Barbari fin nei nomi…


storia dei longobardi

Riflessione (sintetizzata nel titolo del post) e nomi tratti da Storia dei Longobardi di Jorg Jarnut.

Nomi maschili: Audoino, Ermanafrido, Totila, Vitige, Valtari, Ildechi, Teodeberto, Teodebaldo, Vacone, Ibor, Aio, Ansprando, Ucberto, Grimoaldo, Pertarito, Agilulfo, Ariulfo…

Nomi femminili: Rodelinda, Amalaberga, Ranicunda, Austrigusa, Silinga, Valderada, Gambara, Clodosvinta…

Ecomostri? Una storia lunga almeno 1000 anni…


Ecomostro-Alinuri

Nel 1189 il vescovo di Mantova e l’abate di San Benedetto di Polirone si accusano l’uno l’altro per i boschi abbattuti, pascoli rovesciati, le case contadine edificate in terre già incolte: queste case sono destinate alla demolizione, perché gli alberi e l’erba ricrescano sui campi.

(V. Fumagalli, L’uomo e l’ambiente nel medioevo, Bari, 1992)

Uno, nessuno e centomila una parabola dei tempi moderni… essere o non essere?


pirandello

  1. Dida, com’era per sé;
  2. Dida, com’era per me;
  3. Dida, com’era per Quantorzo;
  4. Quantorzo, com’era per sé;
  5. Quantorzo, com’era per Dida;
  6. Quantorzo, com’era per me;
  7. il caro Gengé di Dida;
  8. il caro Vitangelo di Quantorzo.

In questo semplice schema (dove Gengè e Vitangelo rappresentano il protagonista) c’è la sintesi perfetta del romanzo pirandelliano. “Chi sono io?” ci chiede lo scrittore siciliano. “Nessuno” si risponde; perché “io come io” dinnanzi agli occhi degli altri non esisto. Eppure sono “uno” ovvero come “io” mi vedo; ma sono anche centomila, perché chiunque mi osservi conosce un mio “io” diverso dall’altro.

Quindi le persone indicate nello schema soprastante quante sono in realtà? Scrive Pirandello: “s’apparecchiava in quel salotto, fra quegli otto che si credevano tre, una bella conversazione”.

Una “parabola”, quella raccontataci dal premio nobel, al passo con i tempi, nonostante i suoi 88 anni suonati…

Onorevole (senatore) stia zitto… che è meglio.


senato

Scambio di battute al Senato… lauree e torti.

Tratto da Ripresa della discussione dei disegni di legge: (1070, 315 e 374) – Responsabilità civile dei magistrati

SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVII LEGISLATURA ——
355a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 19 NOVEMBRE 2014

(Pomeridiana)

….

SOLLO (PD). Signor Presidente, mi auguro che si sia chiarito tutto.

Io amo – e, come me, credo tutti – sapere cosa votiamo. Esterno un pensiero che è di tutti: purtroppo quando qualcosa riguarda la Commissione giustizia, anche quando c’è unanimità in quella Commissione, si arriva in Aula e si sconvolge tutto. (Applausi del senatore Carraro). Probabilmente sarebbe stato il caso di accantonare gli emendamenti 2.128 e 2.130 se non avevano influenza sui successivi. Qualora ci fosse stata una ripercussione sui successivi, si sarebbe dovuta sospendere la seduta per dieci minuti per trovare una riformulazione che accontentasse sia il senatore Buccarella, presentatore dell’emendamento 2.128, che i presentatori dell’emendamento 2.130. (Cenni di dissenso del senatore Palma).

Senatore Palma, mi scusi, lei è stato Ministro e magistrato, io purtroppo ho due lauree ma di questa materia ne capisco poco. Amo soltanto sapere cosa voto quando voto e non votare a scatola chiusa. Occorre consentire anche ai non addetti ai lavori di sapere cosa facciamo.

Si è creato un attimo di confusione estrema. Probabilmente era il caso di sospendere cinque minuti o di accantonare un attimo: sarebbe stato più semplice trovare una soluzione, che alla fine mi sembra si sia trovata. Mi auguro che essa sia confacente con la norma in oggetto. Se così è, sono il primo a compiacermene.

Vorrei fare un invito: per favore, quando esce un testo bello e compatto come questo, vi invito a non rimettere tutto in discussione ogni volta che si arriva in Aula. E so di interpretare il pensiero di tutti! (Applausi dei senatori Battista, Carraro e Falanga).

PALMA (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Presidente Palma, penso che sia chiaro. Prego.

PALMA (FI-PdL XVII). Presidente, quello è chiarissimo.

Io sono veramente (uso il termine che più mi sento) infastidito dall’intervento del senatore Sollo. Ma come si permette il senatore Sollo…

PRESIDENTE. Non esasperiamo i toni, non è il caso. Siamo arrivati faticosamente a…

PALMA (FI-PdL XVII). No, mi scusi, signor Presidente, ma lei non è intervenuto. Si è detto che i provvedimenti della Commissione giustizia, ogni volta che vengono qui in Aula, trovano uno stravolgimento: non è vero. I provvedimenti della Commissione giustizia, fatta eccezione del disegno di legge sull’articolo 416‑ter, prima formulazione, sono passati qui in Aula quasi tutti a stragrande maggioranza, se non all’unanimità.

In secondo luogo, sono intervenuto dicendo, in termini chiarissimi, qual era l’oggetto del voto che saremmo andati ad esprimere sull’emendamento 2.128 del senatore Buccarella e sull’emendamento 2.130 (testo 2), del senatore Caliendo ed altri. Se il senatore Sollo, nonostante abbia acquisito due lauree, non è riuscito a capire quello che ho detto, non è problema che riguarda la Commissione giustizia, ma il senatore Sollo.

PRESIDENTE. Perché sia chiaro cosa si va a votare, in relazione ai due emendamenti 2.128 e 2.130 (testo 2), il testo del secondo periodo del comma 3-bis, senatore Sollo e tutti coloro che ha rappresentato nel suo intervento, risulta così riformulato (prego il relatore e il rappresentante del Governo di seguirmi): «In caso di violazione manifesta del diritto dell’Unione europea si deve tener conto anche della mancata osservanza dell’obbligo di rinvio pregiudiziale ai sensi dell’articolo 267, terzo paragrafo, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, nonché del contrasto dell’atto o del provvedimento con l’interpretazione espressa dalla Corte di giustizia dell’Unione europea», senza le parole «grave» e «già».

Riprendiamo con l’espressione dei pareri del relatore e del rappresentante del Governo.

BUEMI, relatore. Il parere è negativo sull’emendamento 2.131.

Infine, invito a ritirare l’emendamento 2.132 perché assorbito dall’emendamento 2.130 (testo 2), a firma del senatore Caliendo ed altri.

PRESIDENTE. Senatore Zeller, ritira l’emendamento?

ZELLER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Sì, signor Presidente.

COSTA, vice ministro della giustizia. Signor Presidente, i pareri sono conformi a quelli del relatore. Faccio solo una puntualizzazione.

Con riferimento all’emendamento 2.700 del Governo il parere del relatore è favorevole, ma mi pare che egli abbia espresso parere contrario agli emendamenti identici, però gli emendamenti identici a quelli del Governo ricevono ovviamente il parere favorevole del Governo (mi riferisco agli emendamenti 2.113 e 2.114). Per il resto, il parere è conforme a quello del relatore.

PALMA (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PALMA (FI-PdL XVII). Signor Presidente, credo che, nonostante il non condivisibile – a mio avviso – intervento di prima, adesso abbia davvero ragione il senatore Sollo. Lei poco fa ha letto il testo che andiamo a mettere in votazione. Dopodiché il Governo ha preso la parola per intervenire sull’emendamento 2.130…

PRESIDENTE. Il Governo non ha parlato di quell’emendamento, senatore Palma.

PALMA (FI-PdL XVII). Allora il senatore Sollo continua ad avere torto.

La pioggia, il vento… i libri. Nonostante tutto, BOOKCITY – Fotocronaca


Abbiamo avuto l’acqua alle caviglie, il vento che superava la resistenza dell’ombrello alla pioggia, il freddo in sala, il rumore della tempesta di sottofondo ma…

10407253_10204266721620971_7062741172622882210_n

La locandina di SCRITTORI DI LOMBARDIA

68187_10204325469649635_7724127613012812129_n

I TEMERAI UNO

10432114_10204325477209824_4876851604862399650_n

I TEMERARI DUE – AL FREDDO, ALL’UMIDO, AL GELO…

10805696_10204325530211149_7912603245593876857_n

MA SI… NOI SIAMO PIÙ FORTI DI TUTTO E TUTTI

10428419_10204325554451755_5105549547836023377_n

ALLA FINE, NONOSTANTE TUTTO, E’ ANDATA MOLTO BENE.

SCRITTORI DI LOMBARDIA A BOOKCITY – MELEGNANO (15 NOVEMBRE ORE 15)


bookcity

SABATO 15 NOVEMBRE ORE 15.00 A MELEGNANO
SCRITTORI DI LOMBARDIA, incontro con Gabriele Prinelli, curatore della collana editoriale Ad Aemilium Nonum.
Evento in collaborazione con Gemini Grafica.
“Ad Aemilium Nonum è il nostro progetto editoriale. Il nome prescelto non è un grossolano errore, ma una voluta commistione tra l’antico nome di Melegnano (ad milium nonum), dove la casa editrice ha sede, e la strada consolare Aemilia che attraversa la città”.

Libri della collana:

- Gerolamo Rovetta, Il Tenente dei Lancieri, Gemini Grafica

Tenente_dei_Lanceri_copertina_2014_600
Emilio De Marchi, Arabella, Gemini Grafica

Arabella_copertina_2014_def_600-206x300
Alberto Cantoni, Tre novelle lombarde, Gemini Grafica

Cantoni_copertina_2014_fronte_600
Domenico Berra, La campagna milanese. Le marcite e gli orti, Gemini Grafica

La_campagna_milanese_copertina_600

- Giovanni Verga, Per le vie (racconti milanesi), Gemini Grafica

Per_le_vie_copertina_2014_600

Gabriele Prinelli nasce a Milano nel 1972 ed è, oggi, un bibliotecario. Trascorre molte ore della giornata in compagnia dei libri, e ha una predilezione particolare per la letteratura italiana di fine Ottocento e di inizio Novecento.
Ha anche una vita virtuale: gestisce il blog “Quaderno di un bibliotecario” e ha fondato uno dei più importanti forum d’Italia dedicato ai libri.
E’ autore di sei romanzi: La mano dell’organista, 2009 – Avanti e indietro, 2011 – Il generale alla fermata del tram, 2013 – Il cane del santo, 2013 – L’oro di san Giorgio, 2014 – Il mistero di Marignano, 2014

Luogo: Melegnano, piazzale delle Associazioni, Cineteatro
Ingresso libero fino ad esaurimento posti (e-mail: melegnano@bibliomilanoest.it – tel. 02 98230653)

“Il mistero di Marignano” il nuovo romanzo di Gabriele Prinelli – Rassegna stampa 1


Il_mistero_di_Marignano_copertina_600

 

Il mistero di Marignano, il nuovo romanzo di Gabriele Prinelli, edito da Gemini Grafica Editrice, comincia a far parlare di sé.

Il quotidiano “Il cittadino” di Lodi dedica una pagina al nuovo romanzo di Gabriele Prinelli.

1385709_794984610564205_6181039689855132725_n

 

Clicca sull’immagine per ingrandire e leggere oppure leggi on line:  http://www.ilcittadino.it/p/notizie/cultura_e_spettacoli/2014/11/11/AB9QrXLF-prinelli_thriller_ottocentesco_gabriele.html

 

 

“Il mistero di Marignano”: il seguito de “La mano dell’organista” di Gabriele Prinelli – Hanno scritto del primo episodio…


Il_mistero_di_Marignano_copertina_600

Il sesto romanzo di Gabriele Prinelli “Il mistero di Marignano” (clicca sul titolo per scoprire trama, personaggi e luoghi) è il seguito de “La mano dell’organista”, il fortunato noir di ambientazione milanese e lombarda pubblicato nel 2009.

Ripercorriamo insieme quanto è stato scritto sul primo episodio della serie.

mano

FAMIGLIA CRISTIANA

http://lamanodellorganista.wordpress.com/2009/11/02/la-recensione-di-famiglia-cristiana-del-1-novembre-2009/

IL GIORNO

http://lamanodellorganista.wordpress.com/2010/01/25/la-mano-su-il-giorno-del-25-gennaio-2010/

IL CITTADINO DI LODI

http://lamanodellorganista.wordpress.com/2009/05/12/il-cittadino-del-12-maggio-2009/

MILANONERA

http://www.milanonera.com/?p=5924

GIALLO PISTOIA

http://lamanodellorganista.wordpress.com/2010/01/29/la-recensione-de-i-giovedi-del-giallo-di-giuspeppe-previti/

RADIO ONDA D’URTO

http://lamanodellorganista.wordpress.com/2010/01/19/la-mano-a-radio-onda-durto-foto/

SUSSURRI DAL CUORE

http://sussurridalcuore.splinder.com/tag/intervista+a+Gabriele+Prinelli

LA VIBRAZIONE NERA

http://lavibrazionenera.blogspot.com/2009/08/la-mano-dellorganista-di-gabriele.html

IL MELEGNANESE

http://lamanodellorganista.files.wordpress.com/2009/07/melegnanese27062009.pdf

CORRIERE ADRIATICO

http://lamanodellorganista.wordpress.com/2010/09/10/breve-recensione-apparsa-su-il-corriere-adriatico/

Recensione del critico letterario Giuseppe Panella su “La poesia e lo spirito”

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/08/03/storia-contemporanea-n-79-il-mistero-dell%E2%80%99organo-di-melegnano-gabriele-prinelli-la-mano-dell%E2%80%99organista-melegnano-1817/

Recensione del critico letterario Andrea Borghi su IL PUNTO:

http://lamanodellorganista.wordpress.com/2010/11/22/recensione-de-il-punto-a-cura-di-andrea-borghi-del-19-novembre-2010/

Biblioteche da sorridere – 13


 

Ancora alla ricerca di vignette bibliotecarie da ridere (o almeno sorridere)

Puntate precedenti:

humor1

humor2

 

humor3

 

humor4

humor5

humor6

Scrittori di Lombardia 4 – Domenico Berra (1771-1835)


La_campagna_milanese_copertina_600

In previsione dell’incontro Scrittori di Lombardia (15 novembre), nell’ambito di Bookcity, scriviamo oggi di…

Domenico Berra (1771-1835). Milanese fu avvocato e proprietario terriero. Compì numerosi esperimenti in campo agricolo e le divulgò attraverso libri e articoli.

Fu un imprenditore teorico-pratico e indirizzò le sue opere non ai contadini, bensì ai possessori lombardi dell’età della Restaurazione, confidando di condurli lungo la via del progresso. Nel 1808 fu tra i sostenitori dell’introduzione della pecora spagnola al fine di migliorare la produzione di lana nazionale. Nel 1811 e ancora nel 1822 scrisse uno studio di notevole importanza intorno all’utilità della marcita nell’economia milanese.

Nella sua opera si percepisce il rigore scientifico figlio dello spirito illuminista del XVIII secolo: il Berra mira a sfatare i luoghi comuni che condannavano alcune pratiche agricole (come appunto la marcita), ree di minacciare la salute pubblica.

Scrittori di Lombardia 3 – Alberto Cantoni (1841-1904)


Cantoni_copertina_2014_fronte_600

La copertina dell’edizione curata da Gemini Grafica Editrice

In previsione dell’incontro Scrittori di Lombardia, nell’ambito di Bookcity, scriviamo oggi di…

Alberto Cantoni nacque a Pomponesco (Mn) nel 1841. Di origine ebraica, condusse studi irregolari, assecondando, dopo la scuola elementare, i suoi interessi del momento. La famiglia, di modeste origini, grazie all’abilità del padre nel commercio, s’arricchì nel giro di qualche decennio: i Cantoni furono allora tra i maggiori proprietari terrieri del mandamento. Alberto viaggiò più volte in Europa e nel 1885, alla morte del genitore, si stabilì definitivamente nel mantovano per dirigere il fondo ereditato.

All’aspetto misantropo – aveva un fisico imponente, barba folta, il collo taurino e l’aspetto severo –  era invece socievole. Mal sopportava la fretta e fu allergico alle mode e alle tendenze spirituali del momento: era insomma un uomo d’altri tempi.

Pubblicò le sue opere in pochi esemplari, in complicità con l’editore, speranzoso di buoni riscontri, ma indifferente al tempo necessario per ottenerli. Ricercava una fama spontanea, lontana da maneggi e strombazzature; timoroso della critica e della “vivisezione” dell’autore.

Fu convinto che la conoscenza dello scrittore impedisse la piena comprensione del testo; sognava lettori ignari e lontani dalla sua esistenza.

Morì a Mantova nel 1904.

Riccardo Bacchelli divise la produzione del Nostro in due parti: ante 1885 (con il romanzo L’Illustrissimo pubblicato postumo) con il Cantoni “verista paesano e cittadino”; e post 1885, caratterizzata invece da una “maniera propriamente umoristica, tormentata e talora cincischiata”.

Particolare attenzione è quella per “gli umili” seppur questa si ferma alla superficie, alla descrizione affettuosa decisamente spoglia di impegno morale e sociale.

Pirandello ne apprezzò “l’umorismo riflessivo” (il distacco critico al contempo compensato da un’adesione al mondo lacerato e contraddittorio), segnalandolo come espressione esemplare dei drammi e dei paradossi della modernità (Alberto Jori).

Scrittori di Lombardia 2 – Emilio De Marchi (1851-1901)


La copertina della nuova edizione curata da Gemini Grafica Editrice

La copertina della nuova edizione curata da Gemini Grafica Editrice

In previsione dell’incontro Scrittori di Lombardia, nell’ambito di Bookcity, scriviamo oggi di…

“Una bella mente e un bel cuore… temperamento modesto e schivo… ricordo affettuoso e tenace… una riputazione che col tempo cresce…”; questo è ciò che Benedetto Croce scrisse di Emilio De Marchi.

Nato nel 1851 a Milano, laureato in lettere si dedicò dapprincipio all’insegnamento. Nel 1875 fondò un settimanale di letteratura e d’arte e fu anche segretario dell’accademia scientifico-letteraria di Milano. Sul finire de secolo diresse, per Vallardi, una collana di pubblicazioni popolari chiamata “La parola buona”, una sorta di periodico per gli operai; talvolta usò il dialetto per parlare al direttamente al cuore del popolo, ma fu politicamente moderato.

Lo scrittore milanese, fu considerato un continuatore del manzonismo: egli stesso dichiarò di essere parte di quella “scuola lombarda, che riconosce nel Manzoni il suo maestro, e che per la via del Manzoni risale a Giuseppe Parini, il sommo tra i nostri che intese la letteratura per quel che dovrebbe essere, non un trastullo di oziosi, ma un aiuto al viver bene”.

De Marchi, però, non ebbe mai quella calma tipica del Manzoni; non ebbe una visione consolatrice della vita; anzi ne ebbe un’intuizione dolorosa; fu saggio consigliere quando parlò come educatore; come scrittore, invece, terminò i suoi libri con strazio e angoscia.

Scrisse ancora il Croce: “Alieno com’egli era dalla leggerezza e dalla ciarlataneria di ogni sorta, i suoi libri sono scritti con semplicità, e insieme senza sciatteria… con un certo sapore dialettale ambrosiano, che si avverte qua e là”. Tuttavia, lo stesso critico aggiunse che a De Marchi mancò la forza ritmica e che la sua espressione fu povera, disuguale e ondeggiante.

Nei suoi romanzi si trovano riminiscenze evidenti di Fogazzaro, di Manzoni, di Zola e dei veristi francesi

Il male è la passione: l’amore, al quale nessuno dei suoi personaggi sa sottrarsi (Demetrio Pianelli, Arabella). Fu quindi verista per alcuni aspetti e manzoniano per altri: non rinunciò, difatti, al suo giudizio sugli avvenimenti che raccontava.

Secondo Giulio Cattaneo la vera vocazione del De Marchi fu quella di essere educatore e giudice, sacrificando così la qualità narrativa. Pur raccontando le miserie umane, la sua presenza continua nel racconto, lo allontanò dal verismo.

OPERE

  • Milano e i suoi dintorni, del 1881
  • Storie d’ogni colore, 1885
  • Nuove storie d’ogni colore, 1895
  • Il cappello del prete, 1888
  • La bella pigotta, 1888
  • Demetrio Pianelli, 1890
  • Arabella, 1892
  • Giacomo l’idealista, 1897
  • Vecchie cadenze e nuove 1899
  • Col fuoco non si scherza, post., 1901
  • Milanin Milanon, post., 1902.
  • L’età preziosa (1887),

Scrittori di Lombardia 1 – Gerolamo Rovetta


In previsione dell’incontro Scrittori di Lombardia, nell’ambito di Bookcity, scriviamo oggi di…

Gerolamo Rovetta nacque in Brescia il 30 settembre 1851. Dall’età di 24 anni (1875), fino al 1909, scrisse commedie, romanzi e novelle, evitando di suscitare un dibattito letterario intorno alla sua opera.

Al favore che il pubblico gli tributò in vita, non corrispose il giudizio della critica: fu accusato, infatti, di mancare di vigoria e di accento personale. Pur rifacendosi alla corrente verista, la sua indole delicata e sentimentale lo portò a distaccarsene disgustato. Ritornò, allora, al romanticismo per dimostrare ai suoi contemporanei l’animo dei tempi rivoluzionari.

Il suo stile di narratore controbilanciava riso e pianto ed era molto abile nell’uso dei colpi di scena. I suoi personaggi erano molto ben definiti, ma i suoi detrattori sostennero che di essi, il Rovetta, non rappresentasse l’anima.

Nel suo mondo librario, i protagonisti sono stati gli imbroglioni, i millantatori, gli avventurieri della finanza e della politica; non gli riuscirono invece i personaggi nobili e sentimentali e le donne timide e votate al sacrificio.

I critici più feroci (ad esempio Giulio Cattaneo) definirono la sua scrittura dozzinale; eppure il suo Tenente dei lancieri venne ripetutamente ripubblicato per quasi trentanni (dal 1896 al 1922). Più prudente fu il giudizio di Guido Mazzoni (1936) che gli riconobbe una buona qualità seppur a metà strada tra un’idealità convenzionale e un realismo senza troppa convinzione. Durante la sua vita, dimorò a lungo nel Veneto, e morì a Milano l’8 maggio 1910.

Tenente_dei_Lanceri_copertina_2014_600

Durante l’incontro, presenteremo e leggeremo alcune pagine de Il tenente dei lancieri una graziosa storia, dimenticata dal tempo, dagli uomini, ma per fortuna non dalle biblioteche (che serbano nel loro ventre opere altrimenti perdute). Un figlio scapestrato – la classica pecora nera – è tanto amato dal padre quanto è inviso alla madre imprenditrice, che lo vorrebbe lontano, marinaio, imbarcato su di un mercantile in rotta verso le Americhe. Si aggiunga che questo figliolo è scapato e zeppo di debiti, per di più innamorato di una ragazza dalla dubbia moralità. Poniamo che questo erede incosciente, non sia figlio di colui che lo protegge, ma frutto di un insospettabile incidente di gioventù… Ne viene fuori una drammatica commedia o, se volete, una tragedia comica… di piacevole lettura.

Opere di Gerolamo Rovetta

Narrativa

  • Il primo amante (1892) romanzo
  • La Baraonda (1894) romanzo
  • Il tenente dei Lancieri (1896) romanzo
  • La Signorina (1900)
  • La moglie di Sua Eccellenza
  • Mater dolorosa (1882) romanzo
  • L’idolo (1898) romanzo
  • Le lacrime del prossimo (1888) romanzo
  • Cinque minuti di riposo!
  • Casta Diva novelle
  • Baby romanzo
  • Ninnoli racconti
  • Il processo Montegù romanzo
  • Sott’acqua romanzo
  • Tiranni minimi racconti
  • Cavalleria assassina racconti

Teatro

  • La Trilogia di Dorina (1889) – Commedia in tre atti
  • Romanticismo (1901), dramma in quattro atti
  • Un volo dal nido commedia in tre atti
  • La Moglie di Don Giovanni dramma in quattro atti
  • In Sogno commedia in quattro atti
  • Gli Uomini pratici commedia in tre atti
  • Scellerata!… commedia in un atto
  • Collera cieca! commedia in due atti
  • La Contessa Maria dramma in quattro atti
  • I Barbarò dramma in un prologo e quattro atti
  • Madame Fanny commedia in tre atti
  • Marco Spada commedia in quattro atti
  • La Cameriera nova commedia in due atti, in dialetto veneziano
  • Alla Città di Roma commedia in due atti
  • La Realtà dramma in tre atti
  • Principio di Secolo dramma in quattro atti
  • I Disonesti dramma in tre atti
  • Il ramo d’Ulivo commedia in tre atti
  • Il Poeta commedia in tre atti
  • Le due coscienze commedia in tre atti
  • La Moglie giovine commedia in quattro atti
  • A rovescio! commedia in un atto
  • La Baraonda dramma in cinque atti
  • Il Re Burlone dramma in quattro atti
  • Il Giorno della Cresima commedia in tre atti
  • Papà Eccellenza dramma in tre atti
  • Molière e sua Moglie commedia in tre atti

BOOKCITY… il QUADERNO c’è! SCRITTORI DI LOMBARDIA con Gabriele Prinelli e Gemini Grafica Editrice


bookcity

SABATO 15 NOVEMBRE ORE 15.00 A MELEGNANO
SCRITTORI DI LOMBARDIA, incontro con Gabriele Prinelli, curatore della collana editoriale Ad Aemilium Nonum
Evento in collaborazione con Gemini Grafica.
“Ad Aemilium Nonum è il nostro progetto editoriale. Il nome prescelto non è un grossolano errore, ma una voluta commistione tra l’antico nome di Melegnano (ad milium nonum), dove la casa editrice ha sede, e la strada consolare Aemilia che attraversa la città”.

Libri della collana:
- Giovanni Verga, Per le vie, Gemini Grafica

Per_le_vie_copertina_2014_600
Gerolamo Rovetta, Il Tenente dei Lancieri, Gemini Grafica

Tenente_dei_Lanceri_copertina_2014_600
Emilio De Marchi, Arabella, Gemini Grafica

Arabella_copertina_2014_def_600-206x300
Alberto Cantoni, Tre novelle lombarde, Gemini Grafica

Cantoni_copertina_2014_fronte_600
Domenico Berra, La campagna milanese. Le marcite e gli orti, Gemini Grafica

La_campagna_milanese_copertina_600

Gabriele Prinelli nasce a Milano nel 1972 ed è, oggi, un bibliotecario. Trascorre molte ore della giornata in compagnia dei libri, e ha una predilezione particolare per la letteratura italiana di fine Ottocento e di inizio Novecento.
Ha anche una vita virtuale: gestisce il blog “Quaderno di un bibliotecario” e ha fondato uno dei più importanti forum d’Italia dedicato ai libri.
E’ autore di sei romanzi: La mano dell’organista, 2009 – Avanti e indietro, 2011 – Il generale alla fermata del tram, 2013 – Il cane del santo, 2013 – L’oro di san Giorgio, 2014 – Il mistero di Marignano, 2014

Luogo: Melegnano, piazzale delle Associazioni, Cineteatro
Ingresso libero fino ad esaurimento posti (e-mail: melegnano@bibliomilanoest.it – tel. 02 98230653)

3 novembre… arriva IL MISTERO DI MARIGNANO il seguito de LA MANO DELL’ORGANISTA


Il_mistero_di_Marignano_copertina_600

Arriva in libreria il secondo episodio della saga “La mano dell’organista”,  il fortunato noir d’ambientazione lombardo-milanese di Gabriele Prinelli.

Gaspare, costruttore d’organi e musicista è chiamato a Rocca Brivio, una lussuosa villa alle porte del borgo di Melegnano, per suonare al matrimonio di Paola, l’affascinante nipote del nobile Annibale. Il palazzo è infestato da una misteriosa creatura che di notte turba il sonno dei pacifici abitanti del luogo e crea scompiglio tra la servitù. Cecilia, moglie di Gaspare, nel frattempo, gelosa dell’attraente marchesina, minaccia di tornare dai suoi genitori, spezzando così la pace coniugale.  Il ritrovamento del cadavere di Invidiato, lo stalliere, precipita la situazione. Gli sponsali sono rimandati sine die, e Gaspare, timoroso della reazione di Cecilia per le sue continue assenze, e commosso dalla triste vicenda di Paola, si trova, suo malgrado, coinvolto in un intricato mistero. Chi è il fantasma? Cosa cerca? E, soprattutto, perché ha ucciso?

Gabriele Prinelli nasce a Milano nel 1972 ed è, oggi, un bibliotecario. Trascorre molte ore della giornata in compagnia dei libri, e ha una predilezione particolare per la letteratura italiana di fine Ottocento e di inizio Novecento.
Ha anche una vita virtuale: gestisce il blog “Quaderno di un bibliotecario” e ha fondato uno dei più importanti forum d’Italia dedicato ai libri.
L’oro di Marignano è il suo sesto romanzo: La mano dell’organista, 2009 – Avanti e indietro, 2011 – Il generale alla fermata del tram, 2013 – Il cane del santo, 2013 – L’oro di san Giorgio, 2014.

Informazioni bibliografiche

  • Titolo del Libro: Il mistero di Marignano
  • Autore: Gabriele Prinelli
  • Editore: Gemini Grafica Editrice
  • Collana: Ad Aemilum Nonum
  • Data di Pubblicazione: NOVEMBRE 2014
  • ISBN-13: 978-88-97742-32-6
  • € 13,90

DISTRIBUTORI

D.E.M.

Dem_per_sito-300x138

LI.BRO.CO

libroco

Letto in anteprima: Il Curato d’Orobio di Giovanni Visconti Venosta


Il Curato d'Orobio - copertina della nuova edizione

Il Curato d’Orobio – copertina della nuova edizione

Il QUADERNO DI UN BIBLIOTECARIO ha letto per voi, in anteprima, la nuova edizione de “Il curato d’Orobio” di Giovanni Visconti Venosta, curata da Gemini Grafica Editrice e in uscita nel prossimo mese di ottobre. L’opera, non più ripubblicata dal 1901, è di piacevole lettura, graziosa e… consolatoria. Consigliatissimo per gli amanti delle storie a lieto fine, per il lettore alla ricerca di un libro rilassante e decisamente fuori dai canoni contemporanei.

Trama

L’avvento di donna Fulvia scompagina la vita tranquilla di Orobio. Conservatrice, bigotta e ancorata a un mondo oramai passato, ella ha un carattere ben diverso da quello del fratello Maurizio che fino ad allora, rinunciando alle sue ricchezze e morendo in miseria, aveva beneficato, con il curato don Cornelio, il piccolo borgo montano. La missione della nobildonna è quella di risollevare le sorti della propria famiglia e, a suo modo di vedere, dirozzare i montanari. A farne le spese saranno la nipote Cristina, che si vorrebbe costringere a un matrimonio combinato, il suo amato Enrico, respinto dall’irascibile zia e pure don Cornelio, prete povero di mezzi e lontano dalla pompa cittadina. Tragedia e commedia si mescolano in questa bella storia in stile manzoniano scritta da Giovanni Visconti Venosta.

L’autore

Giovanni Visconti Venosta (1831-1906) fu uno scrittore di origine valtellinese che visse lungamente a Milano.
Allievo di Cesare Correnti, fu patriota e sostenitore del Mazzini prima e del Cavour poi. Esule in Piemonte, si dimostrò abile diplomatico. Dopo l’unità d’Italia, tornò a vivere nel capoluogo lombardo. Ricoprì svariati incarichi pubblici, dopo una breve parentesi parlamentare. Scrisse numerose novelle e il romanzo “Il curato d’Orobio” (1886).

Il libro

Uscita: Ottobre 2014

Distribuzione (Dem, Li.Bro.Co.)

Collana: Classici di Lombardia
pp. 288 – brossura
ISBN: 978-88-97742-30-2
prezzo di copertina: 13,90 €

Letture: Giacomo Locampo di Parmenio Bettoli


Giacomo Locampo di Parmenio Bèttoli

Giacomo Locampo di Parmenio Bèttoli

Dramma partenopeo di fine ottocento caratterizzato da un lungo flashback centrale e dal gusto per l’avventura esotica. La lingua del Bèttoli mostra la sua età (1874), tuttavia il romanzo è di facile lettura. Un incrocio tra Dumas e Salgàri. Finale davvero tragico.

TRAMA

Il marchese di Villabruna, sedotta la giovane popolana Luisa, è costretto ad abbandonarla per sfuggire alla giustizia del regno di Napoli (siamo nel 1848), che lo vorrebbe perseguire per l’uccisione di un soldato svizzero. Per un incidente di navigazione, durante la fuga, è dichiarato morto. Luisa è incinta e il padre, per salvare l’onore della famiglia, chiede soccorso a Giacomo Locampo che accetta di sposarla. Ella acconsente purché a Giacomo si taccia la sua disavventura. Egli però ne conosce il segreto, ma per riconoscenza nei confronti dell’amico, nasconde la verità. Diciotto anni dopo, Locampo, prossimo alla bancarotta, ricorre all’aiuto del conte brasiliano Las Navas. Questi in realtà è il redivivo marchese di Villabruna che, introdotto in casa Locampo, ha modo di rivedere l’amata mai dimenticata e l’ignara figlia Valentina. Locampo, all’oscuro della vera identità di Las Navas, messo in allarme dal suo fido servitore Lasca, che ha sorpreso Luisa in atteggiamenti di confidenza con l’ospite, accecato dall’ira propone al nobile di sposare la figlia. Si svela quindi l’intreccio. Locampo colto da rimorso, decide di uccidersi, per donare la libertà alla moglie, alla figlia e al Villabruna.

Scheda del libro

Autore principale: Bettoli, Parmenio <1835-1907>
Titolo: Giacomo Locampo : racconto / Parmenio Bettoli
Pubblicazione: Milano : Fratelli Treves, 1874
Descrizione fisica 182 p. ; 20 cm.

BERECCHE, LA GUERRA E… (Erba del nostro orto) di Luigi Pirandello


Pirandello

Il QUADERNO DI UN BIBLIOTECARIO ha letto per voi, in anteprima, la nuova edizione de “L’erba del nostro orto” di Luigi Pirandello, curata da Gemini Grafica Editrice. L’opera non più ripubblicata come volume a sé stante, ma sempre riproposta all’interno della più vasta raccolta de “Le novelle per un anno”, torna in libreria nel centenario della sua prima uscita e in occasione dei cento anni della Grande Guerra. Commedia e tragedia si mescolano, giocano e combattono nella brillante narrazione del premio nobel: il dramma è accompagnato dal sorriso e la comicità ha come sfondo la miseria umana. Una piacevole lettura in compagnia di uno dei più grandi narratori italiani.

Contenuto della raccolta.

Sono trascorsi 100 anni da quel 1915, anno di guerra, in cui Luigi Pirandello pubblicò questa raccolta di novelle. I protagonisti dei racconti sono: l’ingegnoso Bonaventura Camposoldani, sagace sfruttatore dello stato, il cavaliere Decenzio Cappadona amato sindaco-padrone e sosia del re, il liberale Marco Meola immolatosi a modo suo per i propri concittadini, il monsignore Landolina pronto all’usura purché sia per carità e l’esterofilo Berecche estimatore incompreso della cultura tedesca. In essi, il lettore riconoscerà, benché sia trascorso un secolo, lo schietto spirito italiano e non potrà che esclamare: essi sono l’erba del nostro orto.

Il libro

Collana: 1914-1918
pp. 186 – brossura
ISBN: 978-88-97742-29-6
prezzo di copertina: 13,90 €

Uscita: Ottobre 2014

Distribuzione (Dem, Li.Bro.Co.)

Ritorna il “QUADERNO DI UN BIBLIOTECARIO”

Ritorna il “QUADERNO DI UN BIBLIOTECARIO”


Giacomo Locampo di Parmenio Bèttoli

Giacomo Locampo di Parmenio Bèttoli

Vacanze lunghe, quest’anno, per il “Quaderno di un bibliotecario”. Ci voleva, però! Un periodo di riposo dalla “bloggite” è, di tanto in tanto, necessario. Eccomi, comunque, di ritorno. Si riparte segnalando un audace romanzo di Parmenio Bèttoli (1835-1907): il Giacomo Locampo (1874).

Collaboratore del Corriere della sera (si occupò di cultura), giornalista e direttore della Gazzetta di Parma, Parmenio Bèttoli, fu, all’epoca, noto autore teatrale.

Dalla Treccani, traggo questo curioso episodio biografico in quanto di interesse “bibliotecario”.

Nel 1874 giocò un’ardita burla ai danni di un capocomico e di un bibliotecario. L’episodio è raccontato parzialmente mi un opuscolo del B. stesso, Storia della commedia “L’egoista per progetto” e di P. T. Barti, Milano 1875: irritato con il Bellotti-Bon che non gli rappresentava più le commedie, il B.,  preso il manoscritto di una sua commedia in tre atti,  Il signor Prosdocimo, lo tradusse in linguaggio goldoniano: sotto il falso nome di Pier Taddeo Barti, lo fece esaminare da un bibliotecario della Marciana di Venezia il quale non escluse che il manoscritto fosse di epoca goldoniana; il B. quindi lo vendette al Bellotti-Bon. Nel 1874 “L’egoista per progetto” fu rappresentato dalle sue tre compagnie, al Teatro Valle di Roma, al Gerbino di Torino e al Niccolini di Firenze: nei primi due piacque e fu replicato, nel terzo gli spettatori fiorentini, subodorando l’inganno, ne accusarono il capocomico come autore. Critici e letterati si divisero: per la mistificazione si schierò, insieme con Yorick  [L. Sterne], F. Martini, per l’autenticità si pronunciò, con V. Bersezio e G. Giacosa, P. Ferrari, il quale sospettò, peraltro, che poteva anche trattarsi di un’opera dei comici goldoniani. “L’egoista per progetto”, nonostante gli editori Treves ne avessero acquistati i diritti, non fu mai pubblicato.

 

Del Giacomo Locampo, di cui parleremo nei prossimi giorni, a lettura terminata, nel web non si trova traccia (esclusi i rimandi a quelle librerie che dispongono ancora di sparute copie). Anticipo comunque che, a mio giudizio, il romanzo/racconto, da cui emerge uno spiccato interesse per l'”esotico”, è precursore delle avventure di Emilio Salgàri, che, nel 1874, anno di pubblicazione del Locampo, aveva appena 12 anni.