Mi riesce difficile esprimere un giudizio su questo libro. E’ un libro pieno di profumi e di sapori ma ho fatto fatica a sentirli. Forse andavano diluiti di più nel paesaggio e non solo nei calici di vino dove vengono elencati con tecnica enciclopedica e che quindi non sono riuscito ad apprezzare. Poteva essere un bel libro per l’olfatto. Mi è mancata la poesia del paesaggio: nel libro ho vissuto le langhe ma non sono riuscito a vederle. Belli i personaggi del luogo, meno riusciti, a mio parere gli inserimenti esotici (Maria, il protagonista stesso, e il misterioso Eta Beta).
Voto 6,5/10
Inizio lettura 06 luglio 2007 – Termine lettura 09 luglio 2007
Trama (da ibs.it)
Sono i profumi del vino e della terra, prima di tutto, a dirci che questa è una storia di Langa. Poi l’ombrosità di una donna fragile e fiera, le curve tortuose delle colline, un debito di gioco, un duello all’ultimo bicchiere… In questa storia delicata e struggente, fatta di solitudini che s’incontrano e di sapori che vengono da lontano, la penna lieve e felice di Nico Orengo riesce a raccontare le ferite che la vita incide negli animi e nei luoghi, l’eco del passato che rimbalza su un futuro sconosciuto, la difficile arte di non perdersi mai completamente.
Scheda del libro
Autore: Orengo, Nico <1944- >
Titolo: Di viole e liquirizia / Nico Orengo
Pubblicazione: Torino : Einaudi, 2007
Descrizione fisica: 155 p. ; 21 cm.
Collezione : Super ET
Numeri: ISBN – 9788806186197
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