Una proposta di lettura leggera e veloce, per la spiaggia o la montagna. E’ gratuitamente scaricabile da Internet sul sito:
http://ilcanedelsanto.wordpress.com
Ecco i commenti di alcuni lettori del “Cane”:
Giulia da Roma ha detto: E’ stata una lettura godibilissima, la storia (come osservato da Francesca) rovescia gli stereotipi ‘alti’ e il tutto con effetti di grande humor e leggerezza. Quel che ho apprezzato é la tua scrittura, domini la materia da narrare con uno sguardo ariostesco, ironico, vagamente surreale. Credo la buona scrittura sia questo: narrare cose (serie e vere) in modo lieve, E’ un dono, tu lo hai. E’ anche frutto di grandi, grandissimi allenamenti alla lettura. Continua!!! Giulia
Sonia dall’Emilia Romagna ha detto: Complimenti!! Il suo libro è ” la prova provata” che per scrivere un buon libro con una trama coinvolgente, non serve cercare scenari esotici, la nostra provincia è un’inesauribile miniera di storie che hanno il sapore di antiche leggende.
Manulita da Messina ha scritto: L’ho letto ieri, ed è stata una compagnia piacevole e divertente. Ho trovato straordinari i personaggi, la plebe così grossolana e colorita nelle espressioni, e i signori, che erano talmente ricchi di nulla da far davvero morir dal ridere! Bellissime, poi, le mogli dei conti, terribilmente grottesche. Mi è molto piaciuto lo stile, lineare e facilmente accessibile, non credo sia cosa semplie a trovarsi, ed esilarante la trama… Capo, che ti devo dì, a me il tuo libro è piaciuto, mi ha divertita e fatto sorridere, e non ho staccato gli occhi finchè non l’ho finito. Per quanto può valere il commento di una lettrice, complimenti!!! E scrivi altro che mi farà piacere non solo leggerlo via web, ma anche acquistarlo.
Franca da Mediglia ha scritto: L’ho letto con calma, un pezzettino al giorno nel viaggio di andata e ritorno dal lavoro, come si fa con le cose che non si vogliono far finire troppo in fretta. Mi è piaciuto molto: l’autore secondo me è ben riuscito a ricreare l’atmosfera di un borgo di qualche tempo fa, combinando le descrizioni dell’ambiente al modo di parlare (e di pensare) di nobili e contadini. Il tutto condito da una buona dose di ironia e da uno stile che, personalmente, mi ha lasciato di buonumore. Ho anche la grande fortuna di vivere molto vicino al luogo in cui è ambientato il racconto ed è stato bellissimo riconoscere frasi, modi di fare, descrizioni… Grazie quindi all’autore per questo regalo. Ah, dimenticavo, lo segnalerò presto ad alcuni amici.
Francesca da Pesaro ha scritto: Dopo essere stata tra le prime a scaricare “Il cane”, mi sono concessa il lusso di lasciarlo lì nel pc, a decantare, come si fa con i vini migliori. Che dirti Lele? Mi è piaciuto veramente molto, letto d’un fiato, a gargarozzo. E durante la lettura, tanti sorrisi e risate hanno accompagnato ogni pagina. Sai cosa mi veniva in mente mentre “ero” in quel di Riozzo? Che il “Cane” è “un cunto de li cunti”. Al posto del magico reame il postribolo campagnolo, invece della principessa, una prostituta, al posto del principe azzurro, un falso prete, invece di una battaglia col drago, una chiesa crollata su se stessa e a intessere il tutto, un paesino di santi e bevitori e una natura dotata di volontà autonoma e molto sense of humour. Una storia come quelle che durante le fiere di paese venivano raccontate nelle taverne con gran sgnignazzi, mentre i signori nel castello fingevano di dilettarsi con i madrigali e la Chanson de Roland, mentre poi allungavano le zampe su qualche ancella. Hai uno stile molto particolare, apprezzo molto i tuoi coloriti paragoni, il modo di creare attesa nella vicenda, l’uso del dialetto, senza interrompere la scorrevolezza del testo; i personaggi che hai creato sono fantastici. Pietro e Paolo sono una coppia da manuale….Gianni e Pinotto….le mogli, perfette e i paesani sono una fonte continua di risorse comiche. Bravo, Lele, complimenti sinceri. E non te lo dico come frequentatrice del forum, ma come lettrice esigente. Aspetto impaziente le tue prossime creazioni.
Luisa da San Donato Milanese ha detto: Ho letto il libro, assaporando a fondo le atmosfere lombarde descritte nel divenire delle stagioni, negli umori del popolo sottomesso ai potenti, nella comicità di alcune situazioni…e non mi sono mai fermata perchè la scrittura, svelta ed appropriata , è stata coinvolgente al massimo. Belle anche le immagini invernali che accompagnano la narrazione e che evocano solitudini dense di significati.E’ proprio vero che non si fa Storia narrando (solo) le vicende dei grandi, ma che la vera Storia è quella vissuta ed interpretata dai piccoli, dai vari Ugo Botte, Cinghialetto e compagnia bella…
Complimenti all’autore ed un invito a continuare a scrivere…
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Al 3 giugno 2008 sono state scaricate 982 copie e sono giunti 29 commenti dei lettori.
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