondaggio giovanile che segue il miraggio della droga. E poi il pathos della frontiera, con la sua drammaticità depositata in tante storie di guerra, di contrabbando, d’espatri clandestini.
Scheda del libro
Autore: Biamonti, Francesco
Titolo: L’ angelo di Avrigue / Francesco Biamonti
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Torino : Einaudi, 2008
Descrizione fisica: 129 p. ; 19 cm.
Collezione: ET ; 306
Numeri: ISBN – 9788806193997
Nomi: Biamonti, Francesco
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Marianna Sirca di Grazia Deledda
Lettura di Agosto 2010
Non è “Canne al vento” (letto agli albori del blog), ma è comunque un romanzo denso e drammatico. L’atmosfera è sempre cupa, non lascia intravvedere mai un barlume di luce. L’ho letto rapidamente; del resto lo stile della Deledda è piacevole, le parole scivolano innanzi agli occhi senza intoppi. Dalla scrittrice sarda c’è solo da imparare.
Voto: 9/10
PLUS
Libro scritto magistralmente, coivolgente, un vero dramma.
MINUS
Nessuno
Quale lettore?
Lettore che sa apprezzare i “veri” narratori.
Incipit
Marianna Sirca, dopo la morte di un suo ricco zio prete, del quale aveva ereditato il patrimonio, era andata a passare alcuni giorni in campagna, in una piccola casa colonica che possedeva nella Serra di Nuoro, in mezzo ai boschi di soveri.
L’ite Missa est
E disse di sì, perché gli occhi del pretendente rassomigliavano a quelli di Simone.
Trama
Crudele come possono essere solo le passioni degli innocenti, febbrile eppure ritmato da larghe pause che introducono i profondi motivi del paesaggio, delle stagione, del trascorrere del tempo è l’amore di Marianna Sirca, possidente e di Simone Sole, servo e bandito. Di colpo presi l’uno dell’altro, tessono la rete della loro perdizione: troppo è l’orgoglio, troppa la solitudine che entrano in gioco nel loro rapporto. A soccombere sarà Simone, l’uomo, che dei due è il carettere più debole, più femmineo…
Scheda del libro
Autore: Deledda, Grazia
Titolo: Marianna Sirca / Grazia Deledda
Pubblicazione: Cagliari : L’Unione Sarda, stampa 2003
Descrizione fisica: XIII, 199 p. ; 22 cm
Collezione: La biblioteca dell’identita. Grazia Deledda ; 13
Note Generali: Suppl. a: L’Unione Sarda
Nomi: Deledda, Grazia
Classificazione: 853.91 – NARRATIVA ITALIANA, 1900-1999
Collegamenti utili per capire meglio il libro
Il destino si chiama Clotilde di Giovanni Guareschi
Divertente… è divertente. Surreale… molto. Insomma, l’incredibile è di casa in questo romanzo di Guareschi. La storia è leggera, il ritmo incalzante e in fondo ci fa la morale: Chi disprezza… Esagerato in tutto: fin dal sottotilo.
Voto: 7,5/10
PLUS
Il libro è scritto da Guareschi e quindi sinonimo di divertimento. Buon ritmo. Personaggi simpatici.
MINUS
Decisamente surreale.
Quale Lettore?
Tutti, di tutte le età.
Incipit
Alle 9 antimeridiane del 14 maggio 1885, il Delfino levava le ancore dal porto di Nevaslippe e prendeva il mare. Mezz’ora dopo il signor Filimario Dublè udiva bussare discretamente alla porta della sua cabina e questo pur modesto avvenimento provocava nel celebre gentiluomo giustificato compiacimento.
L’Ite missa est
E’ proprio come diceva quel tale che andava verso l’est: “Di matti ce ne sono al mondo: ma come gli uomini e le donne!…”.
Trama
Non è comodo, per un gentiluomo, essere amato da una giovane e bella arcimiliardaria. “Il destino si chiama Clotilde” è un girotondo infernale di ereditieri che si rifiutano di ereditare, di gambe di legno, di pirati, di commissari di polizia, di furti e molto, molto amore, che alla fine trionferà, non senza un certo tornaconto economico…
Scheda del libro
Autore: Guareschi, Giovanni
Titolo: Il destino si chiama Clotilde : romanzo d’amore e di avventura con una importante digressione la quale pure essendo d’indole personale mirabilmente nella vicenda e la corrobora rendendola vieppiu varia e interessante / Guareschi
Edizione: 5. ed
Pubblicazione: Milano : Biblioreca universale Rizzoli, 2000
Descrizione fisica: 259 p. ; 20 cm.
Collezione: Superbur ; 134
Numeri: ISBN – 88-17-11434-0
Nomi: Guareschi , Giovanni
Collegamenti utili per capire meglio il libro
La mia lettura di don Camillo e don Chichì (O i giovani d’oggi)
I lettori preferiscono di gran lunga la destra (intesa come pagina).
31 i partecipanti e questi i risultati:
Da cosa dipenderà? Lascio agli esperti eventuali considerazioni sulla lateralità e dico la mia da lettore: forse dipenderà dal fatto che, all’inizio di un libro, la parte destra del libro è decisamente di più facile gestione, mentre la sinistra necessità “maggiore manutenzione” per una buona lettura. La pagina destra sembra più “solida” e liscia. Esige meno attenzione e quindi fa apprezzare meglio la lettura.
Che dite?
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Non è un sondaggio politico
– Scadenza Sabato 21 agosto.
Piuttosto vi chiedo, lettori, se preferite le pagine sinistre o destre, di un libro. Oppure, la cosa vi lascia indifferenti.
Io di norma preferisco le pagine che stanno a destra del libro. Le trovo di più “comoda” lettura. E voi?
Venere privata di Giorgio Scerbanenco
Lettura di agosto 2010
Una lettura di quelle che io definisco di alleggerimento. Assieme a Macchiavelli e De Angelis, mostro sacro del giallo italiano. Nasce con Venere privata il “mito” di Duca Lamberti che diventerà protagonista di diversi romanzi e film. L’apertura del romanzo spiazza: l’eroe di turno ha un recenstissimo passato che sconcerta (oggi un po’ meno, ma nel ’76 decisamente di più). La narrazione cattura.
Voto: 8/10
PLUS
Scrittura scorrevole, ambientazione milanese (gli abitanti della città si trovano a casa e hanno modo di rivivere la metropoli com’era), buon ritmo. Sangue sì!, ma con moderazione. Adatto a chi non ama il giallo pulp.
MINUS
La gran quantità di personaggi al “limite”: da sicuramente l’idea del mondo sommerso in cui si svolge il romanzo, ma, a mio giudizio, decisamente troppi.
Quale lettore?
Dai 15 – 16 anni in su. Per chi vuole avvicinarsi al giallo senza troppa cruenza. Per i milanesi (e non) nostalgici degli anni 70.
Incipit
Dopo tre anni di carcere aveva imparato a passare il tempo coi mezzi più semplici, solo che per i primi dieci minuti fumò una sigaretta senza pensare ad alcun gioco, ma quando buttò il mozzicone sulla ghiaietta del viale pensò che il numero dei sassolini dei viali e vialetti nel giardino, era un numero finito.
Ex Libro
Arrivò in via dei Giardini e trovò da parcheggiare la Giuletta comodamente perché in quei roventi giorni di agosto la metropoli non era giudicata più abitabile da un gran numero di cittadini che, chi sa perché, la trovavano abitabile con la nebbia, lo smog e la neve. (Capitolo 1, 5)
Oggi ci sono i banditi con l’ufficio legale a latere, imbrogliano, rubano, ammazzano, ma hanno già studiato la linea di difesa con i loro avvocati nel caso fossero scoperti e processati e non vengono mai puniti abbastanza. Vogliono che gli altri stiano alle regole, ma loro non ci vogliono stare (Capitolo 2, 2)
Trama
venere privata è il romanzo che ha fatto entrare Scerbanenco nel ristrettissimo numero dei grandi autori di Gialli. La patetica piccola venere di questa storia è “Alberta Radaelli, ventireè anni, commessa, trovata a Metanopoli, località Cascina Luasca… il cadavere è stato scoperto alle cinque e mezzo del mattino… abito celeste, capelli scuri ma non neri, occhiali rotondi…”. Le piccole dee della società dei consumi muoiono così, in un prato della periferia. Ed e’ quasi sempre inutile indagare. L’omertà salva gli sfruttatori. Per questo Duca Lamberti pensa che ogni volta che si trova un sfruttatore bisogna schiaccaiarlo. Più ne schiacci più ce ne sono, è vero, ma forse bisogna schiacciarli lo stesso.
Scheda del libro
Autore: Scerbanenco, Giorgio
Titolo: Venere privata / Giorgio Scerbanenco ; prefazione di Luca Doninelli ; in appendice : Io, Vladimir Scerbanenko
Pubblicazione: Milano : Garzanti, 2001
Descrizione fisica: VIII, 252 p. ; 18 cm.
Collezione: Gli elefanti
Numeri: ISBN – 88-11-66856-5
Nomi: Scerbanenco, Giorgio
Doninelli, Luca
Collegamenti utili per capire meglio il libro