Inizio lettura 26 maggio 2008 – Termine lettura 31 maggio 2008
Bel giallo milanese ambientato alla fine degli anni settanta. Milano è ben costruita e gestita. Protagonisti ben inseriti nella storia e nella città. Storia ricca di personaggi (forse un pò troppi) e con un pizzico di eccesso nella descrizione del mondo dei libri antichi. Questo, per chi cerca solo il giallo-poliziesco, potrebbe apparire inutile e pesante. Nel complesso una buona lettura.
Voto: 8/10
Incipit
Non era nemmeno un’alba: a febbraio, le cinque e un quarto fa ancora buio. E freddo, porco d’un cane, pensò l’Alberto Cristofori battendo con forza le mani guantate e avvolgendo intorno al collo la sciarpa di lana.
Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Milano, un’alba livida di un giorno qualunque del febbraio 1978, il freddo intenso di un inverno come tanti altri: nel quartiere della Barona viene trovato il cadavere di un autista, ucciso a bordo del suo autobus. Al commissario Melis appare immediatamente evidente che non si tratta di una rapina. Anche perché la vittima rivela frequentazioni perlomeno sorprendenti: i seguaci di un santone russo, un noto libraio antiquario, anch’egli morto da poco, collezionisti facoltosi e balordi di periferia. Muovendosi con cautela, il commissario si avvicina lentamente alla soluzione dell’intrigo, svelando i misteri paralleli dell’assassinio e della bibliofilia. Il romanzo è già stato pubblicato dalle edizioni Sylvestre Bonnard nel 2002.
Scheda del libro
Autore: Tuzzi, Hans
Titolo: Il maestro della testa sfondata / Hans Tuzzi
Pubblicazione: Milano : Bonnard, [2002!
Descrizione fisica: 274 p. ; 21 cm.
Collezione: Il piacere di leggere
Numeri: ISBN – 88-86842-48-1
Collegamenti utili per capire meglio il libro




Ma avete letto l’ultimo Tuzzi?
Mi sono piaciuti molto l’inizio, breve, ma pieno di presagi; i personaggi focalizzati come sotto le luci di riflettori da palcoscenico, quello della vita; la mancanza di gregari, di buoni e di cattivi, ma di esseri umani alle prese con il loro passato fatto di ricordi a volte ingombranti, ma dolci e melanconici. Mi è piaciuta l’ambientazione nella Milano del 1984, così grigia e piovosa fa da splendido sfondo, quasi personaggio tra i personaggi, alla vita dei protagonisti, tutti; mi è piaciuto che ci siano solo protagonisti. C’è tanto amore, tanta umanità, tanto mestiere in tutti i sensi, non solo di scrivere, ma di vivere. Bella e spudorata la scelta di una lingua così generosa in tutte le sue sfumature: dialetti, linguaggio quotidiano, lingua colta e inusitata.