La frontiera scomparsa di Luis Sepulveda
Lettura di maggio 2010
Molto, molto bello. Racconti legati dal filo rosso della frontiera. Frontiera reale o metafora di vita? Invisibile o invalicabile? Un affresco sugli anni difficili del sud Amrica e le sue contraddizioni. Mi piace molto come scrive Sepulveda: semplice, mai banale, scorrevole. Merita la lettura.
Voto: 9/10
Incipit
Il biglietto per andare da nessuna parte fu un regalo di mio nonno. Mio nonno. un personaggio insolito e terribile. Credo che avessi appena compiuto undici anni quando mi consegnò il biglietto.
Trama
In America Latina è scomparsa una frontiera che portava nei territori della felicità. Benché non comparisse su alcuna cartina, una volta chiunque sapeva come trovarla. Poi sono giunti tempi terribili, e la strada si è fatta un labirinto senza uscita. Ma c’è un giovane che non è ancora stanco di cercare quella frontiera scomparsa, e con essa le proprie radici, che affondano lontano, nel villaggio andaluso da cui il nonno anarchico è fuggito agli inizi del secolo per difendere il suo amore per la libertà. Il giovane ha uno zaino in spalla e tutto il tempo del mondo a disposizione. Ha pagato cari i suoi sogni, ha conosciuto il carcere, la tortura e l’esilio, ma non poteva tradire la promessa fatta da bambino al nonno, in Cile, di visitare il paese di utopia.
Scheda del libro
Autore: Sepulveda, Luis
Titolo: La frontiera scomparsa / Luis Sepulveda ; traduzione di Ilide Carmignani
Pubblicazione: Parma : U. Guanda, 2009
Descrizione fisica: 125 p. ; 20 cm.
Collezione: Le fenici tascabili ; 212
Numeri: ISBN – 9788860884336
Nomi: Sepulveda, Luis
Carmignani, Ilide
Altri titoli collegati: [Titolo originale] La frontera extraviada.
Collegamenti utili per capire meglio il libro