NOVITA’ IN LIBRERIA


Cari colleghe/i bibliotecarie/i e cari amici librai, vi segnalo queste tre gustose novità librarie curate anche dal sottoscritto. A proporle è la Gemini Grafica Editrice che riporta sugli scaffali queste opere dimenticate dal tempo.

Prendete nota per i vostri prossimi acquisti.

Distribuzione DEM e LIBROCO.

NARRATIVA

cantoni_copertina_2014_fronte_600

Le protagoniste dei racconti di Alberto Cantoni sono cinque donne. Margherita, povera contadina, resiste alla proposta di matrimonio di Lorenzo, un ricco fittavolo, per difendere il suo amore giovanile per Bastianino.
Le tre madamine (Carolina, Beatrice e Filomena) sono umili sartine attratte dal bel mondo milanese e vittime delle sue insidie. Margherita, del ceto borghese, vorrebbe liberarsi dal giogo prepotente dello sposo ma le convenzioni del tempo le impediscono di realizzare il suo progetto.

L’autore
Alberto Cantoni (1841-1904) visse a contatto con il mondo dei contadini, modellando su di esso i suoi scritti. Influenzato dalla Scapigliatura si occupò di argomenti presi dal mondo della vita semplice e comune.
Tra sue opere si ricordano Foglie al vento (1875), Un re umorista (1891), Pietro e Paola (1897) e il suo
romanzo più noto L’illustrissimo, pubblicato postumo nel 1905 con una prefazione di Pirandello.

Collana: Ad Aemilum Noum
pp. 238 – brossura
ISBN: 978-88-97742-26-5
prezzo di copertina: 14,90 €

SAGGISTICA

i_giganti_di_marignano_copertina_fronte_600

La battaglia che si svolse nelle campagne tra il fiume Lambro e il canale Vettabbia, alle porte di Melegnano, il 13 e 14 settembre 1515 fu detta, dal capitano Trivulzio, dei giganti, per la ferocia del combattimento, per la strage di soldati e per la nobiltà che vi partecipò. Raffaele Inganni, sacerdote di Zivido, luogo ove trovarono sepoltura le migliaia di vittime della cruenta disfida, ripercorre, in questo scritto del 1889, le tappe salienti che condussero Francesco I ad attaccare le truppe svizzere che controllavano la città di Milano e descrive, nei particolari, lo svolgersi delle giornate campali. Nel luogo della vittoria francese, sorse, per volontà del re di Francia, una cappella commemorativa che lo stesso autore, riportò alla luce con degli scavi archeologici. In occasione del cinquecentenario della storica battaglia, Gemini Grafica ripropone questo testo non più ripubblicato dal 1889.

L’autore
Raffaele Inganni, fu ordinato sacerdote nel 1865. Nominato cappellano di Zivido nel 1879 vi rimase
sino al 1893. Uomo di cultura e animato da passione per la storia riportò alla luce la perduta cappella “Dei Giganti”
memoriale dell’importante battaglia.

pp. 128 – brossura
ISBN: 978-88-97742-25-8
prezzo di copertina: 14,90 €

***

la_campagna_milanese_copertina_fronte_600

Domenico Berra ripercorre la storia della marcita, risaltandone l’utilità, il vantaggio e lo sviluppo economico che essa ha portato al milanese. Il saggio (1822) è ricco di curiosità circa le origini del prato marcitorio e di dati demografici ed economici con cui l’autore confuta il pensiero di Pietro Verri, assai ostile a questa pratica colturale. Tavole illustrate, completano le descrizioni contenute nello scritto. Nella seconda parte del libro il Berra spiega la gestione degli orti della città di Milano (1810), dissertando di concimazione, fasi lunari, irrigazione e principali colture.

L’autore
Domenico Berra (1771-1835) fu avvocato e proprietario fondiario milanese. Collaboratore degli Annali dell’agricoltura del Regno d’Italia, compì numerosi e utili esperienze agricole che divulgò nella sua opera.

Collana: Ad Aemilum Noum
pp. 206– brossura
ISBN: 978-88-97742-24-1
prezzo di copertina: 14,90 €

Vita da bibliotecario


2013_01_11_20_57_34_270

L’uscio della biblioteca è serrato con triplo giro di chiave, ma l’utente per nulla scoraggiato dal cartello, scritto in quattro lingue, che annuncia per il 2 settembre la riapertura della struttura causa ristrutturazione e vacanza, attende l’elettricista e di soppiatto s’infila nell’atrio. Pur notando le poltroncine poste di traverso nel corridoio (proprio perché l’esperienza ci ha insegnato che, nonostante tutto, qualcuno si sarebbe imbucato), le scavalca incurante dell’ostacolo. Per niente stupito dalla biblioteca sottosopra, dagli operai abbarbicati sulle scale e dalla totale mancanza del banco prestiti, che giace smontato sul pavimento, rimane attonito quando gli dico: “Siamo chiusi”.

Lettura in corso…


Il libro è del 1842

Il libro è del 1842

Le biblioteche digitali nascondono piccoli gioielli…

Segnalo questo triplice volume agli amici di Milano e Lodi (ma anche per coloro che apprezzano le anticaglie)…

LE ROVINE DI MILANO E LODI episodii storici del XII secolo di Bassano Finoli

Titolo e sottotitolo sono già perfetti come trama.

Collegamento al primo volume: http://books.google.it/books?id=tu9JAAAAcAAJ&printsec=frontcover&dq=editions:J2mbeD8Sh2oC&hl=it&sa=X&ei=VnW1U_z3KabI0QXhoIGwDQ&ved=0CCIQuwUwAA#v=onepage&q&f=false

Povera lingua italiana… strafalcioni in parlamento


camera-dei-deputati

Si commenta da sé…

Dal resoconto della seduta della Camera dei deputati del 17 giugno 2014

Link: http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0247&tipo=stenografico#sed0247.stenografico.tit00050.sub00010.int00080

ALESSIO MATTIA VILLAROSA. Signor Presidente, durante l’espressione del parere, il Governo non ha dato una motivazione: mi ha detto «no», ma non mi ha dato proprio la motivazione del «no». Allora, io vi leggo semplicemente l’impegno. In un Paese come il nostro, l’Italia, che spicca, soprattutto all’estero, nel settore turistico e nel settore agricolo, visto che in questo decreto è stata introdotta l’IMU sui terreni agricoli nelle zone collinari e montane – quindi, anche a rischio di abbandono –, noi chiedevamo semplicemente di prevedere, di valutare e assumere iniziative «volte a prevedere una maggiore riduzione delle imposte a carico di coltivatori diretti e micro, piccole e medie imprese del settore agricolo»… È un nostro settore fondamentale, principale: in questo decreto si mette l’IMU agricola, ma non vedo la motivazione. Se mi potrebbe…se può spiegarmi…

PRESIDENTE. Se mi potesse !

ALESSIO MATTIA VILLAROSA. Se può spiegarmi… mi sono corretto da solo, Presidente, non c’è bisogno che mi corregge lei.

PRESIDENTE. Si, va bene.

ALESSIO MATTIA VILLAROSA. Mi sono corretto immediatamente da solo, non c’è bisogno che mi corregge lei. Posso sapere la motivazione del Governo ?

La biblioteca nel… pallone (bibliografia “mondiale” per bambini e ragazzi)


logo_mondiali_brasilw2014

Cari colleghi e non, in occasione dei mondali di calcio 2014, per gentile concessione della bibliotecaria Paola Premoli, metto a vostra disposizione una bibliografia per bambini e ragazzi (3-16 anni)  intorno al gioco del calcio.

Clicca qui di seguito per scaricare il pdf: La biblioteca… nel pallone

BUONE LETTURE.

Filosofi e poltroni… quale differenza?


L'Araldo - 1902

L’Araldo – 1902

Tratto da

L’Araldo : giornale per tutti : reclame, notizie utili, varietà, industrie, novelle, romanzi, sport, teatri, erudizione, note umoristiche, processi celebri, storia, musica, illustrazioni, ecc. (Senza giorno/feb/1902, Fasc. 1)

Riflessione di Giovanni il cameriere, lungo e disteso sopra un divano:

- Il mio padrone non fa nulla di nulla in tutto il lungo giorno ed io faccio come lui. Quando si parla del mio padrone si dice: ” Il signor X… ama la vita contemplativa”.

Quando si parla di me si grida: “Giovanni? ma è un poltronaccio ignobile!”.

E si addormenta

Gli scrittori svizzeri battono le lettrici in topless…


image1 – 0 

Giusto per sfatare il mito che la cultura non “tira”, mi concedo una piccola riflessione intorno a due articoli pubblicati su questo blog la scorsa settimana…

Ero convinto, come penso la maggior parte di voi lettori, che la lettrice in topless avrebbe stracciato (dal punto di vista dei click) lo scrittore svizzero che vuol essere pagato per i prestiti in biblioteca.

Invece…

Gli esosi elvetici (intendo coloro che chiedono il rimborso) hanno superato (seppur di misura) le generose promotrici della lettura newyorkese…

Chi l’avrebbe mai detto?

Proverbi dimenticati…


marino_facciata palazzo

Il proverbio Avessi l’entrata di Emilio Omodei pare essere espressione già perduta negli anni ’70 del 1800; almeno così sembra dalle pagine del Duca d’Ossuna di Matteo Benevenuti.

Tale modo di dire era usato da chi pronunciava un desiderio dispendioso.

L’Emilio Omodei in questione era considerato, nel 1600, l’uomo più ricco di Milano, banchiere prestatore della corona spagnola. Morì in carcere nel 1626 per aver finanziato, nascostamente, i Savoia. Fu proprietario di Palazzo Marino, attuale sede del comune di Milano.

Altre notizie, da una sommaria ricerca, al momento, non ho trovato.

Parole dimenticate


Dizionario

Matteo Benvenuti e il suo Duca d’Ossuna, propongono un lessico “alto”. Di alcune parole, penso, sia sia dimenticato l’uso. Alcuni esempi ricavati dalle prime 100 pagine.

MONGIBELLO: Propriam., nome proprio, altra denominazione dell’Etna, vulcano della Sicilia, esteso talora, nell’uso letter., al sign. generico e antonomastico di vulcano, o a indicare, in similitudini e come termine di paragone, violenta fiammata, accensione improvvisa, anche di passioni e sentimenti, o persona impulsiva

ATTORMATO : Attorniato? Non presente sui vocabolari consultati (molti).

TURCIMANNO: Lo stesso che dragomanno; è forma oggi usata in tono scherz., anche col sign. estens. di interprete in genere (e talvolta con quello di mezzano)

BARBASSORO: Persona di gran conto o che si dà grande importanza.

SCIAMITO: Drappo di seta pesante, di vario colore (spesso vermiglio o rosso amaranto), simile al velluto.

Il gruppo dei bibliotecari lettori – GALUP (foto)


Alcune foto per presentare il gruppo dei bibliotecari lettori di San Donato Milanese. Da oltre un anno, organizziamo letture animate per i nostri utenti più giovani. Di seguito, eccoci con la nuova e colorata “divisa”.

Da sinistra: Luciana, Paola, io, Gabriella e Filomena

Da sinistra: Luciana, Paola, io, Gabriella e Filomena

10296874_650804418332493_7733999174329129478_n

10415623_650804571665811_5092425827016813826_n

10325251_650804748332460_7313352687052104902_n

AAA significato cercasi – Una parola misteriosa


Question mark of books

Treccani e Garzanti la ignorano, persino l’Accademia della Crusca mi risponde all’interno di tutto il Vocabolario non compare … il web tace… e il mistero mi rimane.

Cosa significa ILLABERINTARE?

A usarla è Matteo Benvenuti ne Il duca d’Ossuna, opera degli anni settanta dell’Ottocento. La frase incriminata dice:

… una sanguisuga degli Stati, cabalistico, nell’illaberintare i ricchi per succhiare i midolli, poco affettuoso ai popoli…

Messo così potrebbe essere un sinonimo di circuire…

Qualcuno di voi, lettori, mi sa aiutare a scoprirne il reale significato?

Chi s’accontenta… gode!


Bartolomeo Arese

Bartolomeo Arese

Potrei scrivere, altrimenti, chi troppo vuole nulla stringe… gesuiti incontentabili.

Una storiella leggera tratta da Il duca d’Ossuna di Matteo Benvenuti.

I Gesuiti presentarono un giorno al presidente del Senato Arese una supplica, l’oggetto della quale non era difficile da assecondarsi. Il Presidente lieto di poter dimostrare ai padri il suo affetto, segnò il memoriale col solito suo modo adesivo che consisteva nella parola fiatur. I gesuiti avuta di rimando sollecitamente la petizione, si fecero a sindacare il modo col quale spedivasi, dicendo non istar bene la parola fiatur, doversi invece sostituire, fiat. Un barbellato padre, si recò per l’importante negozio all’eccellentissimo Presidente appoggiando con sottile dialettica i rilievi dei suoi reverendissimo confratelli. Il conte lo lasciò sbraitare a suo piacere, poi umanamente gli disse pregare i molto reverendi di rimandargli ricopiata la supplica, e si farebbe premura segnarla altrimenti. Lo stesso giorno il memoriale ricopiato, ricomparve sullo scrittojo del Presidente il quale per rescritto: nec fiat, nec fiatur.

In Svizzera, gli scrittori si ribellano al prestito in biblioteca senza profitto.


image

Si chiama “Allianz fairlesen” il neonato gruppo di autori svizzeri, dell’Associazione autrici e autori della Svizzera (AdS), che vorrebbero essere indennizzati per i prestiti che le biblioteche fanno dei loro libri. Rivendicano un trattamento paritario a quanto avviene già nell’Unione europea (ma non Italia). Lamentano di non ricevere alcun beneficio finanziario quando i loro libri sono prestati dalle biblioteche né per i libri di carta né per quelli digitali.

Richiesta ovviamente respinta dal comitato della rete “Biblioteca informazione Svizzera”.

Fonte: http://www.tio.ch/News/Svizzera/792782/Prestito-libri-in-biblioteca-gli-autori-svizzeri-vogliono-un-indennizzo/

Bruciate i reggiseni, non i libri – Il club delle lettrici in topless


Immagine tratta da Il secolo XIX

Bruciate i reggiseni, non i libri (Burn Bras, Not Books) è il motto del club The Outdoor Co-ed Topless Pulp Fiction Appreciation Society. Dicono che la missione di questo club newyorkese sia di rendere la lettura sexy.

Il club predilige la lettura all’aperto e in topless (pratica consentita a New York a chiunque) e, dalla presentazione che se ne ricava dal sito, mi sembra sia aperto sia agli uomini che alle donne (si scrive di amici in generale). Dalla galleria fotografica offerta dal blog, tuttavia, mi pare che a predominare siano queste ultime.

Inquietanti le copertine proposte nella loro biblioteca… :-)

Per chi volesse approfondire:

http://www.ilsecoloxix.it/p/cultura/2014/05/07/ARi9Kd-topless_legge_primavera.shtml

Considerazione: ognuno è libero di leggere dove, cosa e come gli pare ma, a mio modesto parere, un libro può essere interessante indipendentemente da chi lo sta leggendo e da come è (s)vestito.

Tre gustose novità librarie in arrivo…


Cari colleghe/i bibliotecarie/i e cari amici librai, vi segnalo queste tre gustose novità librarie in arrivo nel mese di giugno. A proporle è la Gemini Grafica Editrice che riporta in libreria queste opere dimenticate dal tempo.

Prendete nota per i vostri prossimi acquisti.

NARRATIVA

cantoni_copertina_2014_fronte_600

Le protagoniste dei racconti di Alberto Cantoni sono cinque donne. Margherita, povera contadina, resiste alla proposta di matrimonio di Lorenzo, un ricco fittavolo, per difendere il suo amore giovanile per Bastianino.
Le tre madamine (Carolina, Beatrice e Filomena) sono umili sartine attratte dal bel mondo milanese e vittime delle sue insidie. Margherita, del ceto borghese, vorrebbe liberarsi dal giogo prepotente dello sposo ma le convenzioni del tempo le impediscono di realizzare il suo progetto.

L’autore
Alberto Cantoni (1841-1904) visse a contatto con il mondo dei contadini, modellando su di esso i suoi scritti. Influenzato dalla Scapigliatura si occupò di argomenti presi dal mondo della vita semplice e comune.
Tra sue opere si ricordano Foglie al vento (1875), Un re umorista (1891), Pietro e Paola (1897) e il suo
romanzo più noto L’illustrissimo, pubblicato postumo nel 1905 con una prefazione di Pirandello.

Collana: Ad Aemilum Noum
pp. 238 – brossura
ISBN: 978-88-97742-26-5
prezzo di copertina: 14,90 €

SAGGISTICA

i_giganti_di_marignano_copertina_fronte_600

La battaglia che si svolse nelle campagne tra il fiume Lambro e il canale Vettabbia, alle porte di Melegnano, il 13 e 14 settembre 1515 fu detta, dal capitano Trivulzio, dei giganti, per la ferocia del combattimento, per la strage di soldati e per la nobiltà che vi partecipò. Raffaele Inganni, sacerdote di Zivido, luogo ove trovarono sepoltura le migliaia di vittime della cruenta disfida, ripercorre, in questo scritto del 1889, le tappe salienti che condussero Francesco I ad attaccare le truppe svizzere che controllavano la città di Milano e descrive, nei particolari, lo svolgersi delle giornate campali. Nel luogo della vittoria francese, sorse, per volontà del re di Francia, una cappella commemorativa che lo stesso autore, riportò alla luce con degli scavi archeologici. In occasione del cinquecentenario della storica battaglia, Gemini Grafica ripropone questo testo non più ripubblicato dal 1889.

L’autore
Raffaele Inganni, fu ordinato sacerdote nel 1865. Nominato cappellano di Zivido nel 1879 vi rimase
sino al 1893. Uomo di cultura e animato da passione per la storia riportò alla luce la perduta cappella “Dei Giganti”
memoriale dell’importante battaglia.

pp. 128 – brossura
ISBN: 978-88-97742-25-8
prezzo di copertina: 14,90 €

***

la_campagna_milanese_copertina_fronte_600

Domenico Berra ripercorre la storia della marcita, risaltandone l’utilità, il vantaggio e lo sviluppo economico che essa ha portato al milanese. Il saggio (1822) è ricco di curiosità circa le origini del prato marcitorio e di dati demografici ed economici con cui l’autore confuta il pensiero di Pietro Verri, assai ostile a questa pratica colturale. Tavole illustrate, completano le descrizioni contenute nello scritto. Nella seconda parte del libro il Berra spiega la gestione degli orti della città di Milano (1810), dissertando di concimazione, fasi lunari, irrigazione e principali colture.

L’autore
Domenico Berra (1771-1835) fu avvocato e proprietario fondiario milanese. Collaboratore degli Annali dell’agricoltura del Regno d’Italia, compì numerosi e utili esperienze agricole che divulgò nella sua opera.

Collana: Ad Aemilum Noum
pp. 206– brossura
ISBN: 978-88-97742-24-1
prezzo di copertina: 14,90 €

Lo zainetto leopardato di Pieter de Witte


344130052

Pieter da Witte – L’adorazione dei pastori

Quando l’ho visto, al museo di Volterra, non ho potuto fare a meno di sorridere… poi, pensando al modernissimo Rosso Fiorentino, appena ammirato (la prima impressione era di trovarsi innanzi a un’opera del primo novecento e non a un capolavoro del Rinascimento), ho riflettuto: noi moderni non abbiamo creato nulla… nemmeno lo zainetto leopardato.

Tutto ci arriva da un passato più o meno recente.

zAINETTO

549 lettura – “La contessa di Melzo”: capolavoro o insopportabile polpettone? Opinioni a confronto


Lucia Marliani

Lucia Marliani

La Contessa di Melzo è un romanzo Storico, con la S maiuscola. Seppur lontano dalla sensibilità del lettore moderno, è un’opera che non dovrebbe mancare nella biblioteca degli appassionati del genere. Eroina della vicenda è la contessa di Melzo, Lucia Marliani amante del terribile Galeazzo Maria Sforza. Il romanzo è di carattere romantico per innumerevoli aspetti (l’ambientazione storica,  i richiami all’amore ideale, la struggente purezza dei sentimenti oltre le convenzioni del tempo, gli intemerati rivali, etc.), che richiamano alla memoria le vicende dell’Amor cavalleresco di gusto medievale.

La vicenda ruota intorno alle imprese dello Sforza, dalla sua ascesa fino alla tragedia finale, e del suo scandaloso rapporto con la sua amante Lucia. Fantasia e intreccio storico sono ottimamente amalgamati tanto da non trovare stacco tra gli accadimenti reali e gli episodi creati dall’autore.

Voto: 8,5/10

CHI NON LA PENSA COME ME

Sergio Villa in “LA FANCIULLA PIÙ BELLA DI MILANO” – LUCIA MARLIANI, LA REALTÀ STORIOGRAFICA E L’IMMAGINE ROMANZESCA non è del mio stesso parere: ecco cosa scrive in “Storia in Martesana” (http://www.bibliomilanoest.it/storiainmartesana/pdf/numero02/villa_sergio_la_fanciulla_piu_bella_di_milano.pdf)

Se proviamo a rileggerlo oggi, il romanzo più noto su Lucia – La Contessa di Melzo di Luigi  Capranica – è, diciamolo pure, un polpettone insopportabile di oltre 500 pagine, che davvero non  finisce mai, e che secondo le regole del suo genere spinge sempre fin troppo sui tasti del romanzesco e dell’improbabile. Lucia ne emerge come un’eroina bella e appassionata, ma gran parte della trama è basata su fatti inventati e l’ambientazione storica è generica e approssimativa.
Basti dire che al principio della storia la straordinaria bellezza di una giovanissima Lucia è notata nientemeno che da Leonardo da Vinci, che secondo il Capranica abitava già a Milano ma non è così, perché in quegli anni l’artista era ancora a Firenze. E basti, infine, osservare, che in un romanzo di 500 pagine dedicato alla Contessa di Melzo, proprio Melzo non compare mai, se non nella scena finale, strappalacrime, nella quale una solitaria Lucia cammina per l’ultima volta nelle sale deserte di quel castello che non sarà più suo, un castello che non viene mai descritto, e che in quelle pagine sembra molto più grande e solenne del palazzotto che era prima del suo ampliamento, avvenuto quasi un secolo più tardi, ma l’autore non lo sapeva, e forse non avrebbe mai rinunciato per un motivo tanto banale al finale romantico che intendeva scrivere.

SCHEDA DEL LIBRO

Autore principale: Capranica, Luigi
Titolo: La contessa di Melzo : storia del secolo 15. / narrata da Luigi Capranica
Edizione: 2. ed
Pubblicazione: Milano : F.lli Treves, 1879
Descrizione fisica: VII, 571 p.

L’AUTORE

Appartenente alla famiglia romana Capranica, ramo dei marchesi del Grillo, fu guardia nobile del papa. Il suo esordio nell’attività letteraria avvenne nel 1848 come drammaturgo con le opere La Congiura dei Fieschi e Francesco Ferruccio.
Nel 1849 appoggiò la Repubblica Romana e combatté in sua difesa. Ritornato Pio IX da Gaeta, Luigi Capranica, dopo un breve periodo detentivo, lasciò Roma esule per recarsi dapprima a Venezia, dove partecipò alle ultime fasi dell’insurrezione, e poi a Milano. Continua su wikipedia

La merenda di Cappuccetto Rosso


Cappuccetto Rosso

Racconto di Gabriele Prinelli

- Cappuccetto! Cappuccetto! Dove sei? Sei proprio una bambina dispettosa. Esci fuori, devi andare dalla nonna!

- No! Oggi, non vado! Si sentì gridare da un cespuglio poco lontano dalla casa, dove Cappuccetto si era nascosta proprio nella speranza di non essere trovata.

- Sei una pigrona, le disse la mamma. – Dopotutto devi solo fare una passeggiata, portando alla cara nonna ammalata un fiaschetto di vino e un tocco di formaggio per la sua magra cena.

- Voglio un carretto, altrimenti da qui non mi muovo.

- Questa poi… magari vuoi anche un asino per tirarlo?

- Sarebbe comodo.

- Vai e non discutere. Nel bosco stai attenta al lupo cattivo.

Cappuccetto partì brontolando: – Ma quale lupo cattivo? Meno male che c’è, altrimenti povera nonna e povera me.

Sulla strada, appena oltre i primi cespugli del bosco, ecco una voce provenire da una casupola malandata. Lì vi era un padre che raccontava una fiaba ai propri bambini…

Nooooo!

Era la storia di Cappuccetto Rosso!

Dovete sapere che ogni qual volta la invocavano, così funziona nel mondo delle favole, lei doveva presentarsi alla porta di chi la nominava e ritirare le merende elencate.

Qui le consegnarono, sempre per la nonna, del pane, una torta e della focaccia e in un baleno il piccolo cestino, che le aveva affidato la mamma, fu colmo.

Poco più in là, in un villino isolato, una balia canticchiava la sua storia (manco a dirlo… Cappuccetto Rosso) a un fantolino in fasce: là, ritirò marmellata, more e stiacciata.

- Dove li metto, ora? Pensò sconsolata Cappuccetto, prendendo con la mano libera la sporta della balia.

Era così ogni giorno. Uff!

Pochi passi ancora e… burro, ciambella e frittata.

Il povero cappuccetto rischiava di essere sepolto dalle merende.

- Lupo! Lupo! Dove sei? Cominciò a gridare Cappuccetto.

Quel dispettoso del lupo, che si divertiva un mondo a vedere Cappuccetto disperato e circondato da tutto quel ben di Dio, ridacchiava dietro un sambuco, ma la fame gli mordeva lo stomaco e quindi… non tardò a soccorrerlo.

Strada facendo a quella lauta cena, altro che magra! come diceva la mamma, si aggiunsero in un amen frutta fresca, salame, biscotti, caffè caldo, frittelle e, ultima, una gigantesca torta di ciliegie.

Cappuccetto e il lupo, avreste dovuto vederli, giunsero dalla nonna barcollando sotto il peso delle vettovaglie. Che fatica! Meno male che la nonna era pratica della disavventura quotidiana della nipotina e l’aspettava sulla porta con una seggiola e un bicchiere d’acqua per dissetarla.

Fu con loro anche il cacciatore, che non aveva alcun motivo di uccidere il lupo, perché lui, il cattivone, non aveva ragione né di mangiare Cappuccetto, né la nonna che tutti i dì lo rimpinzavano di leccornie. Piuttosto, veniva per partecipare alla merenda.

La nonna si contentò del formaggio e di una tazza di vino, il cacciatore di pane e salame e il lupo, ingordo… di tutto il resto.

A Cappuccetto rimase una fetta di torta giusto bastevole per far sì che le gambe la reggessero nel viaggio di ritorno.

A casa, ogni sera, si addormentava nel piatto della minestra e la mamma, guardandola, scuoteva la testa: – Questa bambina dorme sempre…

Avesse mai saputo cosa succedeva alla sua figliola…

La morale di questa favola è che a furia di raccontare la stessa storia, la gente non s’accontenta e allora inventa, inventa, inventa… e a farne le spese è… Cappuccetto Rosso.

Tutti i diritti sono riservati © 2014