105 lettura finita – Il Giocatore di Dostoevskij

Il giocatore di Dostoevskij

Inizio lettura 16 luglio 2007 – Termine lettura 18 luglio 2007

Tutto ruota attorno alla pallina della roulette. Rosso? Nero? Pari? Dispari? Il vero protagonista del romanzo è il gioco, o meglio il vizio del gioco. Come scrive l’anonimo autore dell’introduzione (forse è Gianlorenzo Pacini, ma non si capisce molto bene nell’edizione de I Grandi libri Garzanti) per il protagonista “… il gioco è come una prova suprema per misurare se stesso, è il simbolo di una concenzione della vita che può apprezzare la vita solo nella misura in cui si sia in ogni momento disposti a perderla e a negarla, con assoluto e totale sprezzo di ogni calcolo e ogni convenienza”. Un romanzo di forti passioni, e non poteva essere diversamente visto il tema proposto, e autobiografico. Vi consiglio prima di affrontarlo di dare un occhio alla vita dell’autore. Storia paneuropea con personaggi di tutta Europa fortemente tipicizzati in base al paese di provenienza e Dostoevskij è molto critico nei confronti dei suoi connazionali. Un libro pieno anche di curiosi errori: nella fretta della consegna (aveva scadenze particolari per il suo poco onesto editore) un conte che dopo poche pagine diventa marchese, una nonna zietta, una splendida giornata di sole che poche righe dopo è grigia e nuvolosa. Sviste a parte da leggere.

Voto: 9,5/10

Trama (da Ibs.it)
La passione febbrile per il gioco distrugge gli animi e aliena le menti in questo inferno chiuso e allucinato che riflette la dipendenza dello stesso Dostoevskij dal demone della roulette. Carico di tensione dalla prima all’ultima riga, rigoroso e implacabile nell’analisi psicologica dei posseduti, questo racconto lungo rimane uno dei testi più rappresentativi della letteratura maledetta

Scheda del libro
Autore: Dostoevskij, Fedor Mihajlovic
Titolo: Il giocatore / Fedor Dostoevskij
Pubblicazione: Milano : Garzanti, 1977
Descrizione fisica: XXVIII, 202 p. : 1 ritr. ; 18 cm
Collezione : I grandi libri Garzanti ; 195
Note Generali: Trad. di Gianlorenzo Pacini
Numeri: Bibliografia Nazionale – 79175

Collegamenti utili

Biografia di Dostoevskij

Il Giocatore

Il film (1958)

Libro elettronico

Ex libro
E ancora una volta non seppi rispondere, cioè, per meglio dire, per la centesima volta risposi a me stesso che la odiavo. Sì, lei mi era odiosa. C’erano dei momenti (e precisamente ogni volta che concludevamo i nostri colloqui) che avrei dato metà della mia vita per strozzarla. Giuro che se fosse stato possibile affondare lentamente nel suo petto un acuminato coltello, credo che lo avrei afferrato con gioia. E nello stesso tempo giuro, su tutto quanto ho di più sacro, che se sullo Schlangenberg, la vetta di moda, lei mi avesse detto: “Buttatevi giù!” l’avrei fatto immediatamente e persino con voluttà. Capitolo I.

Il francese è raramente cortese per natura; lo è sempre, come a comando, per calcolo. Se, per esempio, vede la necessità di essere bizzarro, originale, un po’ fuori del comune, la sua fantasia è la più sciocca e innaturale, fatta di forme prestabilite e già da lungo tempo diventate banali. Allo stato naturale il francese è invece un insieme di qualità più borghesi, meschine e comuni: in una parola è l’essere più noioso del mondo. Secondo me, soltanto i novellini e in particolar modo le signorine russe si lasciano incantare dai Francesi. Ma a ogni persona perbene è subito evidente e intollerabile quel burocratismo di forme prestabilite di gentilezza, di disinvoltura e di allegria da salotto. Capitolo VII.
…ricordava che aveva tradito il generale per causa mia, che era quasi ormai la sua fidanzata, che gli aveva dato la sua parola; che per lei egli aveva abbandonato la famiglia e che, infine, avendo io servito in casa sua, avrei dovuto sentire tutto ciò e… Capitolo XVI.