“Borgo Torre, estate anni Cinquanta: il confessionale di don Giuseppe non è mai stato così frequentato … Qual è il mistero che si nasconde dietro l’epidemia di lussuria che travolge le donne del paese? E perché qualcuno ha interesse a immortalare i giochi erotici tra Libero, imbianchino comunista, e la procace moglie del sindaco democristiano? Cosa nasconde la presenza di un improbabile nonché troppo giovane nipote al fianco della signora Adalgisa Nasi Botti, nobildonna e proprietaria terriera? E dove troverà, l’arciprete, i milioni necessari per rifare il tetto della chiesa e salvare i preziosi affreschi del Cavallini?
Tra lettere anonime e chiacchiere al veleno ci scappa pure il morto, mentre i destini degli abitanti di un paese dell’Appennino tosco-emiliano si intrecciano al ritmo giocoso della farsa. Sulla scia dei romanzi di Piero Chiara, o quelli più recenti di Andrea Vitali, l’autore ci trascina – sorridendo – in un vortice di colpi di scena”.