L’indovinello letterario del fine settimana proposto da IL QUADERNO DI UN BIBLIOTECARIO 31 luglio/01 agosto 2010


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Cosa sto leggendo?

Non si vince nulla se non la soddisfazione di dire “lo sapevo” e “sono stato più bravo degli altri” :-)

Ex libro

“Non ha ancora quarant’anni.” Un’insistenza ansiosa si era insinuata nella voce di Herbie.

“Trentotto, se conti gli anni; ma ne ho sessanta, per quanto riguarda la mia visione emotiva dell’esistenza. Non per niente sono una psicologa”. Poi continuò, con amarezza, ansimando un po’. “E lui ha appena trentacinque anni e sembra anche più giovane. Credi che mi possa vedere diversa… diversa da quello che sono?”

Indizi

  1. Narratore Americano (anche se negli Usa non è nato)
  2. Vero maestro di un genere letterario.
  3. Dal libro è stato, abbastanza di recente, tratto un film di successo.
  4. Il libro è stato scritto nel 1950.
  5. E’ un romanzo fatto di racconti collegati tra loro.

Buon indovinello!!!!!!!!

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SOLUZIONE

Questa settimana ha indovinato Esther. Il libro letto nel fine settimana è stato:

IO ROBOT di Isaac Asimov ed il capitolo era Il Bugiardo.

394 lettura finita (57/IV anno) – Fontamara di Ignazio Silone


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Fontamara di Ignazio Silone

Lettura di luglio 2010

E’ proprio vero che per apprezzare certa letteratura bisognerebbe incontrarla, per la prima volta, quando si ha “maturità”. Silone narra un’immensa tragedia con una rara grazia. Premette che è una storia di un passato imprecisato e la racconta col tono con cui i nonni mi hanno raccontato l’immane disastro della guerra: con tono pacato di chi ha avuto modo di rielaborare e rivivere quei momenti per tanti anni, quasi con serenità. E la serenità della narrazione si plasma alla perfezione con la tragica storia. Rileggiamolo. Non accontentiamoci del ricordo, magari negativo, lasciatoci dalla scuola.

Voto: 10/10

Incipit

Gli strani fatti che sto per raccontare si svolsero nel corso di un’estate a Fontamara. Ho dato questo nome a un antico e oscuro luogo di contadini poveri situato nella Marsica, a settentrione del prosciugato lago di Fucino, nell’interno di una valle, a mezza costa tra le colline e la montagna.

Trama

Fontamara è un paese degli Abruzzi dove i “cafoni” che lo abitano sono da secoli assuefatti alla sofferenza. A un certo punto si risvegliano: il podestà e alcuni proprietari terrieri del vicino capoluogo hanno fatto deviare l’acqua di un ruscello per irrigare le proprie campagne. Nella loro sofferenza i fontamaresi che si ribellano rappresentano l’uomo che attinge a un nuovo livello di dignità, proprio perché si sente spinto alla lotta contro la violenza e le mistificazioni.

Ex libro

“Quando le leggi del Governo non sono più valide e quelli che dovrebbero farle rispettare sono i primi a violarle, allora si torna alla legge del popolo” rispose Baldissera indignato. “Qual’è la legge del popolo?” gli fu chiesto. “Aiutati che Dio t’aiuta”… (Capitolo 7)

Scheda del libro

Autore: Silone, Ignazio
Titolo: Fontamara / Ignazio Silone
Edizione: 18. rist
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, stampa 1984
Descrizione fisica: 258 p. ; 19 cm
Collezione: Oscar narrativa ; 132
Nomi: Silone, Ignazio

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Ignazio Silone

Fontamara su wikipedia

Il film

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393 lettura finita (56/IV anno) – L’albergo delle tre rose di Augusto De Angelis


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Augusto De Angelis, L'albergo delle tre rose

Lettura di luglio 2010

Lettura di svago dopo una serie di libri piuttosto impegnativi. Si svolge tutto in una notte, in solo luogo. Non facile pensarlo, non facile scriverlo. Il risultato è abbastanza convincente. Per spazio temporale e luogo, come dicevo, il romanzo risulta piuttosto lento. Comunque sia, carino.

Voto: 7,75/10

Incipit

Pioveva a lunghi fili, che al riverbero dei fanali parevan d’argento. La nebbia diffusa, fumosa, penetrava coi suoi aghi nel volto. Sul marciapiede scorreva ondeggiando la infinita teoria degli ombrelli. Automobili in mezzo alla via, qualche carrozza, i tranvai colmi. Alle sei del pomeriggio il buio era fitto, in quei primi giorni del dicembre milanese.

Trama

In un albergo popolato di strani figuri che si dedicano, la notte, al gioco d’azzardo, è stato ucciso, prima pugnalato e poi impiccato, un giovane inglese. Seguono a questo altri omicidi, mentre arriva in albergo un avvocato, anch’egli inglese, che deve leggere agli eredi un testamento la cui validità è, misteriosamente, sottoposta alla presenza di tre bambolette di porcellana. E in questa atmosfera da Agatha Christie, De Vincenzi indaga e scopre una verità che alla fine niente ha a che dire con le raffinatezze del delitto all’inglese. Piuttosto con la turpe e disillusa “Milano calibro 9″ che sarà di Scerbanenco.

Scheda del libro

Autore: De Angelis, Augusto
Titolo: L’ albergo delle tre rose / Augusto De Angelis ; con una nota di Beppe Benvenuto
Edizione: 2. ed
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2003
Descrizione fisica: 269 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 539
Numeri:    ISBN – 88-389-1783-3
Nomi: De Angelis, Augusto

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Biografia dell’autore

Note sulla serie televisiva degli anni ’70

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392 lettura finita (55/IV anno) – Gente di Dublino di James Joyce


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Gente di Dublino di James Joyce

Andrò controcorrente, ma il capolavoro non l’ho proprio visto. Già definirlo “romanzo non romanzo” non mi ha aiutato a capirlo. Il “mosaico unitario” deve essermi proprio sfuggito. Aggiungete un simbolismo lontano dal nostro orizzonte culturale e il risultato non si fa fatica a immaginarlo. Racconti, mal legati tra loro con la fatica di ricominciare da capo ogni volta. Non mi sono divertito a leggerlo

Voto: 5/10

Incipit

Questa volta per lui non c’era speranza: era il terzo attacco. Una sera dopo l’altra, passavo davanti alla casa (era il periodo delle vacanze) e osservavo il quadro illunminato della finestra: e tutte le sere la luce era la stessa, fioca sempre uguale.

Trama

Considerati tra i capolavori della letteratura del Novecento, questi quindici racconti – terminati nel 1906 ma pubblicati soltanto nel 1914 perché per la loro audacia e realismo gli editori li rifiutarono – compongono un mosaico unitario che rappresenta le tappe fondamentali della vita umana: l’infanzia, l’adolescenza, la maturità, la vecchiaia, la morte. Fa da cornice a queste vicende la magica capitale d’Irlanda, Dublino, con la sua aria vecchiotta, le birrerie fumose, il vento freddo che spazza le strade, i suoi bizzarri abitanti. Una città che, agli occhi e al cuore di Joyce, è in po’ il precipitato di tutte le città occidentali del nostro secolo.

Ex libro

Un lieve battito sul vetro lo fece voltare verso la finestra. Aveva ripreso a nevicare. restò a osservare, assonnato, i fiocchi di neve argentei e scuri, che scendevano obliquamente davanti al lampione [...] La neve cadeva in ogni parte della bruna pianura centrale, sulle colline brulle, scendeva piano nella palude di Allen e, più a occidente, calava lieve sulle cupe onde tumultuanti dello Shannon. E cadeva anche su tutto il solitario cimitero di camopagna, là in cima alla collina dove era sepolto Michael Furey. S’ammucchiava sulle croci contorte e sulle pietre tombali, sulle punte del piccolo cancello, sui cespugli brulli… (I morti)

Scheda del libro

Autore: Joyce, James
Titolo: Gente di Dublino / James Joyce ; introduzione di Italo Svevo ; traduzione e cura di Daniele Benati
Edizione: 11. ed
Pubblicazione: Milano : Feltrinelli, 2008
Descrizione fisica: XLVIII, 209 p. ; 20 cm.
Collezione: Universale economica
Numeri:    ISBN – 9788807821073
Nomi: Joyce, James
Svevo, Italo
Benati, Daniele <1953- >
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Dubliners

Collegamenti utili per capire meglio il libro

James Joyce

Gente di Dublino

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391 lettura finita (54/IV anno) – La contrada degli ulivi di Giuseppe Bonaviri


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La contrada degli ulivi di Giuseppe Bonaviri

Lettura di luglio 2010

Non si scosta molto da Il sarto di contrada lunga e quindi anche il mio giudizio sarà assai simile a quello precedente. Proseguono le letture “popolari” che ho scelto per questa estate. Mi piacciono le storie di paese, le storie fatte da chi non ha fatto la storia (o meglio non ha lasciato il suo nome scritto su lapidi e libri). Insisto anche con le mie letture sulla condizione difficile (direi impossibile) del meridione d’Italia nel primo cinquantennio del 900.

Voto: 7,5/10

Incipit

Sul far del mattino, appena il primo chiarore nacque dai monti di Caltagirone e si fece bianco sui fichidindia del caseggiato, massaro Turi Ponente si alzò dalla paglia su cui avevo dormito. “Io parto” disse massar’Angelo, che gli aveva dormito accanto. “Ho qui il mio sacco preparato. Conviene farla fresca la strada”.

Descrizione

In questo libro c’è una trasposizione ormai piena e consapevole da un mondo all’altro, al punto che il dialogo fra gli uomini e le cose, al di là di ogni programmatico animismo, si svolge in un clima di naturali confidenze fra gli elementi differenziati nell’aspetto e le linguaggio, non tuttavia nei modi di un vivere siglato dalla coscienza di un destino comune: un destino intrinseco al dato medesimo dell’essere e che perciò, meglio di una narrazione spiegata, presuppone una favola senza tempo – in una Sicilia di ieri e di oggi, con un sommesso contrappunto piemontese -, un canto gremito di risonanze come un’antica nenia consolatrice.

Scheda del libro

Autore: Bonaviri, Giuseppe
Titolo: La contrada degli ulivi / Giuseppe Bonaviri
Pubblicazione: Torino : Einaudi, Copyr, 1975
Descrizione fisica: 93 p. ; 20 cm
Collezione: Nuovi coralli ; 122
Nomi: Bonaviri, Giuseppe

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Giuseppe Bonaviri

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L’indovinello letterario del fine settimana proposto da IL QUADERNO DI UN BIBLIOTECARIO 24-25 luglio 2010


Cosa sto leggendo?

Non si vince nulla se non la soddisfazione di dire “lo sapevo” e “sono stato più bravo degli altri” :-)

Soluzione: AUGUSTO DE ANGELIS, L’ALBERGO DELLE TRE ROSE

Ha indovinato ancora Barbara che ha risposto qui: http://www.facebook.com/home.php#!/pages/QUADERNO-DI-UN-BIBLIOTECARIO/130485201241?ref=ts

Ex Libro

Con sforzo, Besesti si alzò. Una volta in piedi, sembrò ritrovare un po’ del suo contegno ostentamente pieno di dignità. Guardò il commissario con quel suo sguardo azzurro, ancora torbido, annebbiato. “Commissario, questo interrogatorio è durato abbastanza. Io non ho alcun diritto e alcun dovere di raccontare a lei… i segreti di un altro. Non ho nulla a cui vedere con i delitti che sono stati commessi in quest’albergo…”

Indizi

  1. Libro giallo
  2. Autore italiano (romano di nascita)
  3. Nel titolo è citato un fiore
  4. Il protagonista è un commissario
  5. La storia è ambientata nel 1919
  6. La città in cui si svolgono i fatti è Milano

Buon indovinello!!!!!!!!

Per le risposte postate un commento oppure qui: http://libri.forumcommunity.net/?t=39267526 o ancora su Facebook: http://www.facebook.com/home.php?#!/pages/QUADERNO-DI-UN-BIBLIOTECARIO/130485201241?ref=ts

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390 lettura finita (53/IV anno) – Gente di mare di Giovanni Comisso


Giovanni Comisso

Lettura di luglio 2010

Racconti. Per una volta (rispetto alle mie ultime letture ambientate soprattutto al sud) il protagonista è il mare Adriatico settentrionale. O meglio la sua gente. Di agevole lettura, storie di poche pagine, ti cullano o agitano (a seconda dello stato del mare) sulle barche con i pescatori e i commercianti. Si leggono anche storie in cui il mare è presente, ma non protagonista, fatte di personaggi “terraioli” che tuttavia devono la loro sopravvivenza però alla presenza del mare. Insomma doppia visuale: da terra e dal largo. Per me una piacevole scoperta. Fuori commercio quindi se volete leggerlo (fatelo) è da cercare in biblioteca.

Voto: 8,5/10

Incipit

Si arriva per prati d’acqua, dopo aver rasentato paesi costruiti come scene di teatro di altri tempi e panorami di alberi con terreni erbosi di un verde prepotente sul precipizio azzurro del mare.

Trama

Nell’edizione definitiva del 1966, l’opera è strutturata in due parti comprendenti, complessivamente, trentadue brani. È il resoconto del singolare viaggio compiuto dall’autore, nell’estate del 1922, lungo le coste dell’Adriatico a bordo di un veliero chioggiotto. I capitoli, pur nella loro apparente autonomia, presentano un ordinamento unitario, sia per quanto riguarda il soggetto, che è il mondo dei pescatori chioggiotti, sia per l’impostazione, che oscilla tra il resoconto narrativo e il diario lirico. La prima parte mantiene un impianto più marcatamente narrativo, con episodi tratti dalla vita chioggiotta e, in particolare, da quella dei pescatori; la seconda parte riprende motivi autobiografici e ha una struttura prevalentemente diaristico-narrativa, fissando sulla pagina il ricordo e l’emozione degli episodi e delle esperienze della navigazione. L’occasione della traversata dell’Adriatico offre la possibilità di contemplare il ritmo di una vita «diversa», semplice e primitiva, legata al senso di una purezza originaria: «mi accorsi attraverso lo splendore del mare, simile a una lente che ingrandisca, che la mia vita di terraferma nelle sue guaste abitudini si tramutava in un’altra [...]. E i sogni, ogni notte più avanti sul mare, retrocedenti in composizioni di me sempre più vicine alla mia infanzia, parevano preannunciare il ritorno della mia vita alla purezza di una volta». Per un approfondimento rimando alla pagina da dove ho tratto quanto sopra:http://spazioinwind.libero.it/letteraturait/opere/comisso.htm

Ex libro

Il sole penetrando come in uno spettro di cristallo riappare descritto su questa polpa vegetale. Bianco nei cavolfiori, verde tenue nelle verze, bianco e verde nel sedano, verde oscuro negli spinaci, verde screziato di bianco, di giallo e di rosso nel radicchio; limitato tra il bianco e il verde d’inverno, ma a primavera dopo il violaceo dei carciofi irrompe subito il primo rosso vivente dei ravanelli e delle barbabietole, il roseo delle patate novelle e il giallo delle carote tra il contrasto del bianco delle cipolle di maggio, dei porri e del verde vitreo dei piselli. L’estate turbina di colori più forti nelle ceste tra l’ombra della tettoia; pomodori, cetrioli e melanzane, cipolle gialle, fagioli e zucchini, gonfia polpa lucente d’azzurro, di rosso e di giallo per travolgersi nei peperoni rossi, gialli, verdi e nelle cipolle gialle e rosse. (Ortolani di Sottomarina)

Scheda del libro

Autore: Comisso, Giovanni
Titolo: Gente di mare / Giovanni Comisso
Pubblicazione: Udine : Editoriale FVG, [2007]
Descrizione fisica: 275 p. ; 22 cm
Collezione: La biblioteca dell’Adriatico ; 3
Note Generali: Venduto in abbinamento ai quotidiani Il Piccolo o Messaggero Veneto
Nomi: Comisso , Giovanni

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Giovanni Comisso

Gente di mare

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389 lettura finita (52/IV anno) – Il balordo di Piero Chiara


Il balordo di Piero Chiara

Lettura di luglio 2010

Il narrare tranquillo, serafico e senza troppi scossoni di Chiara mi piace sempre. Il Balordo però l’ho trovato poco organico e poco equilibrato tra le sue parti e nello spazio dedicao ai suoi personaggi. La storia è carina e pure divertente. Il ritorno in paese, l’ingigantirsi delle voci, e la nuova caduta potrebbero fare una bella storia a sè.

Voto: 8/10

Incipit

Negli archivi scolastici o in quelli della polizia, si potrebbe trovare un suo fascicolo personale e una cartella di Atti relativi intestata al suo nome, rovistando tra le carte di quegli anni prima del 1930 o a cavallo del decennio, sui quali si è stesa ormai una lunga ombra.

Trama

Un uomo candido e grosso è il personaggio centrale del Balordo: una sorta di Gargantua ottusamente assente che da un angolo di provincia ai piedi delle Alpi è d’un tratto sbalzato nel Mezzogiorno e là risale la penisola al seguito degli eserciti alleati per finire nuovamente nella sua nicchia, ma questa volta in veste ufficiale, da re bertoldesco.

Scheda del libro

Autore: Chiara, Piero
Titolo: Il Balordo / Piero Chiara ; introduzione di Luigi Baldacci
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1994
Descrizione fisica: 227 p. ; 19 cm
Collezione: Oscar. Narrativa ; 42
Oscar narrativa
Numeri: ISBN – 88-04-10340-X
Nomi: Chiara , Piero
Baldacci, Luigi <1930-2002>

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Piero Chiara nel Quaderno

Lo sceneggiato

Piero Chiara

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388 lettura finita (51/IV anno) – Tangenziali di Biondillo e Monina


Tangenziali di Biondillo - Monina

Lettura di luglio 2010

Scritto a quattro mani con doppio punto di vista. Monina spietato e Biondillo più buonista (ma mica tanto, certi giudizi sono davvero duri). E la conferma, per chi vive la periferia (anche se periferia ancora più periferia), che non esiste un progetto sulle estremità cittadine se non autostrade. E mi vien da dire: forse costruiscono autostrade perché così si viaggia a 100 all’ora e viaggiando a 100 all’ora non si vedono le schifezze che vanno nascendo lungo e sotto i viadotti. Per gli appassionati della città e dell’ambiente è imperdibile.

Voto: 9,5/10

Incipit

“Mi prendo una Redbull e inizio”. “Ecco, questo può essere un incipit”. “Allora è fatta, invece di tornare a casa a scrivere me ne vado in centro a fare un giro… il più è fatto”. La storia di come avremmo scritto questo libro è stata un poì il leitmotiv di questo strano viaggio. O almeno, uno dei leitmotiv

Descrizione

Milano sta cambiando. Archiviata dolorosamente quella “da bere”, del rampantismo anni Ottanta, la città si sta trasformando da capitale della moda e della finanza a moderna metropoli multietnica che ambisce a un ruolo sempre più centrale nella cultura europea e occidentale. Presa coscienza che esistono molti modi per conoscere una città, e molti modi per raccontarla, Gianni Biondillo e Michele Monina, il primo scrittore fortemente attaccato alla sua città, e il secondo, milanese d’adozione, da sempre appassionato di psicogeografia, decidono di mettere da parte lo spirito del flâneur e per una volta di intraprendere un viaggio programmatico da fare insieme: un giro intorno alla città dove l’uno è nato e l’altro è arrivato una decina d’anni fa e che ancora non sono riusciti a decodificare. Seguendo il margine della tangenziale di Milano, i due scrittori cercano di tracciare una mappa della città a partire dai suoi contorni. I viandanti della tangenziale mette in scena luoghi, personaggi, aneddoti, storie, traiettorie sghembe, percorsi d’acqua, cantieri in corso, polaroid di periferie, suggestioni psicogeografiche, appunti di fisiognomica cittadina, materiali vari raccolti durante i lunghi tragitti, fatti rigorosamente a piedi.

Ex libro

Siamo la nazione che ha il più alto numero di laureati in arichitettura. Tutti gli architetti d’Europa, messi assieme, non raggiungono i nostri. Se poi ci aggiungete altre figure professionali – i geometri, gli ingegneri, gli agronomi-, abbiamo in Italia un esercito di mezzo milione di persone che mettono le mani sul territorio: dovremo conoscerlo a menadito, dovremmo preservarlo come un gioiello di famiglia e invece lo usiamo come campo di battaglia, come spazzatura delle nostre pulsioni estetiche, come preda da razziare. (Seconda tappa – Biondillo)

Sorigherio e Poasco, che sono praticamente due quartieri contigui, come le Twin Cities, Minneapolis e Saint Paul, andrebbero rasi al suolo con un cacciabombardiere. “Se penso che Dresda è stata distrutta e tutto questo è ancora in piedi mi viene da piangere” dico, omaggiando ruffianamente il nostro editore, che è stato il traduttore del romanzo che più di ogni altro ha raccontato il dramma del bombardamento della città tedesca, Mattatio n.5 di Kurt Vonnegut. (Quinta tappa – Monina)

Preservare il Parco Sud è doveroso non solo per il rispetto che si deve avere nei confronti di ciò che abbiamo ereditato dal passato, ma anche perchè occorre cambiare strategia economica, renderci conto che qui non è semplicemente un posto dove fingere di stare in campagna la domenica fra amici, ma è un terreno fertile, produttivo… (Quinta tappa – Biondillo)

Il carcere oltre la rete sembra un enorme falansterio di residenza popolare. Lo so che sembra retorico, ma mi impressiona una cosa: significa che il carcere, in fondo è una casa, come tutte le altre? O che i casermoni di periferia sono, sotto sotto, delle carceri? (Ottava tappa – Biondillo)

Scheda del libro

Autore: Biondillo, Gianni
Titolo: Tangenziali : due viandanti ai bordi della citta / Gianni Biondillo, Michele Monina
Pubblicazione: Parma : U. Guanda, [2010!
Descrizione fisica: 308 p. [53! p. di tav. : ill. ; 22 cm.
Numeri: ISBN – 9788860884503
Nomi: Biondillo , Gianni
Monina, Michele
Soggetti: Milano – Aspetti socio-culturali – Sec. 21.
Milano – Periferia – Aspetti urbanistici e sociali
Milano – Periferie – Descrizioni e viaggi
MILANO – DESCRIZIONI E VIAGGI
Classificazione: 914.5211 – Geografia e viaggi. MIlano

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Gianni Biondillo

Michele Monina

Le tangenziali di Milano

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387 lettura finita (50/IV anno) – Il marito in collegio di Giovanni Guareschi


Il marito in collegio di Giovanni Guareschi

Lettura di luglio 2010

Mi sono proprio divertito. Libro surreale, ma davvero da buon umore. Il protagonista (Casimiro) ti fa davveo imbestialire, ma non puoi non tifare per lui. Prosa e situazioni alla Guareschi. Ricco di spunti e intuizioni interessanti (alcuni proposti nell’ex libro). Ben costruito, secondo me, anche il mutar gusto dei vari personaggi. Insomma per la spiaggia (ma anche senza spiaggia) da leggere.

Voto: 9/10

Incipit

La signora Leonida Foulard vedova Madellis, aveva appena suonato il campanello per fare portare in tavola in caffè, quando Giusmaria, il vecchio maggiordomo, entrò e disse con aria stravolta: “E’ qui!”.

Trama

La giovane e avvenente Carlotta Wonder, della famiglia dei nobilissimi Madellis-Food-Foulard-Wonder, si trova dinanzi a un difficile problema: deve sposarsi nel giro di quarantotto ore, e con un uomo gradito allo zio Casimiro Wonder, altrimenti lo stesso zio Casimiro getterà tutta la nobilissima famiglia sul lastrico, lasciando la sua fortuna agli orfanelli. Posta di fronte a una così dura alternativa, la povera fanciulla ha ben chiaro il suo dovere: si sacrificherà per il bene della famiglia. Si dà da fare, ma il tempo è poco, e il difficile zio respinge tutti i suoi pretendenti. Alla fine Carlotta sarà costretta a sottoporre all’approvazione di zio Casimiro un giovane e aitante artigiano…

Ex libro

La casa che il signor Wonder aveva assegnato alla famiglia Madellis era uno di qui vecchi palazzi che ancor oggi si vedono nelle strade che la smania malsana dei piani regolatori e la fantasia smaniosa dei nuovi architetti non sono riuscite a devastare. Lunghi edifici a un piano soltanto, con grandi bugne nella facciata, con inferriate panciute alle finestre del pianterreno e con un grande portone al centro. La pianta di questi edifizi è quasi immancambilmente a U: la base della U è la fronte e guarda nella via pubblica: in mezzo è un grande cortile, un giardino. E quando il sole picchia dietro la casa, nella faccita buia si apre il grande occhio del portone pieno di luce e di verde tenero. (Capitolo 2)

Inoltre da Carlotta, i mariti erano considerati come ciambelle di salvataggio lanciate da un naufrago: che male c’è se il naufrago, visto, visto un salvagente migliore di quello già arraffato, tende il braccio per aggrapparvisi? E non è logico se, prima di aver afferrato saldamente il secondo, si tiene uncintao ancora il primo? (Capitolo 9)

Si dice: “non si sa dove possa arrivare una donna quando è innamorata, perché essa allora non ragiona più”.  Errore! Il guaio è proprio che (mentre in condizioni normali la donna non ragiona per niente e vive e agisce d’istinto), allorchè è innamorata, la donna comincia a ragionare. E ragiona, ohimè, come può ragionare una donna. (Capitolo 13)

Scheda del libro

Autore: Guareschi, Giovanni
Titolo: Il marito in collegio : romanzo ameno / Guareschi
Edizione: 5. ed
Pubblicazione: Milano :Biblioteca Universale Rizzoli, [1998]
Descrizione fisica: 248 p., 18 cm.
Collezione: BUR ; 443
Numeri: ISBN – 88-17-13443-0
Nomi: Guareschi, Giovanni
Paese di pubblicazione: ITALIA

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Giovannino Guareschi

Don Camillo

La mia lettura di Don Camillo

La mia lettura di don Camillo e don Chichì (O i giovani d’oggi)

Brescello

I Film

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L’indovinello letterario del fine settimana proposto da IL QUADERNO DI UN BIBLIOTECARIO 17-18 luglio 2010


Cosa sto leggendo?

Non si vince nulla se non la soddisfazione di dire “lo sapevo” e “sono stato più bravo degli altri” :-)

Ex libro

Le cognizioni del Maldifassi erano molte. Oltre ai denti sapeva curare gli eczemi e le malattie della pelle in genere; ma soprattutto aveva il segreto di alcuni rimedi contro le rughe precosi, il rilassamento dei seni e le altre deformazioni del corpo che le donne curerebbero a costo della vita, nonché dell’onore.

Indizi

  1. Narratore italiano scomparso nel 1986
  2. Titolare di un premio a lui intitolato
  3. Il titolo è composto di una parola più articolo
  4. Nel 1978 la rai produsse e trasmise uno sceneggiato con lo stesso titolo del libro
  5. Il romanzo è stato pubblicato nel 1967

Buon indovinello!!!!!!!!

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HA VINTO BARBARA RISPONDENDO “IL BALORDO” DI PIERO CHIARA, SULLA PAGINA DI FACEBOOK DEDICATA AL QUADERNO

386 lettura finita (49/IV anno) – Il manifesto del partito comunista di Marx / Engels


Il manifesto del partito comunista di Marx - Engels

Lettura di luglio 2010

La terminologia suona un po’ datata, ma leggendo la prima parte sono rimasto stupefatto. Sostituite la parola borghesia con grande imprenditoria-finanza e vi trovate la crisi economica 2009-2010 teorizzata oltre 150anni fa. Lettura molto molto istruttiva.

Voto: 9/10

Incipit

Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi.

Dov’è il partito di opposizione che non sia stato bollato di comunismo dai suoi avversari al governo, dove il partito di opposizione che non abbia ritorto l’infamante accusa di comunismo sia contro gli esponenti più progressisti dell’opposizione che contro i suoi avversari reazionari?

Di qui due conseguenze.

Il comunismo viene ormai riconosciuto da tutte le potenze europee come una potenza.

È gran tempo che i comunisti espongano apertamente a tutto il mondo la loro prospettiva, i loro scopi, le loro tendenze, e oppongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito.

A questo scopo si sono radunati a Londra comunisti delle più diverse nazionalità e hanno redatto il seguente manifesto, che viene pubblicato in lingua inglese, francese, tedesca, italiana, fiamminga e danese.

Descrizione

Abbattimento della borghesia, dominio del proletariato, sovvertimento della vecchia società fondata sul conflitto di classe, istituzione di una nuova società senza classi né proprietà privata: questi gli obiettivi del pensiero politico di Marx, che diedero vita, nel 1848, al “Manifesto del partito comunista”. Un opuscolo che ebbe vicende burrascose, più volte censurato, più volte ripubblicato, e sicuramente uno degli scritti politici più influenti del nostro tempo.

Scheda del libro

Autore:    Marx, Karl
Titolo: Manifesto del partito comunista / Karl Marx, Friedrich Engels ; introduzione di Eric J. Hobsbawm
Pubblicazione: Milano : Biblioteca universale Rizzoli, 2001
Descrizione fisica: 155 p. ; 18 cm
Collezione: BUR. L ; 1354
Note Generali: Testo tedesco a fronte
Trad. di Marcello Monaldi
Titolo uniforme: Manifest der kommunistischen Partei
Numeri:    ISBN – 88-17-12508-3
Nomi: Marx , Karl
Engels, Friedrich
Hobsbawm, E. J.
Paese di pubblicazione:    ITALIA

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Il testo integrale

Carl Marx

Friedrich Engels

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385 lettura finita (48/IV anno) – Il terrazzo della Villa Rosa di Maria Orsini Natale


Il terrazzo della Villa Rosa di Maria Orsini Natale

Lettura di luglio 2010

Maria Orsini Natale ha una prosa felisicissima, elegante, equilibrata, ricca e non banale. Musica alle orecchie del lettore. Certo impegna. Ti chiede attenzione, non una lettura distratta. Mescola la rassegnazione tipica dei romanzi del meridione d’Italia con paesaggi di una suggestione struggente. Insomma dipinge, canta soavemente, sparge profumi: incanta. Da leggere!!!

Voto: 9, 5/10

Incipit

Dopo il piccolo borgo, uno dei tanti sparsi sotto il viola della montagna, lì era l’antica costruzione settecentesca, vivida rosata. A un sol piano, ma lata, i balconi spiegati; non appena si aggirava il poggio dei tre pini e la macchia di ginestre e lava, allora appariva: barocca, lirica, spuntava all’improvviso nel rustico della campagna come un sonoro attacco d’organo.

Trama

Un terrazzo vesuviano rallegrato dal sole e dall’odore dei limoni, con il vulcano che si erge splendido e minaccioso alle sue spalle, è il palcoscenico su cui una colorita folla di personaggi vive le sue storie d’amore e di amicizia. In questo scenario fiorisce l’idillio prima radioso e poi tragico di Nicola e Ghisella, al quale s’intrecciano i fili di altre vicende ora grottesche ed ora drammatiche, come quella del giovane Vittorino sorpreso a letto con la cognata, o la lite tra il guappo e il barbiere Giosuè, la delusione dell’antifascista Michele all’arrivo degli anglo-americani, il tradimento della bellissima Rosa costretta dai vicini a rinsavire…

Ex libro

E c’erano assi di legno con distese di fusilli ad asciugare, fatti a mano da donna Carmelina ‘a fusellara, la suocera di Mauriello il ciclista, una donna ancora fresca e sempre attiva, i pendenti di corallo in perpetuo dondolio ai lobi degli orecchi. E, nell’alternarsi delle stagioni, frutta a seccare. In quel maggio, coperte da rustico velo a trama larga, c’erano albicocche del vulcano, ‘e mmaggese, quelle che, dorate come il sole, fiammeggiavano le sue terre e lo racconatavano. Senza la copertura di velo, invece, i tavolati con le melanzane, amare alle mosche, ma le più saporite, ‘e ppaisane, che arrivavano dalle masserie del Fruscio. Primaticce sotto le pagliarelle, annunciavano le altre, quelle più asciutte del luglio e dell’agosto. (Capitolo 2)

Lasciali stare quelli dell’Alta Italia. So’ brava gente, sempre in mezzo alla nebbia, e sono poco invidiosi. Loro devono lavorare una vita intera, essere fortunati, vincere un terno al lotto per venire qua a godersi il sole, e noi ci siamo nati. Sul nostro bilancio, all’attivo tu questo lo devi contare. Il clima ci fa cortesi e naturalmente allegri, e se noi abbiamo un privilegio di luogo e di temperamento, loro si arrogano un privilegio di giudizio. E la conclusione dev’essere l’accordo delle coscienze, un risolvimento armonioso a giusto delle cose. L’Italia è lunga, Giosuè, l’Italia è lunga, la latitudine delle sue regioni è diversa, cerchiamo di essere assennati: in una famiglia non sono uguali tutti i figli,  ma sempre fratelli sono, e tra fratelli mai l’insofferenza delle fazioni! E’ un veleno che attossica, che può chiamare alla rovina. (Capitolo 17)

Scheda del libro

Autore: Orsini Natale, Maria
Titolo: Il terrazzo della villa rosa / Maria Orsini Natale
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Cava de’ Tirreni : Avagliano, 2001
Descrizione fisica: 179 p. : 1 ritr. ; 20 cm.
Collezione: I tornesi
Numeri:    ISBN – 88-86081-74-X
Nomi: Orsini Natale, Maria

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Maria Orsini Natale

Il Vesuvio

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384 lettura finita (47/IV anno) – Inviato speciale di Evelyn Waugh


Inviato speciale di Evelyn Waugh

Lettura di luglio 2010

Dopo le prime 30 pagine mi sono detto: “se tiene questo ritmo fino alla fine è eccezionale”. C’è quasi riuscito: avesse optato per qualche decina di pagine in meno… Divertente, paradossale, sarcastico. Un libro sull’influenza del quarto potere. Libro molto “inglese”. Se state per infilarvi sotto l’ombrellone non lasciatevelo sfuggire.

Voto: 8,75

Incipit

Ancora giovane, John Courteney Boot, come proclamava il suo editore, aveva “raggiunto una posizione sicura e invidiabile nel mondo letterario contemporaneo” I suoi romanzi vendevano quindicimila copie il primo anno ed erano letti dalle persone il cui giudizio era da lui considerato degno di rispetto.

Descrizione

Nell’immaginaria Ismaelia la guerra non è ancora scoppiata, ma le voci che circolano bastano per scatenare coorti di affilati inviati speciali. È così che Boot, sprovveduto giornalista della provincia inglese, in seguito a una serie di equivoci viene catapultato dal suo idilliaco mondo rurale fin nel cuore dell’Africa tropicale, in un paese minato da non si sa bene quale crisi politica. Boot, assolutamente inetto e incapace di capire la situazione, trascorre le sue giornate a dormire e a corteggiare la moglie di un geologo in missione. Finché, proprio grazie alla sua inettitudine, scopre un tentativo di colpo di stato sfuggito ai colleghi di mezzo mondo.

Scheda del libro

Autore: Waugh, Evelyn
Titolo: L’ inviato speciale / Evelyn Waugh ; traduzione di Francesco Saba Sardi
Pubblicazione: Roma : Libero, [2003]
Descrizione fisica: 221 p. ; 21 cm
Collezione: La biblioteca di Libero ; 28
Note Generali: Suppl. a: Libero
Ed. speciale per Euromeeting Italiana, Mediaset Group
Prefazione di Tiziana Abate ; introduzione di Carlo Alberto Brioschi
Numeri: ISSN – 1591-0423
Nomi: Waugh , Evelyn
Saba Sardi, Francesco
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Scoop: a Novel about Journalists

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Evelyn Waugh

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