Da oggi arricchisco il blog con una nuova rubrica dedicata ai nuovi autori che spontaneamente si presentano sul nostro forum. Sono libri che non ho ancora letto… ma prima o poi… Primo autore che sottoppongo alla vostra attenzione, cari lettori, è Gabriele Gobitti con il suo “Vago banale fondamentale”.

Trama Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Riccardo è bello, cinico e ama le donne a suo modo: come oggetti sessuali da un lato, come mezzo di elevazione dall’altro. Riccardo lavora senza patemi in un’agenzia di comunicazione, suona una chitarra Ibanez blu notte, regala libri di poesie come “buono uscita” e ha una sola vera amica, Marta, con cui divide pensieri, lavoro e segreti seppur con qualche reticenza. La storia inizia con una telefonata e una insolita domanda. Due mesi dopo, durante una serata con la sua cover band, sente una voce alle spalle insieme a uno strano tremore: “Andrea è morto” gli dice Sara dagli occhi freddi, rivedendolo dopo tanti anni e riportandolo direttamente al 1990. Da quel momento la narrazione si alterna tra il presente di Riccardo e il suo passato con Andrea, Sara, i mondiali di calcio appena finiti e una guerra appena scoppiata. Tanti ricordi e il tentativo di recuperare qualcosa rimasto nascosto da tempo, anche grazie a un gruppo sanguigno.
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Lascio una segnalazione del mio nuovo libro Novanta minuti pubblicato di recente dalla casa editrice Scrittura & Scritture
Si tratta di un racconto breve sul valore della memoria.
Qui di seguito riporto la quarta di copertina
Un divano azzurro accoglie due telespettatori nell’attesa di una partita di calcio. Scendono in campo gli attori-spettatori di un grande teatro sperimentale: la strada. Un bambino osserva suo nonno battere il calcio d’inizio.
Primo tempo: sotto i bombardamenti del tifo della squadra avversaria in maglia nera, la strada mette in campo un gioco animato, compatto e solidale.
Intervallo: un buon bicchiere di porto d’annata.
Secondo tempo: nella ripresa le maglie nere sono fiaccate dalla strada che però subisce la perdita di alcuni dei suoi giocatori: il bambino prende il posto del nonno, veste la maglia da adulto, scende in campo e diventa complice del gioco. La partita prosegue e viene schierato anche il XXI secolo.
Triplice fischio dell’arbitro: chi ha vinto la partita?