366 lettura finita (29/IV anno) – I promessi sposi di Alessandro Manzoni


I promessi sposi di Alessandro Manzoni

Lettura di aprile-maggio 2010

Credo sia la terza volta che compio l’impresa di arrivare in fondo agli sposi manzoniani. E’ un ripasso di bella scrittura, di equilibrio perfetto tra la storia e le divagazioni. Un linguaggio vecchio di 160 anni eppure modernissimo. Solo al Manzoni si possono perdonare le storie parallele, romanzi e racconti nel romanzo. Atmosfere perfette, descrizioni magistrali. Un’opera sola, ma che opera!!!

10/10

Incipit

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l’uno detto di san Martino, l’altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune.

Trama da scuoleingioco.it

La storia prende avvio la sera del 7 novembre 1628, quando Don Abbondio, parroco di un paesino sulle colline presso Lecco, viene minacciato dai bravi di Don Rodrigo, signorotto locale, che gli intimano di non celebrare il matrimonio tra Renzo e Lucia. Impaurito, convince lo sposo a rimandare la cerimonia. I due giovani chiedono aiuto all’avvocato Azzecca – Garbugli e confidano nell’intervento di padre Cristoforo, un religioso che non teme Don Rodrigo, che si rivela irremovibile e progetta, pertanto, il rapimento di Lucia. I due giovani si vedono costretti a fuggire e decidono di dividere le loro strade. Mentre Lucia trova, infatti, protezione presso un convento in cui incontra la monaca di Monza, Renzo giunge a Milano dove si fa coinvolgere nelle rivolte causate dalla scarsità del pane; a stento riesce a sfuggire alla polizia che lo crede un sobillatore dei disordini e trova ospitalità presso il cugino bergamasco che, sotto falso nome, gli offre anche un lavoro. Nel frattempo Lucia viene rapita dal convento con la complicità della monaca di Monza e viene portata in un castello. In questa occasione Lucia fa un voto alla Madonna: rinunciare a Renzo in cambio della salvezza e della libertà. Il castello è di proprietà dell’Innominato, un potente malfattore a cui don Rodrigo chiede aiuto; l’incontro con Lucia lo porta a provare rimorso(tematica del rimorso nell’ipertesto di Frankenstein) per tutti i delitti e le violenze commesse in passato: si converte e fa il proposito di vivere onestamente gli ultimi anni della sua vita. La ragazza, liberata, trova ospitalità presso una nobile famiglia milanese. Siamo nel 1630, quando infuria la guerra dei trent’anni che vede coinvolti molti stati europei e le truppe imperiali dei lanzichenecchi scendono in Italia diffondendo la peste che falcia migliaia di vite umane. Renzo si ammala ma riesce a guarire e si mette nuovamente in cerca di Lucia. La trova convalescente al lazzaretto (luogo dove vengono portati i malati di peste), dove incontra anche don Rodrigo in punto di morte. In questo luogo di sofferenza ha la possibilità di incontrare Fra Cristoforo da cui apprende che il voto di Lucia non è valido poiché espresso in una situazione di pericolo. Così i due giovani si congiungono e una volta celebrato il matrimonio si trasferiscono a Bergamo.

Scheda del libro

Autore: Manzoni, Alessandro <1785-1873>
Titolo: 1 / Alessandro Manzoni ; introduzione e note a cura di Guido Bezzola ; con le illustrazioni di Francesco Gonin
Edizione: 6. ed
Pubblicazione: \Milano! : Biblioteca universale Rizzoli, 1997
Descrizione fisica: 857 p. : ill. ; 18 cm
Collezione:  UR. L ; 1193
Note Generali: I custodia, 2VV
Numeri: ISBN – 88-17-17193-X

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Gli sposi su wikipedia

Il Manzoni

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365 lettura finita (28/IV anno) – La messa di nozze di Federico De Roberto


Lettura di maggio 2010

Terribile. Raramente una lettura mi è costata tanta fatica. Lento, macchinoso, ripetitivo. Se voleva che il protagonista risultasse piagnone e noioso c’è riuscito in pieno. Decisamente una pessima lettura. Letto in formato digitale.

3/10

Incipit

Alle tre, quando la campana annunziò la fine della lezione, il professore Domenico Perez non lasciò liberi, come avrebbe dovuto, i suoi discepoli. Spiegava da due ore un atto dell’Edipo Re e non voleva interromperlo. Dominando con la voce ferma e severa i moti d’impazienza della classe, andò avanti per un’altra diecina di minuti, sino alla fine; poi pronunziò la frase sacramentale:
- Basterà per oggi.
Appena uscito nel corridoio, in compagnia degli alunni più diligenti che gli rivolgevano ancora domande intorno alle cose udite, si vide accostare da Baldassare,  il bidello.

Trama

Bertini ama una donna sposata con il marito, militare e inglese, perennemente all’estero. Lei e’ disponibile a separarsi, infatti è sposa in un paese dove è ammesso il divorzio, ma lui non vuole essendo contrario all’unione attraverso il matrimonio. Al ritorno del marito la donna torna tra le braccia del coniuge. Bertini, affranto, le propone la separazione e si rende disponibile a sposarla. Ma lei ha deciso invece di unirsi, secondo le leggi italiane, al suo legittimo consorte.

Scheda del libro

Autore: De Roberto, Federico
Titolo: La messa di nozze ; Un sogno ; La bella morte / Federico De Roberto
Edizione: Nuova ed
Pubblicazione: Milano : Treves, c 1911, stampa 1936
Descrizione fisica: 253 p. ; 17 cm
Nomi: De Roberto,  Federico

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Federico De Roberto

Federico De Roberto su Il quaderno di un bibliotecario

Il testo integrale

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364 lettura finita(27/IV anno) – Sull’amore di Plutarco


Plutarco - Sull'amore

Lettura di maggio 2010

Regalo inatteso e assai gradito. Libro che esula parecchio delle mie letture. Non sono solito leggere Trattati. Tuttavia mi ha incuriosito e, perchè no, divertito. Alla fine è impossibile schierarsi. Ottimo per capire gli orizzonti culturali dell’epoca romano-ellenica.

Voto: 8/10

Incipit

Si tennero sull’Elicona, diciAutobulo, quelle conversazioni su Eros, che ti appresti a riferirci per compiacere al nostro desiderio? A quanto pare, tu ne hai tratto un resoconto scritto, oppure ti si sono impresse nella memoria per i freuqneti racconti di tuo padre.

La recensione de L’indice da Ibs

Proseguendo nella meritoria impresa di rendere accessibili al vasto pubblico i ” Moralia ” di Plutarco, Del Corno presenta ora il dialogo ” Sull’amore “, con l’efficace traduzione e ricche note di V. Longoni. A scandire il ritmo della narrazione è un personaggio femminile, la giovane, ricca e bella vedova Ismenodora: contravvenendo ad ogni convenzione sociale, si innamora di un ragazzo più giovane di lei, Baccone, che è anche oggetto di desiderio omosessuale, e alla fine, sfidando ogni perbenismo, lo rapisce e lo sposa. Intorno a queste vicende ruotano i nuclei tematici dello scritto: il confronto tra amore omosessuale e amore eterosessuale e l’indagine sulla natura e il valore dell’unione matrimoniale. Vera, inventata o autobiografica che sia, la storia rivela un totale ribaltamento di ruoli rispetto al canone tradizionale: entrata in scena a turbare le acque dell’omosessualità, è ora la donna a svolgere in amore la funzione prima assegnata all’uomo, diventando così protagonista e rendendo necessario il ricorso a nuovi parametri per interpretare il rapporto uomo-donna. Questo fa dell’opera plutarchea lo specchio di un’epoca di crisi e di transizione: risoluto a non tradire il venerato modello platonico e tuttavia incalzato dai tempi nuovi, Plutarco prospetta infine la propria concezione dell’amore come momento unificante di Eros e Afrodite.

Scheda del libro

Autore: Plutarchus
Titolo: Sull’amore / Plutarco ; Introduzione di Dario Del Corno
Pubblicazione: Milano : Adelphi, 1986
Descrizione fisica: 160 p. ; 18 cm
Collezione:  Piccola biblioteca Adelphi ; 188
Note Generali: Data di copyr
Nomi:  lutarchus
Del Corno, Dario
Paese di pubblicazione: GRECIA

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Plutarco

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363 lettura finta (26/IV anno) – La frontiera scomparsa di Louis Sepulveda


La frontiera scomparsa di Luis Sepulveda

Lettura di maggio 2010

Molto, molto bello. Racconti legati dal filo rosso della frontiera. Frontiera reale o metafora di vita? Invisibile o invalicabile? Un affresco sugli anni difficili del sud Amrica e le sue contraddizioni. Mi piace molto come scrive Sepulveda: semplice, mai banale, scorrevole. Merita la lettura.

Voto: 9/10

Incipit

Il biglietto per andare da nessuna parte fu un regalo di mio nonno. Mio nonno. un personaggio insolito e terribile. Credo che avessi appena compiuto undici anni quando mi consegnò il biglietto.

Trama

In America Latina è scomparsa una frontiera che portava nei territori della felicità. Benché non comparisse su alcuna cartina, una volta chiunque sapeva come trovarla. Poi sono giunti tempi terribili, e la strada si è fatta un labirinto senza uscita. Ma c’è un giovane che non è ancora stanco di cercare quella frontiera scomparsa, e con essa le proprie radici, che affondano lontano, nel villaggio andaluso da cui il nonno anarchico è fuggito agli inizi del secolo per difendere il suo amore per la libertà. Il giovane ha uno zaino in spalla e tutto il tempo del mondo a disposizione. Ha pagato cari i suoi sogni, ha conosciuto il carcere, la tortura e l’esilio, ma non poteva tradire la promessa fatta da bambino al nonno, in Cile, di visitare il paese di utopia.

Scheda del libro

Autore: Sepulveda, Luis
Titolo: La frontiera scomparsa / Luis Sepulveda ; traduzione di Ilide Carmignani
Pubblicazione: Parma : U. Guanda, 2009
Descrizione fisica: 125 p. ; 20 cm.
Collezione: Le fenici tascabili ; 212
Numeri:    ISBN – 9788860884336
Nomi: Sepulveda, Luis
Carmignani, Ilide
Altri titoli collegati: [Titolo originale] La frontera extraviada.

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Luis Sepulveda

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362 lettura finita (25/IV anno) – Alpinisti ciabattoni di Achille Giovanni Cagna


Alpinisti ciabattoni di A.G. Cagna

Lettura di maggio 2010

Non è un capolavoro, non è J.K. Jerome, ma mi ha divertito ugualmente. Le peripezie dei Gibella mi hanno strappato più di un sorriso. Cagna è un Camilleri lombardo. Mischia italiano e dialetto italianizzato che è un piacere. Sembra ci tenga di più alla sonorità del testo che alla grammatica: interessante.

Voto: 8,5/10

Incipit

Caltignaga! Caltignaga! Chi scende? Sor Gaudenzio sporse il capo dallo sportello, ma il treno si era già rimesso in moto, e vide solo il campanile del villaggio fuggente come un disperato in mezzo ad un campo di meliga.

Trama

Un’opera divertente di uno scrittore da tempo sepolto nell’oblio delle biblioteche. Per le esilaranti disavventure ‘turistiche’ dei due protagonisti, che sembrano anticipare i guai dei vacanzieri di massa attuali, il romanzo ricostruisce con amabile ironia e sorprendente inventiva stilistica, un universo piccolo borghese oggi in via di estinzione.

Scheda del libro

Autore: Cagna, Achille Giovanni
Titolo: Alpinisti ciabattoni / Achille Giovanni Cagna
Pubblicazione: Milano : Baldini & Castoldi, \2000!
Descrizione fisica: XIII, 176 p. ; 19 cm.
Collezione:   nani classici ; 8
Numeri: ISBN – 88-8089-973-2
Bibliografia Nazionale – 2001-1929
Nomi: Cagna, Achille Giovanni
Classificazione:     853.8 – NARRATIVA ITALIANA, 1859-1899

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Achille Giovanni Cagna

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361 lettura finita (24/IV anno) – Una settimana all’aeroporto di Alain de Botton


Una settimana all'aeroporto di Alain de Botton

Lettura di maggio 2010

Mi sono divertito. Lettura gradevole, spunti di riflessioni simpatici, situazioni al limite del paradosso, aspetti tecnici sconosciuti. Una bella idea finita in un buon libro. Consigliato.

Voto: 8/9

Incipit

La puntualità è un requisito fondamentale di ciò che viene comunemente definito un buon viaggio, ma io ho spesso desiderato che il mio aereo fosse in ritardo – così da costringermi a trascorrere più tempo in aeroporto.

Trama

Nell’estate 2009 Alain de Botton riceve una proposta a cui non si può dire di no: diventare il primo “scrittore residente” di uno degli aeroporti più importanti del mondo. Il direttore generale della BAA, azienda che gestisce lo scalo londinese di Heathrow, vuole che vi si trasferisca per una settimana, che raccolga impressioni e testimonianze e che le rielabori in un libro. Il tutto da una scrivania piazzata in mezzo all’atrio delle partenze, tra la zona D e la zona E. Autorizzato a curiosare anche negli angoli più inaccessibili e a scrivere tutto, ma proprio tutto, quello che vede, per sette lunghi giorni De Botton gironzola tra terminal, piste di atterraggio e cucine, chiacchierando con chiunque, dagli addetti alla sicurezza al sacerdote dell’aeroporto, dai colletti bianchi a Dudley il lustrascarpe. Finito quasi per caso in un crocevia di storie e di emozioni – amanti che si separano, comitati di accoglienza per parenti ancora sconosciuti, desolati uomini d’affari, immigrati respinti dalle autorità doganali, studenti ghanesi in cerca di un futuro migliore – lo scrittore trasforma i suoi bloc-notes in racconti e in riflessioni sui meandri della psiche umana, sulle affascinanti contraddizioni del mondo moderno e sul viaggio come possibilità di “apportare cambiamenti duraturi nelle nostre esistenze”.

Scheda del libro

Autore: De Botton, Alain
Titolo: Una settimana all’aeroporto / Alain de Botton ; traduzione di Ada Arduini
Pubblicazione: Parma : U. Guanda, 2010
Descrizione fisica: 130 p. ; 18 cm.
Collezione: Prosa contemporanea

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Alain de Botton

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360 lettura finita (23/IV anno) – La volpe e le camelie di Ignazio Silone


La volpe e le camelie di Ignazio Silone

Lettura di maggio 2010

Sono quelle letture che ti fanno pesare a scuola e che, quindi, per anni lasci sugli scaffali. Poi superata la trentina le riprendi in mano e leggi con gusto. Prosa meravigliosa, pacata, precisa. Dialoghi veritieri, ben costruiti. Insomma un buon romanzo.

Voto: 8,5/10

Incipit

Dalla loggia che dava sull’orto, Filomena aveva chiamato un paio di volte il marito, con un tono di voce in cui si sentiva però scarsa insistenza. Non ricevendo risposta, ma convinta di essere stata udita, ella si era affrettata a rientrare in casa.

Trama

I personaggi del racconto sono svizzeri e italiani, variamente alle prese con lo spietato ingranaggio del tempo. la storia di una volpe, che insidia i pollai dei contadini e che per molto tempo sfugge alla loro caccia, s’intreccia nel corso di tutta la narrazione con la vicenda di altre insidie in cui le parti dei perseguitati e dei persecutori varie volte si capovolgono.

Scheda del libro

Autore: Silone, Ignazio
Titolo: La volpe e le camelie / Ignazio Silone
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 1960
Descrizione fisica: 169 p. ; 20 cm.
Collezione:  arratori italiani ; 73
Nomi: Silone, Ignazio

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Ignazio Silone

La volpe e le camelie

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359 lettura finita (22/IV anno) – La lettera di Newton di John Banville


La lettera di Newton di John Banville

Lettura di Maggio 2010

In copertina c’è scritto : “come far capire ai lettori che… è qualcosa di straordinario?”. Non sono d’accordo. Un libro sicuramente agile, carino, molto inglese, ma straordinario proprio no.  Direi piuttosto ordinario. Romanzo per chi ha necessità di una lettura poco impegnativa.

Voto: 7/8

Incipit

Non ho parole, Clio. Come hai fatto a rintracciarmi, ho lasciato forse macchie di sangue nella neve? Non tenterò di giustificarmi. Voglio semplicemente spiegare, invece, così che possiamo capire entrambi.

Trama

Uno scrittore, impegnato da anni nella stesura di una biografia di Isaac Newton o, piuttosto, nell’analisi di quella crisi esistenziale che precedette il suo sofferto addio alla scienza, è in cerca della necessaria concentrazione per terminare il suo libro. Con questo intento prende in affitto la foresteria della casa di campagna di un’antica famiglia decaduta. Ma a distrarlo dal lavoro che fino ad allora aveva dato senso alla sua vita è la presenza di due donne destinate a incarnare facce diverse dell’amore. La sensuale Ottilia, disposta a concedersi anima e corpo, e l’aggraziata Carlotta, una bruna dall’eleganza dimessa, sempre assorta in qualche recondito rovello, sono per l’ospite della foresteria un mistero che a poco a poco offusca ogni altro pensiero. Il suo rapporto con le due donne dà vita a un intreccio di relazioni, complesse quanto quelle delle “Affinità elettive” di Goethe, ma in questo caso spesso basate su un equivoco. Complici una campagna illuminata da una luce pittorica e un’atmosfera fuori dal tempo, lo scrittore finirà per vedere l’arcano laddove vi è solo la più banale delle realtà: “Non stavo inseguendo qualcosa di esotico, ma l’ordinario, il più strano e il più sfuggente tra gli enigmi”.

Scheda del libro

Autore: Banville, John
Titolo: La lettera di Newton : un interludio / John Banville ; traduzione di Francesca Olivieri
Pubblicazione: Roma : Minimum fax, 1998
Descrizione fisica: 95 p. ; 19 cm.
Collezione: Sotterranei ; 13
Numeri: ISBN – 88-86568-38-X
Nomi: Banville, John
Olivieri, Francesca
Altri titoli collegati: [Titolo originale] The Newton letter.
Classificazione:     823.914 – NARRATIVA INGLESE. 1945-

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John Banville

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358 lettura finita (21/IV anno) – Cristina e il suo doppio di Herta Muller


Muller, Herta - Cristina e il suo doppio

Lettura di maggio 2010

Si stenta a credere quanto c’è scritto. Eppure funzionava proprio così. Terribile da leggere, deve essere stato un vero incubo vivere in questa maniera. Mi sono riconciliato, dopo la lettura de Il paese delle prugne verdi, con questa eroica scrittrice rumeno-tedesca. Da leggere per non dimenticare.

Voto: 9/10

Incipit

Per me ogni viaggio in Romania è anche un viaggio in un’altra epoca della mia vita, in cui non seppi mai se ciò che mi accadeva era qualcosa di fortuito oppure di inscenato ad arte.

Trama

“Dovunque arrivassi, mi sono trovata a dover convivere con questo mio doppio. Non si limitavano a mandarmelo al seguito, succedeva anche che mi precorresse. Benché sin dall’inizio io abbia scritto sempre e soltanto contro la dittatura, il mio doppio continua fino ad oggi a battere la sua strada per i fatti propri. Si è reso autonomo”. Solo dopo insistenti richieste e ripetuti tentativi nel 2004 Herta Müller ha potuto visionare il suo doppio, ovvero il fascicolo che la Securitate di Bucarest aveva costruito ai suoi danni. Nome in codice “Cristina”, novecento pagine di un dossier incompleto, sottoposto ad accurata “pulizia” da parte dei nuovi servizi rumeni, quelli non più comunisti. E seguendo il fascicolo l’autrice ha scritto questo, da lei stessa definito “racconto autobiografico”. Lucida testimonianza letteraria sull’arma più micidiale in mano al potere opaco, che domina mediante il possesso esclusivo dell’informazione: l’arma della disinformazione. Più sottile della semplice calunnia che agisce soprattutto tra i nemici, la disinformazione invece punta a distruggere le vittime nel campo degli amici, seminando quei dubbi e sospetti che proprio gli amici debbono temere. Herta Mùller ne fu vittima, perché tedesca in terra rumena e perché scrittrice “ai margini”.

Scheda del libro

Autore: Muller, Herta
Titolo: Cristina e il suo doppio
Editore: Sellerio
Collana: La memoria, 808
Descrizione fisica: cm 15, 63 p.

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Herta Muller

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357 lettura finita (20/IV anno) – Carte segrete di Procopio


Procopio - Carte segrete

Lettura di aprile 2010

Il Bruno Vespa dell’impero Bizantino, un classico del gossip, una cronaca impietosa del regno di Giustiniano e signora. Per la veirtà sembra di leggere il Corriere o Repubblica dei giorni nostri… Tanto per dimostrare che nulla è cambiato.  Men che meno la classe politica.

Voto: 8,5/10

Incipit

Le cose accadute sin qui ai Romani in guerra, le ho raccontate sforzandomi di esporre chiaramente i fatti, collegandoli accuratamente con i tempi e i luoghi in cui si svolsero. E’ un metodo a cui non mi atterrò più d’ora in poi…

Trama

Concepito per una circolazione clandestina negli ambienti dell’opposizione al regime imperiale, questo pamphlet insolito e insolente trasmette un ritratto di Giustiniano e della sua corte che stravolge completamente il manifesto delle “Guerre”. Il rancore di Procopio, alto funzionario rimosso dai suoi incarichi, investe con violenza ogni aspetto della vita dell’imperatore, dalle umili origini della dinastia alla politica estera scriteriata e irresponsabile, dalle persecuzioni religiose al capriccio nel fomentare le beghe di corte. In una giostra di drammatico, stizzoso, velenoso e cupo, l’opera si risolve in uno spietato attacco al regime, che ribalta sistematicamente il panegirico della propaganda. Lo stile, ancorato ai modelli di Erodoto e Tucidide, è elegante e sostenuto, ma non disdegna incursioni nel comico e nello scabroso, come quando vengono messi alla berlina i lascivi costumi dell’imperatrice Teodora.

Scheda del libro

Autore: Procopius : Caesariensis
Titolo: Carte segrete / Procopio di Cesarea
Pubblicazione: Milano : Garzanti, 1981
Descrizione fisica: 159 p. ; 18 cm
Collezione: I grandi libri Garzanti
Nomi: Procopius : Caesariensis

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Procopio di Cesarea

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