262 lettura finita (132/II anno) – Maigret e il signor Charles di Georges Simenon


Inizio lettura 20 agosto 2008 – Termine lettura 21 agosto 2008

Il solito Simenon, il solito Maigret. Stavolta, però, insolitamente breve.

Voto: 8/10

Incipit

Maigret giocava nel raggio di sole tiepido di marzo. Non giocava con i cubi, quando era bambino, ma con due pipe.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Una strana donna vittima dell’alcool, un uomo importante sempre in cerca di evasioni sentimentali che all’improvviso scompare, sono i personaggi che danno vita a questa appassionante inchiesta del commissario Maigret. Di night in night, egli indaga per sapere chi ha visto il signor Charles vivo per l’ultima volta. Tutti gli interrogati parlano di lui con simpatia e ammirazione: era allegro cordiale e generoso. Chi dunque può avere desiderato la sua morte? La moglie è senza dubbio il personaggio più misterioso della storia e Maigret intuisce che la chiave di tutto è la solitudine e l’infelicità della donna. Da quanto tempo beveva e perchè? C’era forse un amante nella sua vita? Come mai tutti le erano ostili? Questi, e altri ancora, gli interrogativi che il commissario si pone per poter giungere alla soluzione della misteriosa scomparsa del signor Charles. Da: http://users.libero.it/enrico.gustav/Simenon/Trame/Simenon%28Maigret%29/MeilsignorCharles.html

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: Maigret e il signor Charles / Georges Simenon ; traduzione di Elena Cantini
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1977
Descrizione fisica: 143 p. ; 19 cm.
Collezione: Oscar
Numeri: Bibliografia Nazionale – 792620
Nomi: Simenon, Georges
Cantini, Elena
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Maigret et monsieur Charles

Collegamenti utili per capire meglio il libro

George Simenon – Biografia

Il commissario Maigret – Analisi del personaggio

Il mio “Progetto Maigret”

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261 lettura finita (131/II anno) – La morte nel villaggio di Agatha Christie


Inizio lettura 17 agosto 2008 – Termine lettura 19 agosto 2008

Comincio così il mio progetto di lettura dedicato a Miss Marple. Il modo di scrivere della Christie e le relative traduzioni italiane non mi fanno impazzire. Trovo il suo stile più complesso e lento dello spumeggiante Maigret di Simenon. L’autrice inglese ha bisogno di molte più parole per tratteggiare paesaggi e personaggi. Però rimane un’indiscussa regina del giallo. E la cosa che mi piace di più è giocare con la scrittrice. Indovinerò l’assassino? Al momento vince lei 1-0. Ciò che amo del giallo classico è cercare il colpevole in una cerchia di personaggi “dichiarati” all’interno del romanzo. Miss Marple fin dalla sua apparizione porta con se una serie di figure ben tratteggiate: vecchiette pettegole, borghesi ben pensanti, cameriere acide.

Voto: 8/10

Incipit

Non è tanto facile sapere con precisione da che parte cominciare questo racconto, ma ho fissato la mia scelta su un certo mercoledì all’ora della colazione in canonica.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Una sera, il vicario del tranquillo villaggio inglese di St. Mary Mead, Leonard Clement, trova all’interno della sua biblioteca il corpo esanime del burbero colonnello Protheroe, ucciso da un colpo di pistola; inizialmente ad autoaccusarsi del delitto è l’amante della moglie del litigioso ufficiale, un giovane pittore, ma la polizia indaga su altri abitanti e frequentatori del villaggio, tutte figure dai contorni poco definiti: una misteriosa donna arrivata da poco in paese, la figlia sedicenne del colonnello, un archeologo che lavora nei dintorni della canonica e la sua giovane assistente, il guardacaccia e la sua fidanzata Mary, domestica presso la casa del vicario. A risolvere il mistero è un’intelligente vecchietta di St. Mary Mead, Miss Marple. Da: wikipedia.

Scheda del libro
Autore: Christie, Agatha
Titolo: La morte nel villaggio / Agatha Christie ; traduzione di Giuseppina Taddei ; prefazione e postfazione di Claudio Savonuzzi
Pubblicazione: Milano : Oscar Mondadori, [2003?]
Descrizione fisica: XI, 194 p. ; 20 cm
Collezione: Oscar narrativa ; 1485
Numeri: ISBN – 88-04-50770-5
Nomi: Christie, Agatha
Savonuzzi, Claudio
Taddei, Giuseppina
Altri titoli collegati: [Titolo originale] The murder at the vicarage
Classificazione: 823.912 – NARRATIVA INGLESE, 1900-1945

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Agatha Christie

Miss Marple

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260 lettura finita (130/II anno) – Il gioco della mosca di Andrea Camilleri


Inizio lettura 15 agosto 2008 – Termine lettura 16 agosto 2008

Carina questa lettura. Storie brevissime e divertenti che prendono spunti da modi di dire siciliani. Sentenze che, come scrive l’autore, sono la conclusione delle micro novelle posta in testa. Non saranno grande letteratura ma regalano un paio d’ore davvero simpatiche.

Voto: 8,5/10

Incipit

A Baddruzza o’ papà. La pallina al papà. A commentare un’azione che può apparirie disinteressata, altruista, ma che in realtà è assai redditizia per chi la compie.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Si tratta di microstorie, ciascuna delle quali è all’origine di un modo di dire, di una “frase celebre” facente parte di una vera e propria mitologia familiare e cittadina, risalente agli anni dell’infanzia dell’autore, quando Porto Empedocle si chiamava ancora Molo di Girgenti. “Non posso in coscienza affermare che le cose qui scritte appartengano esclusivamente alla mia fantasia… quasi tutte mi vennero raccontate da coloro che sono i veri autori di queste pagine, cioè i membri della mia famiglia, paterni e materni.”

Scheda del libro
Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: Il gioco della mosca / Andrea Camilleri
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 1998
Descrizione fisica: 91 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 399
Numeri: ISBN – 88-389-1387-0
Nomi: Camilleri, Andrea
Classificazione: 858.91402 – SCRITTI MISCELLANEI ITALIANI. 1945-. Facezie, citazioni, epigrammi, aneddoti, graffiti

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Andrea Camilleri

Camilleri nel blog

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259 lettura finita (129/II anno) – Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia di Leonardo Sciascia


Inizio lettura 13 agosto 2008 – Termine lettura 14 agosto 2008

Il modello è quello celebre volterriano. Candido Munafò è scomodo per la società siciliana. “Piccolo mostro” per i genitori, troppo o troppo poco (a seconda delle necessità del momento) comunista per il PCI, eccessivamente onesto per la politica Siciliana. Nella Sicilia di Sciascia non c’è posto per chi vede le cose semplici e che va sempre al cuore dei problemi. Romanzo leggero e ironico. Consiglio: per apprezzarlo meglio leggere “l’originale” candido di Voltairre.

Voto: 8,5/10

Incipit

Candido Munafò nacque in una grotta, che si apriva vasta e profonda al piede di una collina di olivi, nella notte dal 9 al 10 luglio 1943.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Candido Munafò nasce in una grotta della Sicilia la notte dello sbarco degli americani, nel 1943. E questo romanzo ci fa seguire le vicende della sua vita sino al 1977 in una serie di capitoletti che rimandano a quelli del Candide di Voltaire. La forma del conte philosophique, particolarmente congeniale a Sciascia, gli permette di prendere la giusta distanza – e dà un passo leggero, aereo a questo libro, che per altro è forse il più intimo e segreto fra tutti i suoi romanzi. “Le cose sono sempre semplici” mormora talvolta Candido. E sarà appunto il suo desiderio di nominare le cose con il loro nome a procurargli varie disavventure. Questo giovane mite, testardo e riflessivo finisce per apparire, agli occhi del mondo, come un “piccolo mostro”.

Scheda del libro
Autore: Sciascia, Leonardo
Titolo: Candido, ovvero Un sogno fatto in Sicilia / Leonardo Sciascia
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Milano : Adelphi, 2007
Descrizione fisica: 133 p. ; 19 cm.
Collezione: Gli Adelphi ; 262
Numeri: ISBN – 9788845919619
Nomi: Sciascia , Leonardo
Altri titoli collegati: [Variante del titolo] Un sogno fatto in Sicilia / Leonardo Sciascia. -
Classificazione: 853.914 – NARRATIVA ITALIANA, 1945-1999

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Leonardo Sciascia

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258 lettura finita (128/II anno) – Le relazioni pericolose di Pierre A.F. Choderlos de Laclos


Inizio lettura 7 agosto 2008 – Termine lettura 12 agosto 2008

Anche questa lettura mi è stata ispirata, come Senza domani, dal romanzo La lentezza di Milan Kundera che recensirò nei prossimi giorni. Scrivere un romanzo epistolare come questo deve essere molto complesso: bisogna usare registri diversi, mutare modo di scrivere per ogni personaggio, immedesimarsi bene nelle proprie creature ed esprimersi adeguatamente anche secondo le età e diversi gradi di maturità dei protagonisti. Re incontrastato del romanzo non è l’amore, ma l’ambizione personale, il gusto del possesso e il cinismo della Marchesa di Merteuil e del visconte di Valmont. Il gusto del primeggiare, e dell’umiliare l’altro sono i sentimenti preponderanti dell’intera vicenda. Lettura certamente non leggera, nè facile.

Voto: 8,5/10

Incipit

Pensiamo sia nostro dovere informare il pubblico che, malgrado il titolo di questo libro e quello che ne dice il redattore nella sua prefazione, non garantiamo l’autenticità della raccolta, e abbiamo anzi forti motivi di credere che si tratti di un romanzo.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Romanzo epistolare lucido e amaro, altamente drammatico, implacabile atto d’accusa contro i costumi della nobiltà cortigiana, il libro suscitò grande scandalo nella Francia del XVIII secolo. Laclos presenta il quadro realistico di una società moralmente dissoluta e crudele attraverso gli intrighi intessuti da due libertini senza scrupoli – un visconte e una marchesa – per giungere, attraverso il raggiro e senza la minima cura per l’altrui rovina, all’autentico possesso, fisico e morale, di altri esseri gravitanti attorno al loro mondo.

Scheda del libro
Autore: Laclos, Pierre Ambroise Francois Choderlos : de
Titolo: Le relazioni pericolose / Pierre-A.-F. Choderlos de Laclos ; introduzione di Maurizio Cucchi ; traduzione di Maria Teresa Nessi
Edizione: 8. ed
Pubblicazione: Milano : Garzanti, 1992
Descrizione fisica: XVI, 379 p. : 1 ritr. ; 18 cm.
Collezione: I grandi libri Garzanti ; 182
Numeri: ISBN – 88-11-58182-6
Nomi: Laclos, Pierre Ambroise Francois Choderlos : de
Cucchi, Maurizio, Nessi Somaini, Maria Teresa
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Les liaisons dangereuses.
Classificazione: 843.5 – NARRATIVA FRANCESE, 1715-1789

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Pierre A.F. Choderlos de Laclos

Le ralzioni pericolose Film

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257 lettura finita (127/II anno) – Nero Wolfe e i ragni d’oro di Rex Stout


Inizio lettura 5 agosto – Termine lettura 7 agosto 2008

No! Non mi è piaciuto. Wolf l’ho trovato “troppo personaggio”: troppo nevrastenico, e particolarmente antipatico. Il suo aiutante Archie eccessivamente sicuro di se… Insomma il tutto sopra le righe per i miei gusti. Anche la storia l’ho trovata un poco debole. Stout lo rimando alla prossima lettura.

Voto: 6,5/10

Incipit

Quando suona il campanello d’ingresso mentre Nero Wolf e io celebriamo il rito dei pasti, di regola tocca a Fritz andare ad aprire. Ma quella sera ci andai di persona, perchè la perla della famiglia non era in grado di ricevere nessuno, nemmeno Raquel Welch.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
E’ buona regola non raccontare molto della vicenda narrata in un giallo, per non togliere al lettore il piacere di scoprire da solo “come va a finire”, ma anche per evitare il rischio di fornire involontariamente indizi determinanti. Quando poi il giallo abbia per protagonista Nero Wolfe occorre che questa regola sia rispettata al massimo, perchè nelle vicende del pachidermico investigatore conta di norma assai poco l’azione e assai di più il gioco dei particolari e quello mentale. Poca azione, è vero, ma sostanza molta, come molta è la suspence, la tensione, seppure stemperate da una garbata ironia. Sono, questi, ingredienti tradizionali delle avventure di Wolfe.
Per l’azione, mai soverchiante rispetto al ruolo delle elucubrazioni cerebrali di Nero Wolfe, c’è Archie Goodwin, il suo factotum, anche lui investigatore ma all’occorrenza, che gli si presenta spesso, autista, galoppino, cameriere e molte altre incombenze che il suo “signore e parone” ritenga opportuno affidargli.
E va da sè che se azione ci deve essere questa si svolga rigorosamente lontano, salvo eccezioni rarissime quanto imprevedibili, dalla casa in pietra arenaria grigio-rossastra sulla 35ma strada dove Wolfe ha il suo regno e dalla quale non si muoverebbe mai. Un regno dove Wolfe cura con il fido Theodore, con maniacale passione, le sue orchidee, in una serra all’attico. Un’attività che lo impegna rigorosamente iogni giorno dalle 9 alle 11 e dalle 16 alle 18 e dalla quale non lo smuoverebbe nemmeno il Presidente degli Stati Uniti in persona. L’unico che può distoglierlo, a fatica, da questa volontaria schiavitù floreale è Goodwin.
Ci sono, nei romanzi che hanno Wolfe protagonista anche le donne, ma servono più che altro a sottolineare la feroce misoginia di Nero in contrasto con il “gallismo” di Archie, gran tombeur des femmes a cui evidentemente non basta la relazione vivace con la rossa, affascinante, Lili Rowan che è pure miliardaria.
E il regno di Wolfe è allietato dalla presenza di Fritz, cuoco di rara abilità, complemento perfetto per Nero, che oltre che investigatore, floricoltore, amante della birra, è anche un gourmet raffinatissimo.
“Nero Wolfe e i ragni d’oro” è un romanzo che Rex Stout (1886-1975), inventore del celebre investigatore newyorkese, scrisse nel 1953.
Non racconterò nulla della trama se non quei pochi cenni che possano invitarvi a leggere il libro.
La vicenda si svolge in un arco di tempo assai breve, tra martedì 19 e venerdì 29 maggio 1953. Si apre con un incontro tra Pete Drossos, ragazzino dodicenne che a tempo perso porta soldi a casa lavando vetri ai semafori, Archi e Nero. Pete proporrà un caso, protagonista una misteriosa bionda e un tipo dalla faccia losca. Un importante quanto imprevisto accadimento cvonvincerà Wolfe, dapprima restio come suo solito, ad occuparsi della vicenda. Entreranno sulla scena la ricchissima Laura Fromm e il suo entourage, ci sarà una buona dose di azione (da non confondersi con la violenza degli “hard boiled novel”) e gli immancabili battibecchi e punzecchiamenti tra Archie e Nero. E, ovviamente l’immancabile ispettore Cramer, rappresentante della polizia ufficiale e sempre a disagio quando dweve misurarsi con l’elefantiaco private eye, di cui è spesso vittima predestinata.
Di più non conviene dire se non che la lettura di “Nero Wolfe e i ragni d’oro”, il cui livello qualitativo è all’altezza delle migliori aspettative, costituirà un gradevole passatempo per una serata o un viaggio che in tal modo si potranno salvare da ogni possibile, malaugurato, attacco di noia. Da:http://www.ciao.it/Nero_Wolfe_e_i_ragni_d_oro_Stout_R__Opinione_678275

Scheda del libro
Autore: Stout, Rex
Titolo: Nero Wolfe e i ragni d’oro / Rex Stout ; traduzione di Ida Omboni
Pubblicazione: Cinisello Balsamo! : San Paolo, stampa 1997
Descrizione fisica: VIII, 199 p. ; 21 cm
Collezione: I gialli dell’estate ; 4
Note Generali: Supplemento di: Famiglia Cristiana n. 34, agosto 1997
Legami a titoli: [Supplemento di] Famiglia cristiana
Nomi: Stout, Rex
Omboni, Ida

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Rex Stout

Nero Wolf

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256 lettura finita (126/II anno) – L’amico d’infanzia di Maigret di George Simenon


Inizio lettura 3 agosto – Termine lettura 4 agosto 2008

Maigret non provava, da ragazzo, e non prova, da adulto, simpatia per il suo compagno di scuola Florentin che gli chiede aiuto perchè coinvolto nell’omidio della sua donna. Il commissarrio tiene un comportamento ambiguo per tutto il romanzo. Ma è un’ambiguità “ambigua”. Non si riesce proprio a capire da che parte sta….

Voto: 8/10

Incipit

La mosca gli girò tre volte intorno alla testa e andò a posarsi in cima al foglio, sull’angolo sinistro del rapporto che stava annotando.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Maigret indaga per aiutare un suo amico d’infanzia accusato dell’omicidio di una donna. L’amico era, ai tempi della scuola, il buffone della classe. Il commissario scopre che la donna uccisa intratteneva rapporti con cinque uomini contemporaneamente, e tutti in modo discreto. Nessuno degli uomini era a conscenza degli altri.

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: L’ amico d’infanzia di Maigret / Georges Simenon ; traduzione di Sarah Cantoni ; postfazione di Alberto Savinio
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1994
Descrizione fisica: 175 p. ; 19 cm
Collezione: Oscar narrativa ; 1323
Note Generali: Nell’occhietto: Scrittori del Novecento
Numeri: ISBN – 88-04-38007-1
Bibliografia Nazionale – 94-5265
Nomi: Simenon, Georges
Cantoni, Sarah
Altri titoli collegati: [Titolo originale] L’ ami d’enfance de Maigret.

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George Simenon – Biografia

Il commissario Maigret – Analisi del personaggio

Il mio “Progetto Maigret”

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255 lettura finita (125/II anno) – Maigret e l’informatore di George Simenon


Inizio lettura 1 agosto – Termine lettura 2 agosto 2008

Esistono diversi “Tipi” di Maigret. In questo romanzo è nella versione Tenente Colombo. Il commissario si mette alle costole del colpevole e non lo molla fino alla fine. L’assassino è noto fin dalle prime pagine. Resta da scoprire quando, dove e perchè.

Voto: 8/10

Incipit

Quando squillò il telefono, Maigret manifestò con un brontolio il suo disappunto. Non aveva la minima idea di che ora potesse essere. Non gli venne nemmeno in mente di guardare la sveglia.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Chi ha ucciso Maurice Garcia, sessantenne dal passato torbido, marito di una donna bellissima, propietario di un noto ristorante di Montmartre? Lo sa la pulce, un nanerottolo deriso da tutti, che con una telefonata anonima mette sulla buona strada l’ispettore Louis. Ma il caso è di pertinenza della polizia giudiziaria e dovrà occuparsene il commissario Maigret.
Questi sfrutta abilmente “la soffiata” e comincia a mettere sotto torchio la vedova Garcia e i fratelli Mori, due personaggi poco raccomandabili.
Il commissario entra nelle case e nei locali pubblici e interroga la gente, ora bonario, ora caustico, ora minaccioso e non ci mette molto a capire come sono andate le cose.
A fare da suggestivo sfondo alla trama, la Parigi notturna con una collana di personaggi da antologia, che si muovono in quella suggestiva atmosfera che tutti gli “amici” di Maigret conoscono bene e ritrovano sempre con rinnovato e immutato piacere.
Da: http://users.libero.it/enrico.gustav/Simenon/Trame/Simenon(Maigret)/

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: Maigret e l’informatore / Georges Simenon ; traduzione di Mario Morelli
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1991
Descrizione fisica: 150 p. ; 24 cm
Collezione: Mystbooks
Numeri: ISBN – 88-04-35105-5
Nomi: Simenon, Georges
Morelli, Mario <traduttore>
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Maigret et l’indicateur

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George Simenon – Biografia

Il commissario Maigret – Analisi del personaggio

Il mio “Progetto Maigret”

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254 lettura finita (124/II anno) – Maigret e l’uomo solo di George Simenon


Lettura di luglio 2008

Di Maigret traccerò un mio profilo non appena terminato di leggere l’ultimo romanzo che mi manca (Maigret e il libanese). Simenon usa sempre un cliché ben collaudato. A volte però riesce meglio di altre. Questo non mi è dispiaciuto.

Voto: 8,5/10

Incipit

Alle nove del mattino faceva già caldo. Maigret si era tolto la giacca e sfogliava pigramente la posta, lanciando ogni tanto un’occhiata verso la finestra.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
In un’afosa giornata d’estate, alle Halles di Parigi, Maigret fa una delle scoperte più sensazionali di tutta la sua carriera. In uno scenario allucinante, viene rinvenuto il cadavere di un uomo. I suoi vestiti, laceri e sporchi, contrastano con i tratti distinti del volto. Ed è ancor più difficile pensare che quelle mani così curate abbiano frugato nelle immondizie. Possibile che sia proprio uno dei tanti vagabondi di Parigi? Nonostante gli sforzi di Maigret e dei suoi collaboratori, l’identità dell’uomo rimane ignota. Soltanto dopo innumerevoli ed estenuanti ricerche, quello strano vagabondo prenderà un nome preciso e dietro ad esso si delineerà una patetica e tragica storia d’amore. Da: http://users.libero.it/enrico.gustav/Simenon/Trame/Simenon(Maigret)/

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: Maigret e l’uomo solo / Georges Simenon ; traduzione di Elena Cantini
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1977
Descrizione fisica: 156 p. ; 19 cm.
Collezione: Oscar
Numeri: Bibliografia Nazionale – 792621
Altri titoli collegati:    [Titolo originale] Maigret et l’homme tout seul

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George Simenon – Biografia

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253 lettura finita (123/II anno) – La pazienza di Maigret di George Simenon


Lettura di luglio 2008

Maigret sapeva da sempre che Palmieri era un ladro ma non era mai riuscito a beccarlo. Lo andava trovare spesso come sospettato e come informatore. Alla fine si era affezionato a quell’uomo bloccato su una carozzina. L’hanno ucciso con un colpo di pistola. Assassini con alibi di ferro. Non abbastanza duri però per il commissario parigino. Stile secco, veloce, questa volta velato di malinconia.

Voto: 8/10

Incipit
La giornata era cominciata come un ricordo d’infanzia, smagliante e gustoso. Senza una ragione, soltanto perchè la vita era bella e buona, gli occhi di Maigret sorridevano, mentre faceva colazione, e quelli della signora Maigret seduta davanti a lui, riflettevano la stessa gaiezza.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Manuel Palmari, una vecchia volpe del mondo dei locali notturni parigini, è stato crivellato di colpi di arma da fuoco sulla sua poltrona a rotelle. Con lui, viveva Aline, una ex prostituta di cui si era innamorato, che manteneva con larghezza e di cui si fidava ciecamente. Maigret inizia la solita routine di indagini, non senza sentire un po’ di malinconia per la tragica fine di Palmari. Infatti, inspiegabilmente, il commissario provava una certa ammirazione per quell’uomo dalla personalità forte e affascinante, amico-nemico della polizia giudiziaria. In questa inchiesta, più che mai, Maigret deve appellarsi ad una delle sue più note virtù: la pazienza. I personaggi via via da lui interrogati sono estremamente furbi, non si contraddicono facilmente e, spesso, hanno alibi di ferro. Proprio per questa loro sicurezza, il commissario viene a trovarsi su una pista sbagliata e, purtroppo, prima di giungere alla conclusione del caso, scoprirà in una buia cantina un secondo delitto.

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: La pazienza di Maigret / Georges Simenon ; traduzione di Elena Cantini
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 1993
Descrizione fisica: 145 p. ; 18 cm
Collezione: Oscar gialli
Note Generali: Tit.orig.:La patience de Maigret

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Il commissario Maigret – Analisi del personaggio

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252 lettura finita (122/II anno) – Maigret e il capellone imprudente di George Simenon


Lettura di luglio 2008

Maigret corre al passo dei tempi… Siamo nel 1969 e la tecnologia compie passi sempre più importanti. Si partì negli anni 30 con la bicicletta poi venne il telefono sempre più diffuso, l’auto ed ora il registratore al collo della vittima. Il giovane Batille viene trovarto riverso su un marciapiede con a tracolla un oggetto che assomoglia ad una macchina fotografica. Si tratta in realtà di un magnetofono con cui il ragazzo, figlio di una famiglia di borghesi parigini, andava alla ricerca di suoni e voci della città. La verità potrebbe essere incisa sul nastro… ma una telefonata anonima…

Voto: 8/10

Incipit
Per la prima volta da quando andavano a cena ogni mese dai Pardon, Maigret conservava quella serata di Bolevard Voltaire un ricordo quasi penoso.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Una sera fredda e piovosa di marzo. Una cena, come di consueto, in casa del dottor Pardon. Una strada buia e deserta. Il cadavere di un giovane capellone abbandonato sull’asfalto. Il commissario Maigret, incaricato di svolgere le indagini, si trova di fronte a uno dei casi più enigmatici della sua cariera. Chi ha ucciso il giovane Antoine Batille, figlio di un noto industriale parigino? Perchè i colpi di coltello, come dicono gli esperti, sono stati inferti con tanta ferocia? E per quale ragione? I curiosi che affollano il marciapiede davanti alla casa dell’industriale chiacchierano: “Che strano hobby registrare negli ambienti più eterogenei frammenti di conversazioni, voci, confessioni magari compromettenti… E poi, con quei capelli lunghi non poteva far certo una buona impressione… Forse le cattive compagnie… però aveva l’aria del bravo ragazzo…” Il commissario Maigret tace. Pare quasi di cattivo umore, ed è sempre difficile intuirne i pensieri quando assume quell’aria assente, quasi ottusa. Ma proprio dietro a quel silenzio si nasconde il dramma: la verità che Maigret scopre attraverso una lettera anonima. Da: http://users.libero.it/enrico.gustav/Simenon/Trame/Simenon(Maigret)/

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: Maigret e il capellone imprudente / Georges Simenon ; traduzione di Elena Cantini
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 1970
Descrizione fisica: 154 p. ; 18 cm
Collezione: Oscar guide
Note Generali: Tit.orig.:Maigret et le teueur

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George Simenon – Biografia

Il commissario Maigret – Analisi del personaggio

Il mio “Progetto Maigret”

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251 lettura finita (121/II anno) – Maigret e il commerciante di vini di George Simenon


Lettura del mese di luglio 2008

Maigret è alle prese con una alta borghesia molto reticente e senza scrupoli. E la vittima è una persona che in vita ha calpestato molti piedi e umiliato molte persone. Simenon è maestro nel pennellare con pochi tratti personaggi, caratteri e dialoghi serrati.

Voto: 7,5/10

Incipit
“L’ha uccisa per derubarla, vero?” “Non volevo ucciderla, tanto è vero che avevo con me solo una rivoltella da bambini”.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
“Raramente ho incontrato tante persone sgradevoli in una sola inchiesta”: questa l’amara considerazione del commissario Maigret, impegnato a risolvere un caso non facile. Ne è protagonista una certa borghesia parigina legata al mondo degli affari. Commercianti assai noti, grossi nomi dell’editoria e dell’industria, celebri professionisti: questi i personaggi che Maigret deve via via interrogare per far luce sull’assasinio di Oscar Chabut, notissimo commerciante di vini. Gli interrogatori si susseguono senza tregua ma non emergono elementi di rilievo. Dove cercare allora l’assassino? Il commissario insiste per avere ragguagli anche dalla “Cavalletta”, una delle innumerevoli amanti di Chabut. L’inchiesta condotta a ritmo serrato, si avvia rapidamente alla conclusione. Da: http://users.libero.it/enrico.gustav/Simenon/Trame/Simenon(Maigret)/

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: Maigret e il commerciante di vini / Georges Simenon ; traduzione di Sarah Cantoni
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1970
Descrizione fisica: 168 p. ; 19 cm.
Collezione: Oscar ; 282
Numeri: Bibliografia Nazionale – 712018

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George Simenon – Biografia

Il commissario Maigret – Analisi del personaggio

Il mio “Progetto Maigret”

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250 lettura finita (120/II anno) – Maigret a Vichy di George Simenon


Comincio oggi una lunga serie di recensioni Maigrettiane. Infatti durante le ferie ho portato a termine il mio progetto Maigret. Allo stato attuale mi mancano un romanzo e mezzo che conto di finire nelle prossime ore… poi mancheranno solo i racconti. Ma questa è un’altra storia.

Maigret non ha requie nemmeno in vacanza alle cure termali. Sarà chiamato dai suoi colleghi a collaborare per trovare la soluzione ad un omicidio avvenuto durante le vacanze. Il commissario alterna le cure con l’indagine. Maigret in vacanza è uguale al Maigret del quai des Orfeves. Forse un po’ più rilassato, meno “orso” ma lo stile non muta.

Voto: 7,5/10

Incipit
“Li conosci?” domandò la signora Maigret vedendo il marito seguire con l’occhio una coppia che avevano incrociato.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Maigret è stanco. Durante la sua lunga carriera, difficilmente ha potuto fare delle vere e proprie vacanze. Quasi sempre, alla vigilia della partenza, arrivava un nuovo “caso”. Ma questa volta ha deciso: partirà per Vichy e il Quai des Orfèvres farà a meno di lui. Il nuovo motto del commissario sembra essere “la salute innanzi tutto”; vita più regolata, niente alcolici, dieta rigorosa, passeggiate interminabili lungo i viali della tranquilla cittadina termale. Nuova città, nuova vita e naturalmente nuove abitudini o meglio nuovi riti che Maigret compie di buon grado non senza una punta di bonaria ironia. Ma tutto questo non dura a lungo: interpellato dalla polizia locale a proposito di un caso di strangolamento, il commissario ritroverà il suo tono professionale per dare una mano ai colleghi di Vichy. Da: http://users.libero.it/enrico.gustav/Simenon/Trame/Simenon(Maigret)/

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: Maigret a Vichy
Editore: Mondadori
Anno: 1976
Collana: Oscar Mondadori, 698
Descrizione fisica: p. 176

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