
Paradiso perduto di Henry Miller
Lettura che non mi ha decisamente entusiasmato. Romanzo breve, storia originale, scrittura sarcastica, definito in copertina una delle storie più divertenti di Miller. Io non mi sono divertito, al più ho sorriso qualche volta. Si salva Moricand personaggio uguale a se stesso fino all’ultima riga.
Voto: 6,5/10
Incipit
Fu Anais Nin che mi presentò a Conrad Moricand. Lo portò nel mio studio alla Vila Seurat un giorno d’autunno del 1936. La mia prima impressione fu in complesso faorevole. L’uomo sembrava tetro, pedante, egocentrico, troppo sicuro di sé. Si portava appresso una sorta di alone fatalistico.
Trama
A Henry Miller, ritiratosi in una casetta a Big Sur, in California, si rivolge un vecchio amico parigino, Conrad Moricand, strano tipo di astrologo dilettante, che l’ultima guerra ha ridotto agli estremi. Miller gli offre ospitalità “fino alla fine dei suoi giorni”, raccoglie fondi per il viaggio in aereo, gli procura amici che parlino francese. Ma ben presto Moricand si rivela una presenza inquitente; le sue pretese, le sue diaboliche trovate mettono a dura prova il benefattore che dovrà compiere enormi sforzi di azienza e di comprensioe per sopportarlo finché riuscirà a liberarsene.
Scheda del libro
Autore: Miller, Henry
Titolo: Paradiso perduto / Henry Miller ; traduzione di Vincenzo Mantovani ; introduzione di Pietro Citati
Edizione: 3. rist
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 1985
Descrizione fisica: 178 p. ; 19 cm.
Collezione: Oscar narrativa ; 368
Nomi: Miller , Henry
Mantovani, Vincenzo <1935- >
Citati, Pietro <1930- >
Altri titoli collegati: [Titolo originale] A devil in paradise
Collegamenti utili per capire meglio il libro
Terza riga…..hai dimenticato la “acca”
grazie…