94, 95, 96 letture finite – La casa dei fiamminghi, Maigret e il pazzo di Bergerac e Maigret al Liberty Bar di Simenon


Maigret e la casa dei fiamminghi di Simenon

Inizio lettura 29 giugno 2007 – Termine lettura 30 giugno 2007

Le tre letture che seguono fanno parte del mio progetto Maigret.

Maigret sempre lontano da Parigi, al confine con il Belgio. Come al solito non ho indovinato il colpevole fino alla fine. Simenon, un maestro, maschera le carte fino all’ultimo. Non mi aspettavo finisse così.

Voto: 8/10

Trama (da adelphi.it)
Chi ha ucciso Germaine Piedboeuf sfondandole il cranio a colpi di martello? E perché il corpo è stato gettato nella Mosa solo tre giorni dopo l’assassinio? Ma soprattutto: può una donna avere tanta forza da uccidere qualcuno a martellate? Girovagando quasi a casaccio per le strade di Givet e sulle rive della Mosa in piena sotto una pioggia gelata, mangiando fette di torta di riso nel salotto tirato a lucido dei ricchi droghieri fiamminghi, e facendosi amabilmente beffe del giovane ispettore della polizia locale incaricato dell’inchiesta, Maigret osserva e registra, com’è sua abitudine, i gesti e gli sguardi, gli ambienti e gli odori. E quando avrà scoperto l’autore di questo delitto quasi incestuoso, di questo omicidio che raggiunge, nella sua meditata efferatezza, la grandiosità di una tragedia antica, se ne tornerà a casa, a mangiare le quiche della signora Maigret, lasciando che la colpa trovi il suo castigo nella progressiva rovina della «casa dei fiamminghi».
Compiuto ad Antibes nel gennaio del 1932, La casa dei fiamminghi fu pubblicato in quello stesso anno.

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: La casa dei fiamminghi / Georges Simenon ; traduzione di Germana Cantoni de Rossi
Edizione: 4. ed
Pubblicazione: Milano : Adelphi, 2001
Descrizione fisica: 138 p. ; 20 cm.
Collezione : Gli Adelphi ; 104
Nomi: Simenon, Georges
Cantoni De Rossi, Germana

Maigret e il pazzo di Bergerac di Simenon

Inizio lettura 30 giugno 2007 – Termine lettura 1 luglio 2007

Maigret è immobilizzato ha letto per una ferita alla spalla procuratasi mentre insegue uno sconosciuto, e indaga sul pazzo di Bergerac che assassina giovani donne puntando uno spillone dritto nel cuore. Ma chi è il pazzo? A tratti pare esserlo Maigret costretto a condurre un’indagine originale, stanno sdraiato a letto convalescente.

Voto: 8,5/10

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: Il pazzo di Bergerac / Georges Simenon ; traduzione di Laura Frausin Guarino
Pubblicazione: Milano : Fabbri, stampa 2003
Descrizione fisica: 142 p. ; 19 cm.
Collezione : Le grandi inchieste del commissario Maigret
Nomi: Simenon, Georges
Frausin Guarino, Laura
Maigret alLiberty Bar di Simenon

Inizio lettura 1 luglio 2007 – termine lettura 2 luglio 2007

Chi ha ucciso il ricco mercante australiano fuggito in Europa e circondato da numerose amanti? Maigret indaga in una costa azzurra assolata e che ispira aria di vacanza. Il Liberty bar è davvero un luogo originale. Chi lo trova pare non possa farne a meno. Finale spiazzante.

Voto 9/10

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: Liberty Bar / Georges Simenon ; traduzione di Ida Sassi
Pubblicazione: Milano : Adelphi, [1997!
Descrizione fisica: 138 p. ; 20 cm.
Collezione : Gli Adelphi ; 109
Numeri: ISBN – 88-459-1288-4
Bibliografia Nazionale – 98-914
Nomi: Simenon, Georges
Sassi, Ida

93 lettura finita – Ivanhoe di Walter Scott


Ivanhoe di Walter Scott

Inizio lettura 25 giugno 2007 – Termine lettura 29 giugno 2007

Mi sono trovato ad affrontare uno dei genitori del romanzo storico. Walter Scott viene considerato, infatti, uno dei padri di quel fortunato filone che è appunto il romanzo a sfondo storico. E come tutti gli esperimenti porta in se tutti i pregi e i difetti di qualcosa di innovativo. La storia di per se è interessante, molto conosciuta (Riccardo cuor di Leone, Robin Hood e gli amici della foresta di Sherwood, il principe Giovanni…) e a tratti avvincente. Anche l’integrazione tra storia inventata e storia vera è ben equilibrata. Certo non c’è la precisione maniacale, e saggistica dei romanzi storici di oggi, che hanno, se vogliamo, il difetto di essere scritti da studiosi veri troppo severi e in alcuni casi pedanti. Walter Scott ogni tanto, si compiace un pò troppo, per il lavoro che ha fatto e ciò mi pare disturbi un pò la narrazione. Ma erano altri tempi, con un altro pubblico, con un’altra forma mentis.

Voto: 8/10

Trama (da ibs.it)
La vicenda si colloca nell’Inghilterra del XII secolo sullo sfondo dei contrasti tra sassoni e normanni. Ivanhoe, figlio di Cedric, ama, riamato, lady Rowena. Ma Cedric ha deciso di dare in moglie Rowena a Athelstane per riportare una stirpe sassone sul trono e bandisce Ivanhoe, amico del re normanno Riccardo Cuor di Leone. Il giovane va crociato al seguito di Riccardo mentre, assente il re, Giovanni usurpa il trono. Al ritorno dei crociati, Ivanhoe batte tutti i campioni dell’usurpatore. Ma i nobili normanni lo fanno prigioniero con Cedric, Rowena e Athelstane. Vengono però liberati da re Riccardo e Robin Hood…

Scheda del libro

Autore: Scott, Walter
Titolo: Ivanhoe : con una introduzione e lettera dedicatoria sul romanzo storico di Walter Scott / Walter Scott ; traduzione di Ugo Dettore ; con le incisioni di Hayez
Pubblicazione: Milano : BUR, 2007
Descrizione fisica: 537 p. : ill. ; 20 cm.
Collezione : BUR. I grandi romanzi
Titolo uniforme: Ivanhoe . -
Numeri: ISBN - 88-17-01464-8

Ex libro
Per essere un acquazzone estivo, non ho mai visto cadere dalle nuvole delle gocce così belle e grosse; anche le querce, nonostante l’aria sia calma, gemono e scricchiolano con i loro grandi rami come per annunciare la tempesta. Capitolo I.

E tutti sappiamo che un uomo può godere di maggiore impunità allorchè contravviene alla buona educazione e alla morale piuttosto che quando dimostra di non conoscere i particolari più minuti dell’etichetta di moda. Capitolo XIV.

“[...] Ad ogni modo, signor cavaliere, bevo questa coppa alla vostra salute e al succeesso di tutti gli amanti sinceri. Ma temo che voi non lo siate”, aggiunse, vedendo il cavaliere (la cui testa cominciava a scaldarsi con tutte quelle bevute) riempiva la sua coppa dalla brocca dell’acqua. “Perchè”, domandò il cavaliere, “non mi avete detto che questa acqua viene dalla fonte del vostro benedetto patrono, san Dustan?”. “Sicuro”, disse l’eremita, “e vi battezzò centinaia di pagani, ma non ho mai sentito dire che ne avesse bevuta un sorso.Tutto deve essere usato per il verso giusto in questo mondo [...]“. Capitolo XVII.

Anche ai nostri giorni in cui la morale è meglio compresa, un’esecuzione, un litigio, una rivolta o un raduno di riformatori radicali attraggono folle immense di spettatori che, pur con loro rischio personale, non hanno altro interesse che di vedere come si svolgono le cose o se gli eroi del giorno sono, per usare il linguaggio eroico dei ribelli, pietre focaie o mucchi di letame. Capitolo XLIII.

92 lettura finita – Il porto nelle nebbie di G. Simenon


Simenon, Il porto delle nebbie.

Inizio lettura 24 giugno 2007 – Termine lettura 25 giugno 2007

Simenon è abilissimo nel creare l’atmosfera. E il titolo tiene fede a ciò che il lettore “vede” leggendo il libro. Un luogo davvero affascinante il porto delle nebbie. Di solito mi piace giocare all’investigatore, ma Simenon mimetizza bene gli indizi. Fino all’ultimo regna l’incertezza così come deve essere in un buon giallo.

Voto: 8,5/10

Trama (da ibs.it)
Un uomo di una cinquantina d’anni viene fermato sui Grands Boulevards mentre si aggira in preda al panico fra autobus e macchine. Non ha documenti e dai suoi abiti sono state strappate le etichette. Non riesce a parlare. Qualche mese prima una pallottola gli ha spaccato il cranio, trasformandolo in una figura senza identità e senza memoria. In compagnia di questa muta silhouette, il commissario Maigret si immergerà nelle nebbie silenziose di Ouistreham, per sciogliere un enigma che ha la stessa cangiante apparenza del brumoso paesaggio normanno…

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: Il porto delle nebbie / Georges Simenon ; traduzione di Fabrizio Ascari
Edizione: – 9. ed
Pubblicazione: Milano : Adelphi, 2002
Descrizione fisica: 182 p. ; 20 cm
Collezione : Gli Adelphi ; 72
Note Generali: In cop.: Le inchieste di Maigret
Numeri: ISBN – 88-459-1077-6

Ex libro
E, ora, attraverso i vetri su cui gocciolava il vapore condensato, si scorgeva una nebbia spessa che foderava di un alone le luci della strada ferrata [...] Sono le sette. L’umidità dell’aria è così densa che la luce dei fanali, sul marciapiede, riesce appena a penetrare la coltre lattiginosa. Dal Capitolo I.

91 lettura finita – I Vicerè di Federico De Roberto


I Vicerè di Federico De Roberto

Inizio lettura 21 giugno 2007 – Termine lettura 24 giugno 2007

Intensa ed elaborata denuncia dello stile di vita della nobiltà siciliana a cavallo dell’unità d’Italia. Splendido l’intreccio tra sfondo storico e le vicende dei protagonisti. Al centro del romanzo vi è la “roba” di verghiana memoria con la differenza che De Roberto mette al centro non l’umile ma il ricco. Un mondo dove ciò che conta è solo ciò che appare all’esterno. E’ salvare la facciata al costo di rovinarsi l’intera esistenza, di manipolare le coscienze e le menti con qualsiasi mezzo e chi si ribella al sistema è destinato ad essere messo al margine ed isolato. Strepitosa la figura di don Blasco che porta in se tutte le contraddizioni di una società in fermento con l’affermazione di nuovi valori in campo politico, economico, religioso. Direi molto attuale.

Voto: 9,5/10

Trama (da ibs.it)
Tutta la realtà siciliana della seconda metà dell’Ottocento viene illuminata dai riflettori puntati sulle vicende della famiglia Uzeda, seguite attraverso tre generazioni. Intorno ai suoi membri si disperdono e si raggruppano i questuanti, i liberali, i benedettini di San Nicola, i lavapiatti, i piccoli affaristi, gli usurai, i codini, gli elettori del duca, i garibaldini, i prepotenti, i vili e poi i paesaggi, le campagne, i dintorni di Catania e di altre città più sfumate. De Roberto mette a nudo le lacerazioni della sua classe d’origine e dell’ingranaggio sociale, e conduce il suo atto d’accusa con spietata determinazione

Scheda del libro
Autore: De Roberto, Federico
Titolo: I vicere / Federico De Roberto ; introduzione di Mario Lavagetto
Edizione: 15. ed
Pubblicazione: Milano : Garzanti, 2004
Descrizione fisica: XXIII, 651 p. : 1 ritr. ; 18 cm.
Collezione : I grandi libri Garzanti ; 144

Ex Libro
Senza paura nè di Dio nè del diavolo, il monaco la fece costante bersaglio della sua più violenta opposizione. Se ella restrinse certe spese, la accusò di disonorar la famiglia con la sua tirchieria; se continuò a spendere in altre cose come prima, le rinfacciò di volerla portare all’ultima rovina; ascoltando gli altrui consigli, ella fu una bestia incapace di pensare col proprio cervello; se fece da sè, restò più bestia di prima, accoppiando la presunzione alla bestialità. Parte I, Capitolo III.

Fra le donne l’alterazione era più manifesta: Chiara e Lucrezia, quantunque fresche e giovani entrambe, erano disavvenenti, quasi non parevano donne; la zia Ferdinanda, sotto panni mascolini, sarebbe parsa qualcosa di mezzo tra l’usuraio e il sagrestano… Parte I, capitolo III.

Sottovoce, l’uno all’orecchio dell’altro, gli Uzeda riprendevano a darsi del matto. Non era matta Chiara che trattava la cameriera come una sorella e il bastardo di lei come un figlio suo proprio? Non era matta Lucrezia che maltrattava quel povero diavolo di Benedetto in tutti i modi? Che cos’era donna Ferdinanda, la quale, senza che gliene venisse nulla, si impacciava di tutti gli affari della parentela? E che dire del principe, il quale, dopo aver dimenticato per tanti anni la cugina, adesso si metteva con lei, sotto gli occhi del figlio?… Parte II, capitolo VI.

Un perito agrimensore compose un opuscolo intitolato: Consalvo Uzeda principe di Francalanza, brevi cenni biografici, e glielo presentò. Egli lo fece stampare a migliaia di copie e diffondere per tutto il collegio. Il ridicolo di quella pubblicazione, la goffaggine degli elogi di cui era piena non gli davano ombra, sicuro com’era che per un elettore che ne avrebbe riso, cento avrebbero creduto a tutto come ad articoli di fede. Parte III, Capitolo IX.

90 lettura finita – La pista di sabbia di Andrea Camilleri


La pista di sabbia di A. Camilleri

Inizio lettura 20 giugno 2007 – Termine lettura 21 giugno 2007

Lo avevano annunciato come un Montalbano rivoluzionario, meno thriller e più romanzo. Direi che non si scosta molto dal solito Montalbano. La lettura scorre veloce, la storia mi è parsa originale e ben congenata, la lingua usata da Camilleri è sempre più siciliana e meno italiana. Ma va bene così, crea l’atmosfera e per chi è abituato alle avventure di Montalbano non crea alcuna difficolta.

Voto: 9/10

Sintesi (da ibs.it)
Tutto comincia una mattina, quando il commissario Montalbano si alza, spalanca le persiane della sua camera e vede un cavallo morto sulla riva. Fa appena in tempo a convocare i suoi uomini e il cavallo è sparito, rimane solo il segno del corpo sulla sabbia. Quello stesso giorno una “forestiera”, Rachele Estermann, denuncia al commissario di Vigata il furto del suo purosangue mentre nelle scuderie di Saverio Lo Duca, uno degli uomini più ricchi della Sicilia, un altro cavallo è svanito nel nulla. Poco dopo viene trovato cadavere anche un custode delle scuderie. Montalbano si ritrova così a dover indagare nel mondo delle corse e delle scommesse clandestine.

Scheda del libro
Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: La pista di sabbia / Andrea Camilleri
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, [2007]
Descrizione fisica: 263 p. ; 17 cm.
Collezione : La memoria ; 717
Numeri: ISBN – 88-389-2216-0

Ex libro
“Ah, senti. Come devo vestirmi?”. “Nudo. Il nudo ti dona”. Capitolo IV.

“Ma che piacere! Sono il marchese Ugo Andrea di Vilanella. Lei è parente del tenente Colombo?”. “Il tenente dei carabinieri di Fiacca? No non sono…”. Non parlavo del tenente dei carbinieri, ma di quello della televisione, sa, quello con l’impermeabile e con la moglie che non si vede mai…”. Capitolo VI.

Da tempo meditava di riscriviri la Costituzione. Dato che lo facivano porci e cani, pirchì non lo potiva fari macari lui? L’articolo primo sarebbi stato accussì concepito: “L’Italia è una repubblica precaria fondata sui disguidi”. Capitolo XV.

89 lettura finita – Jane Eyre di Charlotte Bronte


Jane Eyre di C. Bronte

Inizio lettura 18 giugno 2007 – Termine lettura 20 giugno 2007

Un “librone”. Sentimento, tragedia, colpi di scena, religione, a tratti persino racconto d’orrore un libro che mi ha conquistato dalla prima all’ultima pagina. Charlotte Bronte affianca una vena narrativa di prim’ordine ad una fantasia effervescente. Scrive e descrive con uno stile tale che il lettore vede ciò che legge, entra nei palazzi, percorre le brughiere, attraversa i boschi, contempla cieli stellati e gode del tepore dell’estate inglese. Una volta tanto i protagonisti non sono dei belli: come scrive la voce narrante: brutto lui e bruttina lei, ma entrambi hanno un fascino che conquista.

Sintesi (da ibs.it)
La storia romantica di una modesta e poco appariscente istitutrice che, con il suo fascino discreto e la sua forza di carattere, riesce a conquistare il tenebroso e avvenente signore di Rochester, la cui giovane figlia è affidata alle sue cure.

Scheda del libro
Autore: Bronte, Charlotte
Titolo: Jane Eyre / Charlotte Bronte ; introduzione di Oriana Palusci ; traduzione di Giuliana Pozzo Galeazzi
Pubblicazione: Milano : Biblioteca universale Rizzoli, 1993
Descrizione fisica: XLIII, 519 p. ; 18 cm.
Collezione : BUR . L ; 924
Numeri: ISBN – 88-171-6924-2

Ex libro

Sulla cima della collina, sopra di me, sorgeva la luna; ancora pallida come una nube, ma più brillante di momento in momento, sembrava contemplare dall’alto il villagio di Hay, seminascosto fra gli alberi, coi suoi fumi azzurri che si alzavano in cielo dai rari comignoli: era ancora distante un miglio, ma nel silenzio assoluto potevo udire distintamente i lievi sussurri della sua vita. Capitolo XII.

Il sentimento senza la ragione è davvero una bevanda annacquata; ma la ragione non temperata dal sentimento è un boccone troppo amaro e duro perchè l’uomo lo possa inghiottire. Capitolo XXI.

Possano i tuoi occhi non versar mai quel diluvio di cocenti lacrime, strappate dal cuore, che versarono i miei. Possa tu non dover mai rivolgere al cielo preghiere così disperate e angosciose come quelle che sfuggirono allora dalle mie labbra; possa non dover mai temere di essere, come me, lo strumento della rovina di colui che soprattutto ami. Capitolo XXVII.

88 lettura finita – Maigret e il caso Sailt-Fiacre di G. Simenon


Maigret e il caso Saint-Fiacre

Inizio lettura 17 giugno 2007 – Termine lettura 18 giugno 2007

Maigret questa volta è alle prese con un delitto che non può punire. Nel castello della sua infanzia è quasi smarrito tra i ricordi d’infanzia e un caso difficile da capire. Notevole e avvincente il finale con Maigret disorientato spettatore del conte di Saint-Facre.

Voto: 8,5/10

Trama
Un biglietto anonimo annuncia un omicidio nel paese natale di Maigret durante la prima messa della commemorazione dei defunti. Lo stesso Maigret è testimone dell’assassinio annunciato. Ma non c’è pistola, non c’è veleno, nessuna arma del delitto.

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: Maigret e il caso Saint-Fiacre / Georges Simenon ; traduzione di Rosalba Buccianti
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1989
Descrizione fisica: 152 p. ; 19 cm.
Collezione : Oscar gialli ; 32
Numeri: ISBN – 88-04-32589-5

87 lettura finita – La Certosa di Parma di Stendhal


Stendhal, La certosa di Parma

Inizio lettura 14 giugno 2007 – Fine lettura 16 giugno 2007

Romanzo immenso per mole e contenuto. Decisamente mi è piaciuto di più rispetto al “Il rosso e il nero” anche se tematica e stile mi sembrano simili. Sono romanzi dagli amori impossibili (uomini frivoli e donne risolute nell’abbandonarsi o a resistere eroicamente alle tentazioni) già molto lontani dal nostro modo di “sentire” anche se sono passati “solo” 150 anni o poco più. Personalmente la seconda parte del romanzo, l’ho trovata più avventurosa e piacevole, un pò più alla Dumas (autore che mi piace molto). Certo che nobili e borghesi erano proprio dei tipi originali. In un mondo così isterico non so se mi sarei trovato bene… E’ un libro che non scorre tutto d’un fiato ma che penso sia indispensabile leggere.

Voto: 9/10

Scheda del libro

Autore: Stendhal
Titolo: La Certosa di Parma / Stendhal ; Versione di Emilio Tadini
Pubblicazione: Milano : Garzanti, 1965
Descrizione fisica: 411 p. ; 18 cm
Collezione : Garzanti per tutti

Sintesi (da ibs.it)

Ambientate in un un’Italia ottocentesca in parte fantastica, in parte reale, le avventure di Fabrizio del Dongo si snodano in una serie di incontri e peripezie al termine dei quali si trova il luogo del silenzio, lo spazio simbolico dell’isolamento e della rinuncia: la Certosa di Parma. È un romanzo modernissimo, profondamente “realista”. Stendhal vi riassume a un tempo lo spaesamento che la nascente società borghese determina nell’individuo e la perdita tutta individuale delle illusioni.

Ex libro
I paesi, a mezza costa, si nascondono nel folto degli alberi, e sopra si vedono spuntare i loro bei campanili; i campi sono piccoli, tra i boschi di castagni e di ciliegi selvatici, e si prova piacere a guardarli, come se le piante che crescono qui fossero più forti e vive delle altre. dev’essere bello stare in quelli eremitaggi, in cima alle colline. Parte Prima, I.

83-86 letture finite


Simenon, Maigret al convegno dei terranova

Autore: Simenon, Georges
Titolo: Maigret al “convegno dei Terranova” / Georges Simenon
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1968
Descrizione fisica: 158 p. ; 19 cm.
Collezione : Le inchieste del commissario Maigret ; 54

Simenon, Maigret e la ballerina del Gai Mulin

Autore: Simenon, Georges
Titolo: Maigret e la ballerina del Gai Moulin / di Georges Simenon
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1967
Descrizione fisica: 173 p. ; 19 cm.
Collezione : Le inchieste del commissario Maigret ; 47

Simenon, Maigret e l'osteria dei due soldi

Autore: Simenon, Georges
Titolo: Maigret e l’osteria dei due soldi / Georges Simenon
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 1968
Descrizione fisica: 168 p. ; 19 cm.
Collezione : Le inchieste del commissario Maigret ; 52

Maigret e l'ombra cinese

Autore: Simenon, Georges
Titolo: Maigret e l’ombra cinese / Georges Simenon ; traduzione di Lea Grevi
Pubblicazione: Milano : Nuova Fonit Cetra : A. Mondadori, c1989
Descrizione fisica: 155 p. ; 19 cm.
Collezione : Le inchieste del commissario Maigret ; 6

Inizio letture 11 giugno 2007 – Fine letture 14 giugno 2007

Altri 4 racconti di Maigret che mi hanno fatto compagnia durante un breve ricovero in ospedale. Letture piacevoli che tengono sveglia la mente anche in situazioni particolari.

82 lettura finita


La Signorina Fifì di Maupassant

Inizio lettura 06 giugno 2007 – Fine lettura 10 giugno 2007

Il volume è una raccolta di brevi racconti dai temi più svariati. Maupassant ha uno stile di scrittura che conquista il lettore e rende piacevole e scorrevole la lettura anche per chi, come per il sottoscritto, che non ama particolarmente le raccolte di racconti. I migliori sono in assoluto “Marroca” e “Il vecchio” -strepitoso- mentre la “Signorina Fifì” che da il titolo al libro mi è parso di gran lunga il peggiore. Da leggere.

Scheda del libro

Autore: Maupassant, Guy : de
Titolo: La signorina Fifi e altre novelle / Guy de Maupassant ; traduzione di Mario Picchi ; con uno scritto di Lev Tolstoj
Pubblicazione: Milano : Oscar Mondadori, 2005
Descrizione fisica: XXVIII, 338 p. ; 19 cm.
Collezione : Oscar classici ; 616
Numeri: ISBN – 88-04-54619-0

Sintesi (da Ibs.it)
Allievo di Flaubert, Guy de Maupassant ha lasciato al lettore moderno un illuminante ritratto della società borghese della Francia del Secondo Impero e è proprio nella misura breve della novella che il suo stile, di grande realismo descrittivo, ma anche di profonda sensibilità psicologica e accesa sensualità, raggiunge i risultati migliori. Come nelle novelle qui raccolte, in cui tornano i temi cari all’autore di “Bel Ami”: i paesaggi della Normandia, gli amori infelici, l’infanzia abbandonata, la crudeltà della guerra, la mediocrità della vita borghese.

Ex Libro

Il mare d’inverno… secondo Maupassant.
Mi piace il mare a dicembre… ci sono restati solamente i pescatori che passano a gruppi, camminando pesantemente coi loro stivaloni marini, la gola coperta di lana, portando in una mano un litro d’acquavite e nell’altra la lanterna della barca. Le nuvole arrivano dal nord e corrono spaventate nel cielo cupo; il vento soffia. Le grandi reti scure sono stese sulla sabbia, coperte dai rottami portati dalle onde. E la spiaggia sembra triste… Il mare grigio e freddo, con la sua frangia di schiuma, sale e scende su quel greto deserto, infinito e sinistro. Da i “Relitti”.

Lo Scirocco
Era di luglio, un torrido pomeriggio. Il lastricato era caldo da poterci cuocere il pane, la camicia, subito fradicia, mi s’incollava addosso e, su tutto l’orizzonte, ondeggiava un tenue vapore bianco, l’ardente vampa dello scirocco che sembra calore palpabile. Scesi verso il mare e, facendo il giro del porto, mi misi a percorrere la riva lungo la bella baia, dove sono i bagni. La montagna ripida, coperta di cedui, di alte piante aromatiche dagli odori possenti, si arrotonda intorno alla piccola insenatura in cui s’immergono, giro giro, scuri roccioni. Non c’era anima viva; nulla che si muovesse; non un grido d’animale, nè un d’uccello, nè un rumore; neppure uno sciacquio, tanto il mare immobile pareva intorpidito sotto il sole. Da Marroca.

I Ghiacciai
Visti così a distanza non sembravano immensi, eppure quella vista mi ha fatto rabbrividire. Un radioso sole al tramonto ci colpiva; il calore era tremendo. I monti di ghiaccio restavano freddi e candidi. La Jungfrau, la Vergine, dominava i suoi fratelli mostrando il gran fianco innevato, e tutti, a perdita d’occhio, si rizzavano intorno a lei – i giganti dalla testa pallida, le cime eternamente ghiacciate che la luce morente rendeva più chiare, come inargentate contro l’azzurro cupo della sera. Quella folla inerte e colossale faceva pensare al principio d’un mondo nuovo e straordinario, a una regione dirupata, morta, immobile ma seducente come il mare, piena d’un fascino misterioso. L’aria che aveva sfiorato quelle cime sempre gelide e veniva a noi passando sulle campagne strette e fiorite, era diversa dall’aria fecondatrice delle pianure – con un che di aspro e di forte, di sterile, quasi un sapore degli spazi inacessibili. Da Alle acque.

81 lettura finita


Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Stevenson

Inizio lettura 05 giugno 2007 – Termine lettura 05 giugno 2007

Perfetta metafora dell’essere umano. Ognuno di noi nasconde un signor Hyde (che in inglese significa nascosto) che a volte prende il sopravvento e non ci lascia più. E Stevenson sottolinea i due “volti” delle persone dandone unaefficace descrizione fisica. Jekyll bello e amabile, il volto buono, Hyde brutto e inquitante, il volto impresentabile. E come tutti i lati peggiori della nostra persona si nasconde, si oscura alla vista degli altri. Scritto negli anni 80 dell’800: geniale.

Voto: 9/10

Trama (da ibs.it)

Il singolare “caso” del dottor Jekyll e del suo doppio, il signor Hyde, diventa teatro di uno spietato confronto tra istinto e ragione, tra le esigenze della virtù e le pulsioni più oscure e ribelli che albergano ne] cuore dell’uomo. Scritto in maniera lucida ed essenziale, divenuto armai un classico dell’horror per il clima di mistero e di terrore in cui si svolge la vicenda, questo racconto ha pagine di alta potenza suggestiva, che uniscono al brivido e alla suspense lo spirito austero e ferrigno dei sermoni.

Scheda del libro

Autore: Stevenson, Robert Louis
Titolo: Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde / Robert Louis Stevenson ; introduzione di Francesco Binni ; presentazione traduzione e note di Laura Ferruta
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Milano : Garzanti, 1989
Descrizione fisica: XXV, 129 p. : 1 ritr. ; 18 cm
Collezione : I grandi libri Garzanti ; 348

79 e 80 letture finite


il crocevia delle tre vedove di Simenon

Un delitto in Olanda di Simenon

Inizio lettura 02 giugno 2007 – Termine lettura 05 giugno 2007

Prosegue la mia lettura dei romanzi di Maigret. Piacevoli come al solito il secondo più del primo. Quando Maigret si misura col crimine organizzato manca qualcosa…

Voto: 7,5/10 per Il crocevia delle tre vedove

Voto: 8,5/10 per Delitto in Olanda

Trame (da ibs.it)

Il Crocevia delle Tre Vedove” è un tipico Maigret degli esordi: come “Pietr il Lettone” (Adelphi, 1993) mette in scena il mondo della criminalità organizzata, delle grandi bande di delinquenti internazionali con cui la polizia si scontra in una guerra spietata ma leale, che non esclude tra i contendenti una reciproca stima. Gli elementi di fascino del Crocevia delle Tre Vedove sono soprattutto due: da un lato lo sfondo, e dall’altro la coppia di personaggi da cui prende le mosse l’azione.

In un paesino olandese da cartolina “dove tutti sono felici, o quasi, e soprattutto dove tutti controllano i propri istinti perché questa è la regola se si vuole vivere nella società”, Maigret scopre subito una rete di sofferenze e insofferenze, di passioni e di risentimenti, e provvede a spiegare un delitto mettendolo in scena e facendo recitare a ciascuno dei protagonisti la parte che gli spettava nella realtà.

Schede dei libri

Autore: Simenon, Georges
Titolo: Il crocevia delle Tre Vedove / Georges Simenon ; traduzione di Emanuela Muratori
Pubblicazione: Milano : Adelphi, \1996!
Descrizione fisica: 141 p. ; 20 cm
Collezione : Gli Adelphi ; 99
Note Generali: In cop.: Le inchieste di Maigret
Numeri: ISBN – 88-459-1230-2

Autore: Simenon, Georges
Titolo: Un delitto in Olanda / Georges Simenon ; traduzione di Ida Sassi
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Milano : Adelphi, 1999
Descrizione fisica: 146 p. ; 19 cm.
Collezione : Gli Adelphi ; 92
Numeri: ISBN – 88-459-1204-3