124 lettura finita – 007 operazione Thunderball di Ian Fleming


007 operazione Thunderball

Inizio lettura 28 agosto 2007 – Termine lettura 29 agosto 2007

Lettura insolita per il sottoscritto ma questo libro mi è capitato sottomano mentre ponevo ordine alla biblioteca di casa. James Bond è uno dei miei personaggi preferiti e mi sono chiesto: come è nato? Il Bond letterario è uguale a quello della 20th Century Fox? Da qui la curiosità di leggere una delle sue avventure poi traslate nel cinema. Vi farò sapere.

Purtroppo il personaggio cinematografico influenza, e non poco, l’immagine di Bond che la fantasia del lettore costruisce leggendo il romanzo di Fleming. E’ però un James Bond diverso. Un Bond, più “impiegato” (ha persino un ufficio e una segretaria), più insicuro (non ha certezze granitiche), più romantico (è capace di legarsi e pensare Domino quasi con amore). Rimane tutto il suo sarcasmo sul mondo femminile, la sua dieta sregolata, la sua mania per il fumo, per i drink e per le auto. Fleming scrive bene anche se lo trovo insopportabile quando vuole fare a tutti i costi di Bond un superuomo: allora in quei frangenti la narrazione va sopra le righe, diviene esagerata e per il mio gusto insopportobaile. Per un appassionato di 007 però è un libro da leggere. Inutile dire che il libro è meglio del film anche se manca degli effetti speciali.

Voto: 7,5/10

Sintesi
Una delle avventure più emozionanti di 007, coinvolto in una mirabolante operazione contro la Spectre, una temibile organizzazione criminale che, dopo aver sottratto due bombe atomiche, ricatta il mondo intero.

Scheda del libro
Autore: Fleming, Ian <1908-1964>
Titolo: James Bond 007 : Thunderball operazione tuono : romanzo / Ian Fleming ; traduzione di Oreste del Buono
Pubblicazione: Milano : Tea, 1998
Descrizione fisica: 183 p. ; 20 cm.
Collezione : TEAdue ; 612
Numeri: ISBN – 88-7818-368-7

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Ian Fleming biografia

Ian Fleming center

James Bond

Scheda del film

Ex libro
Quest’ufficiale è fisicamente sano. Sfortunatamente il suo tenore di vita non è tale da consentirgli di restare a lungo termine in buone condizioni. Nonostante le ripetute ammonizioni rivoltegli, confessa di fumare sessanta sigarette al giorno. E si tratta di una miscela balcanica, con un contenuto nicotinico superiore a quello dei tipi più scadenti. Quando non si trova severamente impegnato in missione, il suo consumo alcolico quotidiano è di circa mezza bottiglia a sessanta o 70 gradi. All’esame appaiono inquietanti sintomi di deterioramento. La lingua è patinosa. La pressione è di 160/90. Il fegato non è palpabile. D’altra parte, quest’ufficiale ha finito per ammettere di soffrire di frequenti nevralgie occipiatali, si osserva uno spasmo al muscolo del trapezio e si riscontra all’esami noduli da fibrosite, rivelanti uno stato reumatico. Attribuisco tali sintomi al modo di vivere di quest’ufficiale. Prenditela calma, Bond.

Suppongo che abbia ripreso la cura dello champagne. In realtà, è quanto ci sia di meglio per gli uomini. Li fa diventare terribili, ma almeno, quando sono così, sono più umani. E’ quando giocano ai cherurbini, che sono insopportabili, oh, ma proprio insopportabili. Allacciarsi le cinture.

Quattro donne in un’auto le considerava come il massimo potenziale pericolo, e due quasi altrettanto letali. Le donne, quando sono insieme in un’auto, non riescono mica a stare zitte, e, quando due donne chiacchierano, debbono proprio guardarsi in faccia. Un semplice scambio di parole non è sufficiente. Una deve vedere l’impressione dell’altra per poter leggere dietro le sue parole o analizzare la reazione alle proprie. Così due donne in un’auto si distraggono continuamente, distogliendo l’attenzione della strada: figurarsi quattro, sono più che doppiamente pericolose, perchè quella che guida non si accontenta di sentire e di guardare quella che le sta accanto, ma deve anche sentire e guardare le altre due sedute dietro. Domino.

123 lettura finita – Felicie di G. Simenon


Felicie di Geroge Simenon

Inizio lettura 26 agosto 2007 – Termine lettura 27 agosto 2007

Felicie è davvero un osso duro. Nemmeno Maigret riesce a strapparle ciò che sa. Come di consueto il commissario si immedesima nella psicologia dei personaggi che lo circondano. In questa occasione veste addirittura i vestiti della vittima. E’ un Maigret più dolce, quasi sensibile; a volte sembra un innamorato nei confronti di Felicie. Ma è solo commedia: è il solito ostinato e duro tutore della legge. Ma stavolta per fiaccare i suoi testimoni cambia tattica.

Voto: 7,5/10

Sintesi
Chi ha ucciso Gamba di Legno. Stava trapiantando dei pomodori quando è rientrato in casa per prendere due bicchieri e un pò di vino di quello speciale. L’hanno trovato morto con un colpo di pistola sparato a bruciapelo. Felicie sa ma non dice. Ma cosa sa? La verità? Perchè non parla? Maigret indaga.

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: Felicie / Georges Simenon ; traduzione di Ida Sassi
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Milano : Adelphi, 2003
Descrizione fisica: 139 p. ; 20 cm.
Collezione : Gli Adelphi ; 192
Numeri: ISBN – 88-459-1631-6

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George Simenon – Biografia

Il commissario Maigret – Analisi del personaggio

Il mio “Progetto Maigret”

Discutiamone insieme sul forum

122 lettura finita – Le pecore e il pastore di Andrea Camilleri


Le pecore e il pastore di Camilleri

Inizio lettura 25 agosto 2007 – Termine lettura 27 agosto 2007

Camilleri prende spunto da una lettura di storia-cronaca locale (un fatto del 1945) e ci costruisce attorno, con la sua consueta maestria, un saggio che diviene in conclusione molto attuale trattando dell’eutanasia e degli aspetti religiosi ad essa collegata ponendosi domande che provocano la riflessione del lettore. L’autore ricostruisce la vicenda partendo da molto lontano (parte addirittura dal 600) e trasforma quello che potrebbe essere un noioso saggio di citazioni in una piacevole lettura che somiglia molto ad un romanzo. Un esempio per tutti coloro che scrivono saggi. Un libro obbligatorio per coloro che scrivono di storia locale.

Voto: 8/10

Trama (da ibs.it) Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Un atto di lettura è all’origine di questo giallo storico. La curiosità dello scrittore viene attratta da un libro, dimesso e periferico in apparenza. Lo scrittore precipita nella lettura, ma inciampa in una nota a piè di pagina. La brevità della nota stenta a contenere l’immanità del fatto. Recita la nota: “Nella lettera del 16 agosto 1956 l’Abadessa sr. Enrichetta Fanara del monastero benedettino di Palma Montechiaro così scriveva a Peruzzo: ‘Quando V. E. ricevette quella fucilata e stava in fin di vita, questa comunità offri la vita di dieci monache per salvare la vita del pastore. Il Signore accettò l’offerta e il cambio: dieci monache, le più giovani, lasciarono la vita per prolungare quella del loro beneamato pastore’”. Il “pastore” delle giovani “pecore”, che si lasciarono morire di fame e sete in una lunga agonia, era il vescovo di Agrigento Giovanni Battista Peruzzo: il “vescovo dei contadini” che, in nome della giustizia sociale, e a dispetto del professato anticomunismo, aveva messo il suo carisma e la sua possente eloquenza al servizio dei deboli e degli abbandonati: contro gli agrari; e contro quella “struttura di peccato”, che era il latifondo incolto. Immancabilmente, due proiettili ferirono a morte il vescovo. Era una sera d’estate del 1945. Dieci monache offrirono le loro vite a Dio. Il vescovo sopravvisse al baratto. Mentre dieci cadaveri si dissolvevano nel silenzio di una strage dimenticata.

Scheda del libro
Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: Le pecore e il pastore / Andrea Camilleri
Edizione: 6. ed
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2007
Descrizione fisica: 127 p. ; 17 cm.
Collezione : La memoria ; 707
Numeri: ISBN – 88-389-2203-9

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Camilleri fans club

Discutiamone insieme

121 lettura finita – I Fantasmi di Challant di Laura Mancinelli


I fantasmi di Challanto di Laura Mancinelli

Inizio lettura 23 agosto 2007 – Termine lettura 24 agosto 2007

Il capitano, a riposo, Flores indaga su un misterioso delitto commesso nel castello di Chantall nel medioevo. Costretto con uno stratagemma ad indagare dalla contessa Roxinda, e aiutato da due archeologi e da una vecchia germanista arriverà a risolvere l’antico mistero. La trama mi pare un pò debole e scontata, eccessivo l’inizio del libro di carattere gotico. I personaggi mi paiono un pò sopra le righe e il tono del racconto eccessivamente scolastico. In compenso si legge bene. Un giudizio più preciso sul capitano Flores lo rimandiamo ad una prossima lettura.

Voto: 6,5/10

Trama (da ibs.it) Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Un romanzo in cui le invenzioni sui temi medievali si coniugano con quelle poliziesche. Il commissario Flores si trova in un castello abbandonato dove la contessa Roxilda lo ha attirato e rinchiuso in una torre. Il tentativo di liberarsi lo porterà nei meandri del castello dove sarà sfidato dalla contessa a scoprire l’assassino di un uomo il cui teschio è conservato dentro uno scrigno. Grazie all’aiuto di due studiosi, ad alcune filastrocche popolari e al parere della medievalista Laura Mancinelli – che diviene dunque personaggio attivo sulla scena romanzesca – il commissario riuscirà a risolvere il mistero.

Scheda del libro
Autore: Mancinelli, Laura
Titolo: I fantasmi di Challant / Laura Mancinelli
Pubblicazione: Torino : Einaudi, [2004]
Descrizione fisica: 118 p. ; 19 cm.
Collezione : L’ arcipelago Einaudi ; 42
Numeri: ISBN – 88-06-16782-0

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Laura Mancinelli da wikipedia

Laura Mancinelli da Einaudi

120 lettura finita – Cartagine di Werner Husz


Cartagine di W. Husz

Inizio lettura 21 agosto 2007 – Termine lettura 24 agosto 2007

Buon manualetto per capire cosa è stata Cartagine nel Mediterraneo. Spesso l’impero punico è noto solo per le guerre con Roma ma prima cosa è stata? Brevi cenni anche alla cultura, sviluppo dello stato e religione. Per gli appassionati, non esperti, di storia un libro interessante.

Voto: 7/10

Sintesi
Cartagine, città di origini fenicie, non è stata soltanto la grande antagonista di Roma; anche se il suo ricordo è legato fondamentalmente alle guerre puniche che portarono alla sua distruzione, la sua rilevanza va molto al di là del semplice ambito militare. Cartagine era una fiorente metropoli commerciale, aveva una economia sviluppata, un’organizzazione statale ordinata ed efficiente, una ricca produzione letteraria e artistica, una religione articolata e complessa. Su questa civiltà scomparsa fa il punto, basandosi sulle più recenti acquisizioni della ricerca storica, il succinto profilo di Huss.

Scheda del libro
Autore: Husz, Werner
Titolo: Cartagine / Werner Huss
Pubblicazione: Bologna : Il mulino, \1999!
Descrizione fisica: 126 p. ; 21 cm
Collezione : Universale paperbacks Il mulino ; 362
Note Generali: Trad. di Alessandro Cristofori
Numeri: ISBN – 88-15-07205-5

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Cartagine

Annibale

Battaglia di Zama

Battaglia di Canne

119 lettura finita – Firmato Picpus di G. Simenon


Firmato Picpus di Simenon

Inizio lettura 20 agosto 2007 – Termine lettura 21 agosto 2007

Il Miglior Maigret letto fino ad ora. Un giallo da 10 e lode. Ottimo intreccio, ben scritto, un commissario in forma come non mai.

Voto 10/10

Trama (da adelphi.it) Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
«Domani, alle cinque del pomeriggio, ucciderò l’indovina. Firmato Picpus». Questa volta rischia grosso, il commissario Maigret! Quasi quasi – ed è una cosa che in vita sua non gli era capitata mai, et pour cause –, quasi quasi si augura che venga commesso un delitto: altrimenti, per mesi e mesi, gli toccherà subire i sarcasmi dei colleghi del Quai des Orfèvres. Già: perché il commissario ha creduto all’inverosimile storia che gli è venuto a raccontare quell’ometto di mezza età, scialbo, con un odore indefinibile di mediocrità e di solitudine? Figurarsi: gli ha detto di aver letto il messaggio dell’assassino per caso, su una carta assorbente, attraverso le lenti degli occhiali posati sul tavolino di un caffè! Eppure Maigret non ha avuto dubbi, e ha fatto mettere sotto sorveglianza tutte le indovine e le cartomanti di Parigi. Cioè, non proprio tutte: perché quel giorno, alle cinque del pomeriggio, al 67 bis di rue Caulaincourt, la signorina Jeanne, di professione indovina, viene trovata uccisa con due coltellate nella schiena…
Scritto a Fontenay-le-Comte nell’estate del 1941, Signé Picpus, una delle più celebri inchieste di Maigret, apparve a stampa nel 1944

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: Firmato Picpus / Georges Simenon ; traduzione di Germana Cantoni De Rossi
Pubblicazione: [Milano! : Fabbri, [2004!
Descrizione fisica: 139 p. ; 19 cm.
Collezione : Le grandi inchieste del commissario Maigret

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George Simenon – Biografia

Il commissario Maigret – Analisi del personaggio

Il mio “Progetto Maigret”

118 lettura finita – Il cristianesimo delle origini F. Winkelmann


Le origini del cristianesimo di Winkelmann

Inizio lettura 17 agosto 2007 – Termine lettura 20 agosto 2007

A questa collana mi sto affezionando. Saggi brevi per capire il mondo. Tuttavia non tutti riescono bene. Questo l’ho trovato, nonostante le poche pagine, pesante e lento. Non deve essere facile trattare argomenti così vasti, però abbiamo già visto, si veda Rubboli sul protestantesimo, brevi ma buoni saggi. In compenso eccellente appendice cronologica e bibliografica per gli approfondimenti.

Voto: 6,5/10

Sintesi
Questo studio percorre la storia dei primi tre secoli del cristianesimo, dalla morte di Gesù Cristo al IV secolo, epoca del definitivo riconoscimento della sua legittimità da parte dell’imperatore Costantino e della formazione di una Chiesa imperiale romana. Con ampio ricorso alle fonti, l’autore ricostruisce le diverse fasi di questa storia, nel corso della quale quella che era nata come una setta giudaica, perdipiù perseguitata, si consolida e si trasforma a tal punto da divenire una religione universale. L’analisi si concentra sulle dinamiche che hanno fatto di un culto minoritario una religione di stato, sulle ragioni dell’allontanamento fra cristianesimo e giudaismo e sulle conseguenze dell’integrazione fra cristianesimo e cultura ellenistico-romana.

Scheda del libro
Autore: Winkelmann, Friedhelm
Titolo: Il cristianesimo delle origini / Friedhelm Winkelmann
Pubblicazione: Bologna : Il mulino, [2004!
Descrizione fisica: 172 p. : ill. ; 21 cm.
Collezione : Universale paperbacks Il mulino ; 472
Numeri: ISBN – 88-15-09736-8

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Biografia dell’autore

Il Mulino

Libri e arte (1)


Il libro diventa opera d’arte perchè contiene un capolavoro. Ma il libro come oggetto può essere opera d’arte? Che ne dite?

Prima rassegna di tele e artisti.

Van Gogh, The yellow book, 1887, Private collection Giraudon

Van Gogh, The yellow book, 1887, Private collection Giraudon

Van Gogh, Gauguin’s Chair with Books and Candle, 1888, Fondazione Van Gogh, Rijksmuseum Vincent van Gogh, Amsterdam, the Netherlands.

Van Gogh, Gauguin’s Chair with Books and Candle, 1888, Fondazione Van Gogh, Rijksmuseum Vincent van Gogh, Amsterdam, Olanda.

Eeckhout, Gerbrand van den Scholar with his Books, 1671, Museum of Fine Arts, Budapest

Eeckhout, Gerbrand van den Scholar with his Books, 1671, Museum of Fine Arts, Budapest

117 lettura finita – Il Mulino del Po 2: La miseria viene in barca di Riccardo Bacchelli


Il mulino del Po di Luigi Bacchelli

Inizio lettura 13 agosto 2007 – Termine lettura 17 agosto 2007

Il romanzo scorre come scorrono le acque del Po e come scorrono gli anni. Scompaiono i vecchi personaggi e si fanno innanzi le nuove generazioni. E il romanzo, diventato, come si disse precedentemente, romanzo storico, diviene romanzo sociale, a tratti saggio di geografia umana dove viene esplicata la vita dei campi e la saggezza popolare. Il Po con la piena distrugge vite e illusioni, il Po fa rinascere la speranza. Imponente affresco di una proda d’Italia negli anni dell’Unità con le sue speranze e le sue disillusioni.

L’opera è divisa in tre volumi (nel complesso sono più di 2000 pagine) che si possono leggere anche separatamente. Lo trovo davvero bello. L’obiettivo è di leggerli tutti e tre entro le due prossime settimane… ma non escludo, tra un volume e l’altro, di leggere qualcosa d’altro.
Sintesi
Tre generazioni di una famiglia di mugnai fluviali sulle acque e nelle terre intorno a Ferrara, in un secolo di storia d’Italia, dalla ritirata di Napoleone in Russia alla prima guerra mondiale. Il capolavoro del grande scrittore bolognese.

Scheda del libro
Autore: Bacchelli, Riccardo
Titolo: Il mulino del Po / Riccardo Bacchelli
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1997
Descrizione fisica: 3 v. ; 20 cm.
Collezione : Oscar classici moderni ; 140
Comprende: 1: Dio ti salvi / Riccardo Bacchelli
2: La miseria viene in barca / Riccardo Bacchelli
3: Mondo vecchio sempre nuovo / Riccardo Bacchelli ; con una nota di Indro Montanelli
Nomi:acchelli, Riccardo
Classificazione:53.912 – NARRATIVA ITALIANA. 1900-1945
853.91 – NARRATIVA ITALIANA, 1900-1999

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Riccardo Bacchelli

Il Po

Ex Libro

Fra lui e il capomastro del paese, erano riuscitia a mettere insieme un notabile aborto architettonico. Si può dire che v’aveva preteso allo sfarzo, non che al decoro. I locali a terreno, e quello d’ingresso a uso di loggia, cominciati con idee di economia, di quelle che preludono sempre agli eccessi di “mal della pietra”, erano riusciti troppo bassi: perciò li aveva destinati all’amministrazione e ai servizi, alzando d’un altro piano il casino. Al difetto dei locali terreni, aveva rimediato col fare troppo alte le stanze di sopra. Fra i due piani, la scala, a guardarla dal basso, appariva troppo larga per l’altezza, e ad affacciarsi dall’alto, troppo bassa per la larghezza sua. Il tutto era abbruttito dagli abbellimenti di un pittore fatto venire apposta dalla città, che sui muri aveva fatto spreco di paesaggi con rovine e prospettive e grotteschi e raffaelleschi e cineserie e tralicci e inferriate e chioschi da giardino dipinti, sui quali aveva appollaiato pappagalli e arrampicato scimmie a profusione, in mille e un atteggiamento, senza accettar critiche, forte della tradizione dei fastosi e virtuosi scenografi ed ornatisti della scuola bolognese, ch’egli proseguiva indegnamente. Ma tante scimmie e pappagalli, finalmente, avevano lasciato perplesso il Vegoli, il quale : “Che ci stanno a fare” aveva chiesto vedendone sempre qualcuna di nuovo affacciarsi alle cornici, arrampicarsi, ciondolare, dondolare avvinta colla coda ai riccioli, alle volute, alle fantasie degli ornati, nonchè agli alberi e alle rocce dei paesaggi. Il pittore aveva risolto il dubbio con dire che quel serraglio rappresentava il capriccio, il divertimento, il gusto moderno. Non avrebbe potuto metterci qualche altro animale? Ci pensò su e poi: “Forse qualche serpente?” Si prestano alla decorazione, ma la signora Vergoli non li poteva vedere nemmeno in pittura. Tante scimmie, poi, nel delirio della febbre, a un figlio del signor Pietro che fece il tifo, diedero l’incubo, tanto da rimanergliene un tal fastidio, che per lui bisognò dar di bianco alla camera dove dormiva. E fu detto ch’era un peccato, ma ognuno gli invidiò quella stanza chiara e riposante. Il Contrabbando del Po.

116 lettura finita – Cecile è morta di George Simenon


Cecile è morta di Simenon

Inizio lettura 12 agosto 2007 – Termine lettura 13 agosto 2007

Giallo davvero intrigante con duplice omicidio. Nel romanzo si legge la “poetica di Maigret” che spiega ad un collega americano il suo metodo d’indagine: conta di più la psicologia del criminale prima o dopo il fatto? Maigret non ha dubbi: prima. E come di consueto si cala nei panni del possibile autore del delitto: respira i suoi odori, veste i suoi panni, entra nel personaggio.

Una lettura di alleggerimento tra un volume e l’altro de Il Mulino del Po.

Voto: 8,50/10

Trama (da ibs.it) Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
“La fidanzata di Maigret”: così la chiamano ormai al Quai des Orfèvres, quella pallida zitella vestita di nero, con un ridicolo cappellino verde in testa e gli occhi storti che da sei mesi, regolarmente chiede di vedere il commissario, e rimane seduta per ore in sala d’attesa. E per che cosa poi? Un paio di volte lui ha acconsentito a riceverla, e lei gli ha raccontato una storia senza capo né coda: qualcuno, sostiene, penetra di notte nell’appartamento in cui vive con la vecchia zia inferma, non porta via niente, ma sposta gli oggetti. La polizia ha sorvegliato per un mese l’edificio, ma di notte non è mai stato visto entrare nessuno. Eppure Cécile è tornata di nuovo…

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: Cecile e morta / Georges Simenon ; traduzione di Germana Cantoni De Rossi
Pubblicazione: 6. ed. – Milano : Adelphi, 2004
Descrizione fisica: 165 p. ; 30 cm
Collezione : Gli Adelphi ; 175
Note Generali: Tit. orig.: Cecile est morte
Numeri: ISBN – 88-459-1563-8

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George Simenon – Biografia

Il commissario Maigret – Analisi del personaggio

Il mio “Progetto Maigret”

115 lettura finita – Il mulino del Po 1: Dio ti Salvi di Riccardo Bacchelli


Il mulino del Po di Luigi Bacchelli

Inizio lettura 08 agosto 2007 – Termine lettura 12 agosto 2007

L’opera è divisa in tre volumi (nel complesso sono più di 2000 pagine) che si possono leggere anche separatamente. Lo trovo davvero bello. L’obiettivo è di leggerli tutti e tre entro le due prossime settimane… ma non escludo, tra un volume e l’altro, di leggere qualcosa d’altro.

Terminato il primo volume intitolato Dio ti salvi. Bacchelli è un autore che ignoravo del tutto (somma ignoranza). Ed è una vera rivelazione. La lettura scorre che è un piacere e ti ritrovi in un libro Manzoni, Fogazzaro, Dumas e anche Hugo (anche Bacchelli ama fare digressioni ogni tanto, per fortuna più brevi). Il paesaggio è stupendo, nello scorrere delle stagioni e ti immerge davvero in quella landa d’Italia che è il delta del Po nei pressi di Ferrara: le nebbie fitte, l’afa estiva, le piene violente e improvvise del fiume. Da cinema d’azione la lotta che il protagonista ingaggia con il Po straripante nel disperato tentativo di salvare il suo mulino. Libro che piano piano diventa romanzo storico con uno spaccato notevole sul risorgimento italiano: le città ribollono di moti rivoluzionari, la campagna ne vive i riflessi lontani. E la narrazione ben si adatta a sottolineare le attese diverse dei protagonisti modulando stili diversi a seconda di chi sta in città o in riva al fiume. Concitato nelle piazze e nei vicoli di Ferrara, più rarefatto e pacato al Ponte della Pioppa. Un giudizio complessivo lo darò al termine degli altri due volumi.
Sintesi
Tre generazioni di una famiglia di mugnai fluviali sulle acque e nelle terre intorno a Ferrara, in un secolo di storia d’Italia, dalla ritirata di Napoleone in Russia alla prima guerra mondiale. Il capolavoro del grande scrittore bolognese.

Scheda del libro
Autore: Bacchelli, Riccardo
Titolo: Il mulino del Po / Riccardo Bacchelli
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1997
Descrizione fisica: 3 v. ; 20 cm.
Collezione : Oscar classici moderni ; 140
Comprende: 1: Dio ti salvi / Riccardo Bacchelli
2: La miseria viene in barca / Riccardo Bacchelli
3: Mondo vecchio sempre nuovo / Riccardo Bacchelli ; con una nota di Indro Montanelli
Nomi:acchelli, Riccardo
Classificazione:53.912 – NARRATIVA ITALIANA. 1900-1945
853.91 – NARRATIVA ITALIANA, 1900-1999

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Riccardo Bacchelli

Il Po

Ex libro

Ed ecco la stagione delle grandi nebbie. Da qualche tempo il sole e la brezza dell’alba stentavano a dissipare i veli e i fumacchi bianchi, esalati dalle acque e dalla terra fracida e torbosa dei canneti e delle barene, che indugiavano fra le canne e sugli specchi d’acqua tersa. La sera, dopo i crepuscoli autunnali splendidi, inenarrabili, quando ai fulgori squillanti nel cielo rossi e vermigli e rosati e ranci, e verde più smeraldini, rispondeva sulle acque lagunari un azzurro brunito; e la violenza corrusca dei colori diventava disperata e soave in cielo e in terra, fin sulla visione fatata dei lontani Appenini; la sera, dopo i crepuscoli autunnali, fumigava e caligava. Il vento, soffiasse dalla terra o dalla marina, invece di portarsela via, cominciava ad aggiunger nebbia a nebbia, che il sole diurno imbiancava e illustrava senza più vincerla; e s’udiva il verso degli uccelli di passo e il ciarlio delle anitre selvatiche di giorno in giorno più numerose, a portar l’inverno. Ed ecco che la nebbia, col suo bianco tenebrore, stagnò umida e greve, punse frigidamente, quando il vento la scosse a folate; e parva vasta quando il mondo e senza fine [...] Camminava lungo il muro per una strada larga senz’un’anima e senza voci; e la nebbia non lasciava scorger tre passi distante; e non trapelava lume dalle finestre chiuse: soltanto dagli orti, abbondanti in quel quartiere, la campanella d’un convento o di un oratorio squillava con una tristezza affranta e soffocata. Il Ponte sul Vop.

Col venir della sera, si sentiva quanto fosse già innanzi la stagione, e quanta parte dell’anno fosse consumata. Un’uggia sottile faceva presagire il maltempo e legiornate brevi, i soli di poca lena dell’autunno e poi l’inverno. Dosolina

Gabriele consiglia (1)


Inauguro una nuova rubrica: mi permetto di suggerirvi alcune letture del passato che mi sono piaciute particolarmente. Ecco il mio primo consiglio.

La carta sferica di Perez Revert

3 parole per convincervi:
Originale, ben scritto, avvincente.

Trama
“La carta sferica” è la storia di un marinaio di carriera, Manuel Coy ufficiale della Marina mercantile spagnola, che si trova a terra, sospeso dal lavoro. Sarà l’incontro con una donna – Tanger Soto, misteriosa impiegata del Museo navale di Madrid – avvenuto durante un’asta di oggetti navali, a riportarlo all’avventura sui mari. A bordo di un veliero che solca il Mediterraneo, da Barcellona a Cadiz e a Cartagena, fra carte geografiche antiche, archivi dimenticati, naufragi e tesori, alla ricerca di un fantomatico brigantino sommerso.

Scheda del libro
Autore: Perez-Reverte, Arturo
Titolo: La carta sferica / Arturo Perez-Reverte ; traduzione di Roberta Bovaia e Silvia Sichel
Pubblicazione: Milano : Net, c2005
Descrizione fisica: 413 p. : 1 c. geogr. ; 20 cm.
Collezione : Net ; 190
Numeri: ISBN – 88-515-2230-8

Prezzo 8,50€

114 lettura finita – Giacinta di Luigi Capuana


Giacinta di Luigi Capuana

Inizio lettura 06 agosto 2007 – Termine lettura 08 agosto 2007

Ho letto quella che è la prima versione di Giacinta (ve ne sono tre) e a quanto pare anche la meno “curata” stando agli esperti. Il romanzo si legge bene nonostante la tragica tematica che progressivamente angoscia il lettore. Capuana applica il verismo alla classe borghese (di solito il filone letterario che porta questo nome si occupa degli umili), mettendone in evidenza le bassezze e le tragedie. Giacinta è un pò Madame Bovary e un pò Margherita della Signora delle camelie (o meglio ancora la Violetta di verdiana memoria) e nel corso del libro si assiste al progressivo deterioramento psicologico che la conduce alla tragica risoluzione. Capuana trascura un pò tutti gli altri personaggi che svaniscono nel corso del racconto fino a rimanervi solo come ombre sullo sfondo della storia. Personalmente l’ho letto volentieri fino a 3/4. Finale tragico troppo lungo a mio parere. Migliore il Marchese di Roccaverdina.

Voto: 7,75/10

Trama
Figlia di un padre inetto e di una madre intrigante e avida Giacinta è violentata ancora bambina da un giovanetto servo di casa. Solo più tardi però, attraverso le chiacchiere delle domestiche, la fanciulla rammenta la brutta avventura, della quale aveva perduto la memoria. La rivelazione provoca in lei una disperata reazione: rifiuterà di sposare l’uomo che ama, Andrea…

Scheda del libro
Autore: Capuana, Luigi
Titolo: Giacinta : secondo la 1. dizione del 1879 / Luigi Capuana ; a cura di Marina Paglieri ; introduzione di Guido Davico Bonino
Pubblicazione: Milano : A.Mondadori, 1993
Descrizione fisica: XXVIII, 243 p. ; 19 cm
Collezione : Oscar classici ; 136
Numeri: ISBN – 88-043-1682-9

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Trama per esteso (si rivela l’intero intreccio intero del libro).

Luigi Capuana

Verismo

Naturalismo

Ex libro

La notte era inoltrata. Il cielo coperto qua e la di nuvole, bucato di rare stelle e fioche. Non si sentiva, ne da presso ne da lungi, una voce o un passo di uomo. Soltanto il mare urlava da lontano come un mostro che si dibattesse incatenato alle scogliere del porto. Nel giardino sottostante non si moveva foglia. L’acqua del canale dormiva. Capitolo V.

I fanali correvano allineati lungo la marina come una fila di sentinelle. Il mare, prigioniero nel seno del porto, batteva con sorde ondate i fianchi delle navi e delle barche, e i massi granitici della panchina. I chiari di luna disegnava netti sul cileo scuro le vele, le antenne, il sartiame dei legni. Qualche lume splendeva qua e la sulle tolde, andava da un punto all’altro di un legno e spariva senza più ricomparire. Di tanto in tanto rumoreggiava una catena lasciata andare giù da un argano con dei pesi attaccati che la svolgevano violenti. Seguiva lo stridore acuto di una carrucola e poi, di bel nuovo, dopo un tratto, il rotolar della catena. Caricavano qualche stipa. Si sentivano negli intervalli alcune voci di marinai. Brevi minuti appresso i rumori cessarono: il porto sonnecchiava cullato dal mare. Le barche vuote ballonzonavano innanzi a loro, stirando le funi con le quali eran legate ai grossi pilastri di granito. Oltre il faro, che brillava intermittente sulla sua torretta bianca alla bocca del porto, l’immensa distesa delle acque luccicava qua e la dei tremolanti riflessi della luna. I fiochi punti luminosi seminati in distanza, indicavan le barche già uscite alla pesca. L’aria pungeva più viva, tutta pregna di salsedine marina e di sito di catrame. Capitolo VII.

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Il Cane del santo di Gabriele Prinelli
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