La contrada degli ulivi di Giuseppe Bonaviri
Lettura di luglio 2010
Non si scosta molto da Il sarto di contrada lunga e quindi anche il mio giudizio sarà assai simile a quello precedente. Proseguono le letture “popolari” che ho scelto per questa estate. Mi piacciono le storie di paese, le storie fatte da chi non ha fatto la storia (o meglio non ha lasciato il suo nome scritto su lapidi e libri). Insisto anche con le mie letture sulla condizione difficile (direi impossibile) del meridione d’Italia nel primo cinquantennio del 900.
Voto: 7,5/10
Incipit
Sul far del mattino, appena il primo chiarore nacque dai monti di Caltagirone e si fece bianco sui fichidindia del caseggiato, massaro Turi Ponente si alzò dalla paglia su cui avevo dormito. “Io parto” disse massar’Angelo, che gli aveva dormito accanto. “Ho qui il mio sacco preparato. Conviene farla fresca la strada”.
Descrizione
In questo libro c’è una trasposizione ormai piena e consapevole da un mondo all’altro, al punto che il dialogo fra gli uomini e le cose, al di là di ogni programmatico animismo, si svolge in un clima di naturali confidenze fra gli elementi differenziati nell’aspetto e le linguaggio, non tuttavia nei modi di un vivere siglato dalla coscienza di un destino comune: un destino intrinseco al dato medesimo dell’essere e che perciò, meglio di una narrazione spiegata, presuppone una favola senza tempo – in una Sicilia di ieri e di oggi, con un sommesso contrappunto piemontese -, un canto gremito di risonanze come un’antica nenia consolatrice.
Scheda del libro
Autore: Bonaviri, Giuseppe
Titolo: La contrada degli ulivi / Giuseppe Bonaviri
Pubblicazione: Torino : Einaudi, Copyr, 1975
Descrizione fisica: 93 p. ; 20 cm
Collezione: Nuovi coralli ; 122
Nomi: Bonaviri, Giuseppe
Collegamenti utili per capire meglio il libro