LII lettura finita


La strana prole del cardinale Guzman di Louis de Bernieres

Inizio lettura 26.02.2007 – Termine lettura 02.03.2007

Ironico, drammatico, assurdo, crudele, storico, attuale, a tratti davvero spassoso. In questo libro c’è tutto. Cochadebajo de los gatos è il centro del mondo. Personaggi fantastici e avventure al limite del paradosso in questo paese andino che potrebbe essere la metafora di tutti i luoghi e nessuno: spesso mi pare di vederci dentro l’Italia intera. Un libro che ti da sentimenti contrastanti: a volte lo pianteresti li a volte ti affascina e avvince. Da leggere per credere.

Voto: 10/10

C’erano tre vecchi camion inaffidabili che trasportavano l’equipaggiamento da campo e le provviste generiche. Per prima cosa, monsignor Anquilar li mandava avanti verso il punto prestabilito, in cui intendevano accamparsi per la notte. Ma gli autisti non sapevano mai con certezza dove fermarsi e in genere continuavano a guidare finchè non raggiungevano un uogo verosimile che, secondo loro si trovava a non più di un giorno di cammino dal punto di partenza. Erano sempre ottimisti nelle loro stime, e dopo il crepuscolo, facevano il percorso a ritroso finchè non incontravano i crociati, sempre in preda a una livida rabbia perchè al loro arrivo non avevano trovato nè cibo nè riparo. Un giorno monsignor Rechin Anquilar guardò la mappa e si rese conto di non avere la minima idea di dove fossero; per combinazione, anche gli autisti dei camion di accorsero di essersi persi e all’unanimità decisero di continuare a guidare finchè non avessero trovato qualcuno che comprasse i veicoli e l’attrezzatura, e ciò speiga come mai nella regione di Cesar vi sia un circo viaggiante con numerose tende decorate con croci dipinte e tre camion stravecchi registrati come proprietà della Chiesa; il bollo di circolazione viene tuttora pagato con cadenza annua da un occhialuto impiuegato coscienzioso, smarrito per sempre nel labirinto della bizantina burocrazia ecclesiastica. Pag. 264.

Ma Don Emmanuel era dotato di un umorismo britannico, esarcebato dall’aver frequentato una scuola privata inglese progressista, così, invece di uscire, tenne le coperte sopra la testa di Felicidad e lasciò che l’uragano nella sua pancia deflagrasse liberamente in un vero e proprio tornado di gas infiammabile e maleodorante. Lei si dibattè e urlò, morse e diede calci, e alla fine se ne andò infuriata, giurando che non sarebbe tornata mai più. Pag. 141.

A un tratto i conservatori, finanziati dagli industriali e, in segreto, pure dalla Chiesa, risposero affiggendo in tutto il paese enermi cartelloni che raffiguravano Sua Eccellenza ed Eva Peron come in un fumetto. Lei domandava: “Che cosa usavamo in questo paese prima delle candele?” e l’altro rispondeva: “L’elettricità”. Pag. 118.

Autore: Bernieres, Louis : De
Titolo: La strana prole del cardinale Guzman / Louis De Bernieres ; traduzione di Corrado Piazzetta
Pubblicazione: Parma : U. Guanda, [2006]
Descrizione fisica: 439 p. ; 21 cm.
Collezione : Narratori della Fenice
Numeri: ISBN – 88-8246-801-1

LI lettura finita


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Inizio lettura 20.02.2007 – Termine lettura 26.02.2007

Hugo narratore ipnotizza il lettore nonostante le sue “divagazioni” interrompano lo svolgersi dell’azione. Ma si sa alla sua epoca funzionava così. Centro dell’azione è la guerra di Vandea e, come dice il titolo, l’anno 1793. Zio e nipote in lotta per il potere, l’uno per il re l’altro per la repubblica. Finale tragico e sorprendente. Lettura che consiglio d’estate e in momenti in cui si ha la mente libera.

Voto: 8/10

Autore: Hugo, Victor
Titolo: Novantatre / Victor Hugo ; a cura di Francesco Saba Sardi
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1995
Descrizione fisica: LV, 369 p. ; 18 cm
Collezione : Oscar classici ; 311
Numeri: ISBN – 88-04-39344-0

L lettura finita


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Inizio lettura 19.02.2007 – Fine lettura 19.02.2007

Tutta colpa di una cartolina. Il primo romanzo di Camilleri. Nella post-fazione intitolata “Mani avanti” lo scrittore siciliano ripercorre il suo difficile esordio come narratore… e penso che coloro che lo rifiutarono ancora oggi le mani se le mangino dalla rabbia. Un Montalbano, il maresciallo Corbo, prima di Montalbano, con la sua squadra di fidati collaboratori, con il suo carattere già ben delineato, con la Sicilia ricca di personaggi e storie.

Voto: 9,5/10

Lontano a ponente, verso il mare distante qualche chilometro, la sagoma frastagliata di Capo Rossello spiccava controluce, scura, sullo specchio calmo, arrossato, mentre da levante carriche nuvole d’acqua arrancavano verso il paese appena visibile ai piedi della collina sulla quale loro si trovavano. Pag. 9.

Si raggiunse però un accordo: il santo, prima di essere fatto volare dai gradini, veniva dai preti declassato a comune mortale, gli levavano la spera dalla testa e non lo accompagnavano per il paese. La vera processione, quella riconosciuta dal vescovo, avveniva la sera, quando, di ritorno dai suoi ultimi giretti sul molo, al santo veniva di nuovo messa in testa la spera: ma la voce popolare diceva che di quella processione serale, tanto composta, con dietro solo qualche vecchio e le signore civili, San Calogero si stufava fino alle lagrime. Pag. 102

Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: Il corso delle cose / Andrea Camilleri
Pubblicazione: 8. ed. Palermo : Sellerio, 2001
Descrizione fisica: 145 p. ; 17 cm.
Collezione : La memoria ; 423
Numeri: ISBN – 88-389-1472-9

XLIX lettura finita


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Inizio lettura 18.02.2007 – Fine lettura 18.02.2007

Una volta tanto mi sono concesso un Simenon non Maigret. E devo dire che non è stata una scelta felice. Lo stile dello scrittore rimane fantastico, ma la storia non mi ha preso più di tanto: il dramma personale di un medico di campagna incapace di vivere schiacciato da una madre ingombrante e che scopre di essere sempre stato quello che gli altri volevano. Quando si decide per il grande passo…

Voto: 6,5/10

Autore: Simenon, Georges
Titolo: Il clan dei Mahe / Georges Simenon ; traduzione di Laura Frausin Guarino
Pubblicazione: Milano : Adelphi, [2006!
Descrizione fisica: 149 p. ; 22 cm.
Collezione : Biblioteca Adelphi ; 496
Numeri: ISBN – 88-459-2064-X

XLVIII lettura finita


Gli ultimi figli di Silvia Bonucci

Inizio lettura 15.02.2007 – 17.02.2007

Con una narrazione pacata la Bonucci ci conduce per mano alla scoperta della storia di due fratelli nella toscana del dopoguerra attraverso i mutamenti della società: la distribuzione agraria, la prima indistrializzazione, le lotte sindacali, le cooperative… Battaglie per migliorare le proprie vite ma con strade diverse: legato alla terra un fratello, affascinato dalla città e dall’inustria l’altro. La storia, ben scritta, scorre senza grandi scossoni. Scoprirai i colori della campagna, i profumi dell’estate, gli odori e le polvere degli altiforni. Una lettura di sognanti ricordi (per chi li ha vissuti) e di scoperta dell’Italia che non c’è più (per i più giovani).

Voto: 9/10

Autore: Bonucci, Silvia
Titolo: Gli ultimi figli / Silvia Bonucci
Pubblicazione: Roma : Avagliano, [2006!
Descrizione fisica: 229 p. ; 20 cm.
Collezione : I tornesi ; 21
Numeri: ISBN – 88-8309-211-2

XLVII lettura finita


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Inizio lettura 14.02.2007 – Fine lettura 14.02.2007

Il nostro orizzonte culturale è davvero lontano da quello descritto dal romanzo di Kawabata. I rituali delle geishe, i comportamenti tra i personaggi della storia, alcune allegorie per noi occidentali non sono comprenibili. Del resto, leggevo, che vi fu stupore in Giappone per il nobel assegnato a questo scrittore: loro stessi si domandavano se davvero riuscissimo a comprendere gli scritti di questo autore nipponico. E’ una lettura da affrontare con una certa preparazione culturale al paese nipponico; senza si perde il senso di molte cose. Io rientro nella categoria dei lettori senza preparazione e così mi sono fermato ad apprezzare lo stile letterario che rende la lettura piacevole, e la descrizione della natura, con il susseguirsi delle stagioni, incantevole. Mi rimane il rammarico di non aver apprezzato il senso più profondo di questo romanzo. Non do voto: non si può giudicare senza conoscere.

Il paesaggio era scuro, severo. Il crepitio della neve che gelava sulla terra pareva rimbombare nelle sue profondità. Non c’era luna. Le stelle, troppe per sembrare vere, si affacciavano in cielo con scintillio così vivo che parevano pricipitare nel vuoto. E più le stelle si avvicinavano, più il cielo pareva sprofondare nel colore della notte. Le vette della catena montuosa, confondendosi l’una con l’altra, si levavano massicce sull’orlo del cielo stellato in un’oscurità così greve e fosca che pareva partecipare del loro peso. L’insieme della scena notturna si fondeva in una, serena armonia. Parte prima.

Il colore della sera era già caduto sulla vallata montana, ormai sepolta tra le ombre. Stagliati contro il crepuscolo i monti lontani, che ancora riflettevano la luce del sole morente, parevano ravvicinati. E in breve, mentre i burroni si allontanavano e avvicinavano, s’innalzavano e si abbassavano, le ombre incominciarono a incupirsi tra essi, e il cielo si fece rosso sui monti nevosi, bagnati ormai appena da una debole luce. I boschi di cedro spiccavano foschi lungo la riva del fiume, nel campo da sci, attorno al santuario. Parte Prima.

Autore: Kawabata, Yasunari
Titolo: Il paese delle nevi / Yasunari Kawabata
Pubblicazione: Torino : Einaudi, \2002!
Descrizione fisica: 149 p. ; 20 cm
Collezione : Einaudi tascabili ; 935
Note Generali: Trad. dall’inglese di Luca Lamberti
Titolo uniforme: Yukiguni. -
Numeri: ISBN – 88-06-14633-5

XLVI lettura finita


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Inizio lettura 13.02.2007 – Fine lettura 14.02.2007

‘Si chiama Violante’ è il primo romanzo di Rossana Copez, insegnante e collaboratrice di riveste e quotidiani. E’ la storia di una donna feudataria catapultata in una Sardegna protettorato degli aragonesi e contesa da sardi e saraceni. Donna Violante esce dagli schemi mentali tipici del medioevo: rifiuta la guerra, respinge la vendetta e così disorienta il mondo che la circonda e suscita l’invidia della nobiltà. A mio modo di vedere la seconda parte del libro è meglio riuscita rispetto alla prima (che mi pare troppo frammentata da flashback). Nel complesso mi pare un buon libro.

Voto: 8,5/10

XLV lettura finita


colore_del_sole.jpgInizio lettura 13.02.2007 – Fine lettura 13.02.3007

Il Maestro è tornato. In questo romanzo, (una riproduzione di stralci del diario di Michelangelo Merisi scritto con una ricostruita lingua seicentesca) Camilleri racconta il periglioso soggiorno siciliano di Caravaggio. Il tutto comincia ai giorni nostri alla rappresentazione di una tragedia al teatro di Siracusa: un biglietto trovato in tasca, un numero di telefono, un viaggio misterioso, manoscritti inediti. La stravaganza del grande artista, il genio ribelle, le turbe del creatore di opere d’arte, la società del seicento: risulta essere un racconto originale, divertente, godibile.

Voto:9,5/10

… Hieri dopo doi jorni e doi notti di pioggia passando per lo chiostro de lo convento per caso ebbi a rimirar una testa d’homo che parea decollata dentro una pozza d’acqua. Irsuta, di sotto a li baffi scomposti tenea la bocca aperta come per grave dolore e vedevansi li denti guasti e gialli. A un movimento che feci anco la testa ne la pozza si mosse et allora capii essere io. Non eromi riconosciuto. Capitolo III, Siracusa.

Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: Il colore del sole / Andrea Camilleri
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 2007
Descrizione fisica: 122 p., [8] c. di tav. : ill. ; 20 cm.
Collezione : Scrittori italiani e stranieri
Nomi: Camilleri, Andrea

XLIV lettura finita


Ragionevoli dubbi di Gianrico Carofiglioragionevoli_dubbi.jpg
Inizio lettura 12.02.2007 – Fine lettura 13.02.2007

Lettura avvincente. Uno di quei libri che non smetteresti mai di leggere: se lo hai tra le mani prima di dormire ti terrà sveglio fino alla fine. La vena narrativa di Carofiglio è notevole. L’argomento legale è ben trattato e ben descritto, non solo non annoia ma addirittura è piacevole. L’avvocato Guido Guerrieri con i suoi pensieri -pensati e non detti- “prende” il lettore.

Voto: 10/10

Autore: Carofiglio, Gianrico
Titolo: Ragionevoli dubbi / Gianrico Carofiglio
Edizione: 2. ed
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2006
Descrizione fisica: 303 p. ; 17 cm.
Collezione : La memoria ; 690
Numeri: ISBN – 88-389-2146-6

43 lettura finita – Uno studio in rosso di Conan Doyle


Inizio lettura 11.02.2007 – Fine lettura 11.02.2007

Si legge d’un fiato favorito da un’ottima vena artistica di Doyle. Scaltro, vanitoso e molto orgoglioso. Un personaggio modernissimo. Penso che Sherlock Holmes non abbia bisogno di presentazioni.

Voto:9,5/10

Ex Libro

- Vede – mi spiegò – secondo me, il cervello d’un uomo, in origine, è come una soffitta vuota: la si deve riempire con mobilia a scelta. L’incauto v’immagazzina tutte le mercanzie che si trova tra i piedi: le nozioni che potrebbero essergli utili finiscono col non trovare più il loro posto o, nella migliore delle ipotesi, si mescolano e si confondono con una quantità d’altre cose, cosicché diventa molto difficile trovarle. Lo studioso accorto invece, seleziona accuratamente ciò che immagazzina nella soffitta del suo cervello. Mette solo gli strumenti che possono aiutarlo nel lavoro, ma di quelli tiene un vasto assortimento, e si sforza di sistemarli nel miglior ordine. È un errore illudersi che quella stanzetta abbia le pareti elastiche e possa ampliarsi a dismisura. Creda a me, viene sempre il momento in cui, per ogni nuova cognizione, se ne dimentica qualcuna appresa in passato. Per questo è molto importante evitare che un assortimento di fatti inutili possa togliere lo spazio di quelli utili. La Scienza delle deduzione.

Scheda del libro
Autore: Doyle, Arthur Conan
Titolo: Uno studio in rosso / Arthur Conan Doyle ; presentazione di Oreste Del Buono
Pubblicazione: \Roma! : L’Unita ; \Milano! : A. Mondadori, stampa 1992
Descrizione fisica: 147 p. ; 19 cm
Collezione : Il giallo del lunedi ; 6
Note Generali: Ed. fuori commercio riservata ai lettori dell’Unita

XLII lettura finita


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Inizio lettura 09.02.2007 – Termine lettura 10.02.2007

Gli scrittori siciliani si confermano tra le mie letture preferite. Sciascia per me era un inedito e mi dispiace di averlo trascurato fino ad ora. Con ironica rassegnazione ci accompagna nell’insabbiatura (aimè reale) dei delitti raccontati nel romanzo. Sicilia, Roma, Emilia… brevi pennellate che dipingono perfettamente l’Italia.

Voto:10/10

Autore: Sciascia, Leonardo
Titolo: Giorno della civetta / Leonardo Sciascia
Edizione: 12. ed
Pubblicazione: Torino : Einaudi, stampa 1979
Descrizione fisica: 120 p. ;20 cm.
Collezione : Nuovi coralli ; 17

XLI lettura finita


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Inizio lettura 07.02.2007 – Fine lettura 08.02.2007

Già il titolo colpisce nell’immaginario collettivo: il mondo di Ben Hur. Poi nella sovracoperta scopriamo che l’autore godrebbe di una felice vena narrativa. Quindi mi dico è da leggere. E devo dire che il saggio mantiene le attese. Ben raccontato non travolge il lettore con un’infinità di numeri e nomi. Ha quello che basta per capire (che nulla è cambiato dall’Ippodromo romano allo stadio italiano) e apprezzare una fetta di storia che di solito non si conosce. Ottimo saggio.

Voto:

Le quattro scuderie erano un’isituzione e sarebbe stato così per secoli, non solo a Roma ma anche nelle città di provincia dell’impero romano, che copiarono il sistema, e in seguito a Costantinipoli. La cosa sorprendente è che la separazione tra i diversi strati della popolazione, che caratterizzava tanto fortemente la società romana, sembrava scomparire all’interno delle varie tifoserie. Sia i rappresentanti dell’élite che la gente comune potevano fare il tifo per la stessa scuderia, comportandosi come i tifosi di oggi che sostengono la loro squadra del cuore. Finchè le cose andavano bene acclamavano i loro beniamini, ma se la vittoria non arrivava cadevano in uno stato di profonda prostrazione o rabbia e scandivano slogan denigratori. A volte perdevano totalmente il controllo e sfogavano la loro aggressività sui tifosi delle altre scuderie, ma anche sui dirigenti della propria scuderia, che ritenevano responsabili della sconfitta dei loro aurighi. Capitolo 4, preparativi e l’organizzazione.
[Anno 532 d.C. Costantinopoli] Come nella stragrande maggioranza dei casi, anche questa volta i disordini presero spunto dalla profonda rivalità tra le tifoserie delle due squadre, i Verdi e gli Azzurri, che vestiti nei prorpio colori si scambiavanpo gli insulti più violenti. Gli scontri del 13 gennaio furono la valvola di sfogo della tensione che si andava accumulando ormai da settimane tra i Verdi e gli Azzurri. Si fronteggiavano ovunque, dentro e fuori l’Ippodromo, nei popolosi quartieri cittadini. Capitolo 1, La rivolta di Nika
Autore: Meijer, Fik
Titolo: Il mondo di Ben Hur : spettacolo delle corse nell’antica Roma / Fik Meijer ; traduzione di Claudia Di Palermo
Pubblicazione: Roma ; Bari : Laterza, 2006
Descrizione fisica: X, 243 p. : ill. ; 21 cm.
Collezione : I Robinson. Letture
Numeri: ISBN – 88-420-8017-9

XL lettura finita – I dodici abati di Challant di Laura Mancinelli


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Inizio lettura 05.02.2007 – Fine lettura 06.02.2007

Non c’è molto da aggiungere alle altre brevi recensioni che ho dedicato a Laura Mancinelli. Si tratta di tre letture (è una raccolta di tre romanzi) come al solito originali e piacevoli. A mio parere il migliore è il secondo: il miracolo di Santa Odilia ambientato in un convento dove tutti sono alla ricerca del miracolo mancante. Ottimo libro per trascorrere qualche ora serenamente.

Voto:

Di fronte si levava un monte ancora coperto di neve, che rifletteva la luce come bianchissimo marmo. Lì attendeva il sorger della luna. Un chiarore lattigno indicava il punto in cui l’astro sarebbe sorto, e s’andava sfumando dolcemente all’intorno e disegnava la sagoma del monte come scura sembianza di pietra. Poi, quando il chiarore s’era fatto più intenso e quasi sfavillante, d’un tratto la luce s’espandeva sopra il crinale e scivolava giù lungo il monte come bianco torrente e la montagana diventava un luminoso grandissimo diamante. L’asrologo, I dodici abati di Challant.

Autore: Mancinelli, Laura
Titolo: I dodici abati di Challant ; Il miracolo di Santa Odilia ; Gli occhi dell’imperatore / Laura Mancinelli
Pubblicazione: \Milano : Fabbri, c2001, stampa 2002
Descrizione fisica: 372 p. ; 19 cm.
Collezione : I classici del romanzo storico

39 lettura finita – La luna e i falò di Cesare Pavese


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Inizio lettura 02.02.2007 – Fine lettura 04.02.2007

Le memorie di “Anguilla” trovatello fuggito in America per vedere il mondo e ritornato nelle sue langhe dopo avere trovato fortuna. Con l’amico Nuto rivive il passato che non c’è più. Riscopre i colori, gli odori le usanze del suo vecchio mondo. Anguilla racconta e sospira. Torna a rivedere i luoghi in cui è cresciuto chiede della sua famiglia adottiva e della Mora, la cascina dove ha vissuto l’adolescenza. Non c’è più nessuno: tante stagioni sono passate. Il tutto raccontanto con grande maestria. Una narrazione che scorre piacevole sotto gli occhi del lettore e che crea vivide immagini nella fantasia di chi si accosta a questo classicissimo del ’900.

Voto:

A me piaceva su quello spiazzo, in mezzo ai platani, sentire le voci delle trombe e del clarino, vedere tutti che s’inginocchiavano, correvano, e la madonna uscire dal portone dondolando dal portone sulle spalle dei sacrestani. Poi uscirono i preti, i ragazzi con camiciolo, le vecchie, i signori, l’incenso, tutte quelle candele sotto il sole, i colori dei vestiti, le ragazze. Anche gli uomini e le donne dei banchi, quelli del torrone, del tirasegno, della giostra, tutti stavano a vedere, sotto i platani. Capitolo XXX.

Sono libri, – disse lui, – leggici dentro finchè puoi. Sarai sempre un tapino se non leggi nei libri. Capitolo XX.

Fa un sole su questi bricchi, un riverbero di grillaia e tufi che mi ero dimenticato. Qui il caldo più che scendesse dal cielo esce da sotto – dalla terra, dal fondo tra le viti che sembra si sia mangiato ogni verde per andare tutto in tralcio. E’ un caldo che mi piace, sa un odore: ci sono dentro anch’io a questo odore, ci sono dentro tante vendemmie e fienagioni e sfogliature, tanti sapori e tante voglie che non sapevo più di avere addosso. Capitolo V.

Coi colleghi di banda che istruiva lui sotto una tettoia il sabato serra alla stazione, arrivavano sulla festa spediti e leggeri, poi per due tre giorni non chiudevano più la bocca nè gli occhi -via il clarino il bicchiere, via il bicchiere la forchetta, poi di nuovo il clarino, la cornetta, la tromba, poi un’altra mangiata, poi un’altra bevuta e l’assolo, poi la merenda, il cenone, la veglia fino al mattino. Capitolo II.

Autore: Pavese, Cesare
Titolo: La luna e i falo / Cesare Pavese
Pubblicazione: Torino : Einaudi, stampa 1994
Descrizione fisica: 140 p. ; 20 cm.
Collezione : Nuovi coralli ; 15
Numeri: ISBN – 88-06-32516-7