Per scoprire il libro: http://lamanodellorganista.wordpress.com
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La paga del sabato di Beppe Fenoglio
Lettura di gennaio 2010
Sto scoprendo autori trascurati, da me, per troppi anni. Storia semplice, drammatica scritta con maestria. Romanzo che si fa leggere rapidamente e che ti tiene “legato” nonostante sia una storia già vissuta in tanti altri libri. Eccellente l’ambientazione, i personaggi, colori e odori (si si proprio gli odori si sentono). Letto in poco più di una mattinata. Merita.
Voto: 8,5/10
Incipit
Sulla tavola della cucina c’era una bottiglietta di linimento che suo padre si dava ogni sera tornando dalla bottega, un piatto sporco d’olio, la scodella del sale. Ettore passò a guardare sua madre.
Trama
Immediato dopoguerra. Il suo giovane protagonista, Ettore, è il tipico disadattato, uscito scontroso e insofferente dalla guerra partigiana, incapace di rassegnarsi alla modesta routine del lavoro subordinato. Una soluzione, naturalmente, esiste, e coinvolge Etoore in affari poco puliti e molto redditizi. Ma quando costretto a mettere su famiglia decide di “ritirarsi” e di mettersi in proprio con un lavoro onesto…
Scheda del libro
Autore: Fenoglio, Beppe
Titolo: La paga del sabato / Beppe Fenoglio
Edizione: 6. ed
Pubblicazione: Torino : Einaudi, 1981
Descrizione fisica: 147 p. ; 20 cm.
Collezione: Nuovi coralli ; 35
Nomi: Fenoglio, Beppe
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L'oro del mondo di Sebastiano Vassalli
Lettura di gennaio 2010
A mio modo di vedere confusionario nella struttura, ma ben scritto. Ho come avuto la sensazione che l’autore abbia fatto fatica a renderlo di 170 pagine, come se ogni tanto avesse dovuto aggiungere dei pezzi forzatamente. Per il resto la lettura scorre bene. La figura migliore è quella negativa del padre, trionfatore su di un figlio “sfigato”. Sfigato nel senso di incapace per una volta di reagire e vivere la sua vita. Mi pare regga poco la figura dello scrittore in cerca di pubblicazione.
Voto: 6,5/10
Incipit
Il telegramma da Milano diceva: “Comunicasi at familiari avvenuto decesso Alvaro S. Sentite condoglianze”, eccetera. Ci sono andato col treno e c’era lo sciopero dei mezzi pubblici: tram, metropolitana , tassì. Una baraonda, un caos.
Trama
L’Italia del dopoguerra che ritroviamo nelle pagine di questo romanzo ha qualcosa della “frontiera” americana raccontata da Mark Twain. Sulle rive del Ticino sono ricomparsi i cercatori d’oro: con un setaccio e un bacile di ferro, lavorando dall’alba alla notte, riescono a ragranellare tanta polvere d’oro quanta ce ne può stare in una punta di un temperino. All’Osteria del Genio con locanda, poi, sono di casa altri personaggi: bracconieri, ambulanti, fantasisti, barcaioli. C’é anche la fernanda, la figlia dei padroni, la ragazza dal sorriso impercettibile, fidanzata con uno che vende formaggi, ha una lambretta e si capisce farà molti soldi. E’ in questo sottomondo marginale e un po’ cialtronesco che cresce Sebastiano, accudito dallo zio Alvaro, perchè il padre, gran seduttore di vedove, è sparito per il mondo, tutto preso dai suoi traffici e dai suoi imbrogli; e perchè la madre, che insegue il miraggio di un’eredità, è andata ad assistere un eroico capitano di vascello, invalido.
Scheda del libro
Autore: Vassalli, Sebastiano <1941- >
Titolo: L’ oro del mondo / Sebastiano Vassalli
Pubblicazione: Torino : Einaudi, \1998!
Descrizione fisica: 172 p. ; 20 cm.
Collezione: Einaudi tascabili ; 545
Numeri: ISBN – 88-061-4956-3
Bibliografia Nazionale – 99-2325
Nomi: Vassalli , Sebastiano <1941- >
Classificazione: 853.914 – NARRATIVA ITALIANA. 1945-
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Lettura di gennaio 2010
Una vera e piacevole scoperta. Il libro mi è piaciuto molto, sebbene non sia un grande amante dei racconti breve. Belle le atmosfere, belle le storie, affascinanti i luoghi in cui mi ha condotto, seducente il modo con cui è scritto. Una prosa davvero notevole. Introvabile in commercio. Peccato. Ma le biblioteche l’hanno… Consigliato.
Voto: 9,5/10
Incipit
Nell’atrio deserto, dall’alto attraverso la vetrata del tetto, pioveva la luce di una mattina calda e sonora di settembre. Di fuori garrivano ancora, come bandiere di festa, le vacanze coi giochi e coi bagni. Dal secondo loggiato provenivano di tanto in tanto squilli di voci ridenti che, ripercotendosi sulle colonne, empivano l’atrio di fragore.
Trama
Nel 1961, in occasione del settantesimo compleanno di Stuparich – che sarebbe morto in quello stesso anno -, P.A. Quarantotti Gambini preparò un’anotologia di racconti che, sotto il titolo Il ritorno del padre, ricostruiva una sorta ideale itinerario autobiografico dello scrittore triestino. In questo libro entrò, tra l’altro, una ampia scelta dei Ricordi istriani, usciti poco tempo prima presso le Edizioni dello Zibaldone di Trieste, e ripartiti dal curatore in tre distinti capitoli distribuiti all’interno del volume. Tale scelta e tale ripartizione sono state oggi mantenute nel riproporre ai lettori queste pagine nelle quali, come scrive Quarantotti Gambini, “riscopriamo, col suo tono e coi suoi colori irripetibili (e in un particolarissimo clima), un’epoca già lontana da noi: l’epoca romantica dle novecento, e la sua generzione rappresentativa, nata sotto la stella della purezza d’animo e della capacità del sacrificio, dalla incontentabilità di sé e della generosità verso gli altri, e illuminata da una fede nei valori esseniali dell’esistenza. Un clima, dunque (ch’è quello di Trieste), e una generazione; ma insieme lo stacco preciso di una personalità umana e artistica”. (Dalla quarta di copertina ed.1979)
Scheda del libro
Autore: Stuparich, Giani
Titolo: Un anno di scuola e Ricordi istriani / Giani Stuparich
Pubblicazione: Torino : Einaudi, 1979
Descrizione fisica: 101 p. ; 20 cm.
Collezione: Nuovi coralli ; 226
Numeri: ISBN – 88-061-1528-6
Bibliografia Nazionale – 79-3641
Nomi: Stuparich , Giani
Altri titoli collegati: [Pubblicato con] Un anno di scuola
[Pubblicato con] Ricordi istriani
Classificazione: 853.9 – NARRATIVA ITALIANA, 1900-
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La fata carabina di Daniel Pennac
Lettura di dicembre 2009
Alla fine un Pennac l’ho letto anch’io. La storia di Malaùssene mi è costata una bella fatica (la lettura di questo libro è stata infinita). Non ne sono rimasto entusiasta forse perchè la storia non mi ha catturato fin dall’inizio e i personaggi non hanno fatto breccia nel mio cuore di lettore. Nei miei gusti personali Pennac lo rimando alla prossima lettura.
Voto: 6,5/10
Incipit
Era inverno a Belleville e c’erano cinque personaggi. Sei, contando la lastra di ghiaccio. Sette, anzi, con il cane che aveva accompagnato il piccolo dal panettiere. Un cane epilettico, con la lingua che gli penzolava da un lato.
Trama
Una vecchietta tremolante impugna improvvisamente una P38 e fa secco un giovane commissario di polizia che le si era avvicinato per aiutarla ad attraversare la strada. E’ proprio intorno ai vecchietti, vittime e assassini, che gira questo romanzo di Pennac. Cosa sta succedendo nel mercato della droga parigino? Come mai gli anziani abitanti del quartiere Belleville sono diventati tossicodipendenti? E perché vengono anche uccisi con sistemi brutali? A queste domande rispondera Benjamin, il protagonista, ritenuto, come al solito, in un primo momento il principale indiziato.
Scheda del libro
Autore: Pennac, Daniel
Titolo: La fata carabina / Daniel Pennac ; traduzione di Yasmina Melaouah
Edizione: 29. ed
Pubblicazione: Milano : Feltrinelli, 2001
Descrizione fisica: 236 p. ; 20 cm
Collezione: Universale economica ; 1257
Numeri: ISBN – 88-07-81257-6
Nomi: Pennac, Daniel
Melaouah, Yasmina
Altri titoli collegati: [Titolo originale] La fee carabine.
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