Scrittori di Lombardia 1 – Gerolamo Rovetta


In previsione dell’incontro Scrittori di Lombardia, nell’ambito di Bookcity, scriviamo oggi di…

Gerolamo Rovetta nacque in Brescia il 30 settembre 1851. Dall’età di 24 anni (1875), fino al 1909, scrisse commedie, romanzi e novelle, evitando di suscitare un dibattito letterario intorno alla sua opera.

Al favore che il pubblico gli tributò in vita, non corrispose il giudizio della critica: fu accusato, infatti, di mancare di vigoria e di accento personale. Pur rifacendosi alla corrente verista, la sua indole delicata e sentimentale lo portò a distaccarsene disgustato. Ritornò, allora, al romanticismo per dimostrare ai suoi contemporanei l’animo dei tempi rivoluzionari.

Il suo stile di narratore controbilanciava riso e pianto ed era molto abile nell’uso dei colpi di scena. I suoi personaggi erano molto ben definiti, ma i suoi detrattori sostennero che di essi, il Rovetta, non rappresentasse l’anima.

Nel suo mondo librario, i protagonisti sono stati gli imbroglioni, i millantatori, gli avventurieri della finanza e della politica; non gli riuscirono invece i personaggi nobili e sentimentali e le donne timide e votate al sacrificio.

I critici più feroci (ad esempio Giulio Cattaneo) definirono la sua scrittura dozzinale; eppure il suo Tenente dei lancieri venne ripetutamente ripubblicato per quasi trentanni (dal 1896 al 1922). Più prudente fu il giudizio di Guido Mazzoni (1936) che gli riconobbe una buona qualità seppur a metà strada tra un’idealità convenzionale e un realismo senza troppa convinzione. Durante la sua vita, dimorò a lungo nel Veneto, e morì a Milano l’8 maggio 1910.

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Durante l’incontro, presenteremo e leggeremo alcune pagine de Il tenente dei lancieri una graziosa storia, dimenticata dal tempo, dagli uomini, ma per fortuna non dalle biblioteche (che serbano nel loro ventre opere altrimenti perdute). Un figlio scapestrato – la classica pecora nera – è tanto amato dal padre quanto è inviso alla madre imprenditrice, che lo vorrebbe lontano, marinaio, imbarcato su di un mercantile in rotta verso le Americhe. Si aggiunga che questo figliolo è scapato e zeppo di debiti, per di più innamorato di una ragazza dalla dubbia moralità. Poniamo che questo erede incosciente, non sia figlio di colui che lo protegge, ma frutto di un insospettabile incidente di gioventù… Ne viene fuori una drammatica commedia o, se volete, una tragedia comica… di piacevole lettura.

Opere di Gerolamo Rovetta

Narrativa

  • Il primo amante (1892) romanzo
  • La Baraonda (1894) romanzo
  • Il tenente dei Lancieri (1896) romanzo
  • La Signorina (1900)
  • La moglie di Sua Eccellenza
  • Mater dolorosa (1882) romanzo
  • L’idolo (1898) romanzo
  • Le lacrime del prossimo (1888) romanzo
  • Cinque minuti di riposo!
  • Casta Diva novelle
  • Baby romanzo
  • Ninnoli racconti
  • Il processo Montegù romanzo
  • Sott’acqua romanzo
  • Tiranni minimi racconti
  • Cavalleria assassina racconti

Teatro

  • La Trilogia di Dorina (1889) – Commedia in tre atti
  • Romanticismo (1901), dramma in quattro atti
  • Un volo dal nido commedia in tre atti
  • La Moglie di Don Giovanni dramma in quattro atti
  • In Sogno commedia in quattro atti
  • Gli Uomini pratici commedia in tre atti
  • Scellerata!… commedia in un atto
  • Collera cieca! commedia in due atti
  • La Contessa Maria dramma in quattro atti
  • I Barbarò dramma in un prologo e quattro atti
  • Madame Fanny commedia in tre atti
  • Marco Spada commedia in quattro atti
  • La Cameriera nova commedia in due atti, in dialetto veneziano
  • Alla Città di Roma commedia in due atti
  • La Realtà dramma in tre atti
  • Principio di Secolo dramma in quattro atti
  • I Disonesti dramma in tre atti
  • Il ramo d’Ulivo commedia in tre atti
  • Il Poeta commedia in tre atti
  • Le due coscienze commedia in tre atti
  • La Moglie giovine commedia in quattro atti
  • A rovescio! commedia in un atto
  • La Baraonda dramma in cinque atti
  • Il Re Burlone dramma in quattro atti
  • Il Giorno della Cresima commedia in tre atti
  • Papà Eccellenza dramma in tre atti
  • Molière e sua Moglie commedia in tre atti

BOOKCITY… il QUADERNO c’è! SCRITTORI DI LOMBARDIA con Gabriele Prinelli e Gemini Grafica Editrice


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SABATO 15 NOVEMBRE ORE 15.00 A MELEGNANO
SCRITTORI DI LOMBARDIA, incontro con Gabriele Prinelli, curatore della collana editoriale Ad Aemilium Nonum
Evento in collaborazione con Gemini Grafica.
“Ad Aemilium Nonum è il nostro progetto editoriale. Il nome prescelto non è un grossolano errore, ma una voluta commistione tra l’antico nome di Melegnano (ad milium nonum), dove la casa editrice ha sede, e la strada consolare Aemilia che attraversa la città”.

Libri della collana:
- Giovanni Verga, Per le vie, Gemini Grafica

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Gerolamo Rovetta, Il Tenente dei Lancieri, Gemini Grafica

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Emilio De Marchi, Arabella, Gemini Grafica

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Alberto Cantoni, Tre novelle lombarde, Gemini Grafica

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Domenico Berra, La campagna milanese. Le marcite e gli orti, Gemini Grafica

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Gabriele Prinelli nasce a Milano nel 1972 ed è, oggi, un bibliotecario. Trascorre molte ore della giornata in compagnia dei libri, e ha una predilezione particolare per la letteratura italiana di fine Ottocento e di inizio Novecento.
Ha anche una vita virtuale: gestisce il blog “Quaderno di un bibliotecario” e ha fondato uno dei più importanti forum d’Italia dedicato ai libri.
E’ autore di sei romanzi: La mano dell’organista, 2009 – Avanti e indietro, 2011 – Il generale alla fermata del tram, 2013 – Il cane del santo, 2013 – L’oro di san Giorgio, 2014 – Il mistero di Marignano, 2014

Luogo: Melegnano, piazzale delle Associazioni, Cineteatro
Ingresso libero fino ad esaurimento posti (e-mail: melegnano@bibliomilanoest.it – tel. 02 98230653)

3 novembre… arriva IL MISTERO DI MARIGNANO il seguito de LA MANO DELL’ORGANISTA


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Arriva in libreria il secondo episodio della saga “La mano dell’organista”,  il fortunato noir d’ambientazione lombardo-milanese di Gabriele Prinelli.

Gaspare, costruttore d’organi e musicista è chiamato a Rocca Brivio, una lussuosa villa alle porte del borgo di Melegnano, per suonare al matrimonio di Paola, l’affascinante nipote del nobile Annibale. Il palazzo è infestato da una misteriosa creatura che di notte turba il sonno dei pacifici abitanti del luogo e crea scompiglio tra la servitù. Cecilia, moglie di Gaspare, nel frattempo, gelosa dell’attraente marchesina, minaccia di tornare dai suoi genitori, spezzando così la pace coniugale.  Il ritrovamento del cadavere di Invidiato, lo stalliere, precipita la situazione. Gli sponsali sono rimandati sine die, e Gaspare, timoroso della reazione di Cecilia per le sue continue assenze, e commosso dalla triste vicenda di Paola, si trova, suo malgrado, coinvolto in un intricato mistero. Chi è il fantasma? Cosa cerca? E, soprattutto, perché ha ucciso?

Gabriele Prinelli nasce a Milano nel 1972 ed è, oggi, un bibliotecario. Trascorre molte ore della giornata in compagnia dei libri, e ha una predilezione particolare per la letteratura italiana di fine Ottocento e di inizio Novecento.
Ha anche una vita virtuale: gestisce il blog “Quaderno di un bibliotecario” e ha fondato uno dei più importanti forum d’Italia dedicato ai libri.
L’oro di Marignano è il suo sesto romanzo: La mano dell’organista, 2009 – Avanti e indietro, 2011 – Il generale alla fermata del tram, 2013 – Il cane del santo, 2013 – L’oro di san Giorgio, 2014.

Informazioni bibliografiche

  • Titolo del Libro: Il mistero di Marignano
  • Autore: Gabriele Prinelli
  • Editore: Gemini Grafica Editrice
  • Collana: Ad Aemilum Nonum
  • Data di Pubblicazione: NOVEMBRE 2014
  • ISBN-13: 978-88-97742-32-6
  • € 13,90

DISTRIBUTORI

D.E.M.

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libroco

Letto in anteprima: Il Curato d’Orobio di Giovanni Visconti Venosta


Il Curato d'Orobio - copertina della nuova edizione

Il Curato d’Orobio – copertina della nuova edizione

Il QUADERNO DI UN BIBLIOTECARIO ha letto per voi, in anteprima, la nuova edizione de “Il curato d’Orobio” di Giovanni Visconti Venosta, curata da Gemini Grafica Editrice e in uscita nel prossimo mese di ottobre. L’opera, non più ripubblicata dal 1901, è di piacevole lettura, graziosa e… consolatoria. Consigliatissimo per gli amanti delle storie a lieto fine, per il lettore alla ricerca di un libro rilassante e decisamente fuori dai canoni contemporanei.

Trama

L’avvento di donna Fulvia scompagina la vita tranquilla di Orobio. Conservatrice, bigotta e ancorata a un mondo oramai passato, ella ha un carattere ben diverso da quello del fratello Maurizio che fino ad allora, rinunciando alle sue ricchezze e morendo in miseria, aveva beneficato, con il curato don Cornelio, il piccolo borgo montano. La missione della nobildonna è quella di risollevare le sorti della propria famiglia e, a suo modo di vedere, dirozzare i montanari. A farne le spese saranno la nipote Cristina, che si vorrebbe costringere a un matrimonio combinato, il suo amato Enrico, respinto dall’irascibile zia e pure don Cornelio, prete povero di mezzi e lontano dalla pompa cittadina. Tragedia e commedia si mescolano in questa bella storia in stile manzoniano scritta da Giovanni Visconti Venosta.

L’autore

Giovanni Visconti Venosta (1831-1906) fu uno scrittore di origine valtellinese che visse lungamente a Milano.
Allievo di Cesare Correnti, fu patriota e sostenitore del Mazzini prima e del Cavour poi. Esule in Piemonte, si dimostrò abile diplomatico. Dopo l’unità d’Italia, tornò a vivere nel capoluogo lombardo. Ricoprì svariati incarichi pubblici, dopo una breve parentesi parlamentare. Scrisse numerose novelle e il romanzo “Il curato d’Orobio” (1886).

Il libro

Uscita: Ottobre 2014

Distribuzione (Dem, Li.Bro.Co.)

Collana: Classici di Lombardia
pp. 288 – brossura
ISBN: 978-88-97742-30-2
prezzo di copertina: 13,90 €

Letture: Giacomo Locampo di Parmenio Bettoli


Giacomo Locampo di Parmenio Bèttoli

Giacomo Locampo di Parmenio Bèttoli

Dramma partenopeo di fine ottocento caratterizzato da un lungo flashback centrale e dal gusto per l’avventura esotica. La lingua del Bèttoli mostra la sua età (1874), tuttavia il romanzo è di facile lettura. Un incrocio tra Dumas e Salgàri. Finale davvero tragico.

TRAMA

Il marchese di Villabruna, sedotta la giovane popolana Luisa, è costretto ad abbandonarla per sfuggire alla giustizia del regno di Napoli (siamo nel 1848), che lo vorrebbe perseguire per l’uccisione di un soldato svizzero. Per un incidente di navigazione, durante la fuga, è dichiarato morto. Luisa è incinta e il padre, per salvare l’onore della famiglia, chiede soccorso a Giacomo Locampo che accetta di sposarla. Ella acconsente purché a Giacomo si taccia la sua disavventura. Egli però ne conosce il segreto, ma per riconoscenza nei confronti dell’amico, nasconde la verità. Diciotto anni dopo, Locampo, prossimo alla bancarotta, ricorre all’aiuto del conte brasiliano Las Navas. Questi in realtà è il redivivo marchese di Villabruna che, introdotto in casa Locampo, ha modo di rivedere l’amata mai dimenticata e l’ignara figlia Valentina. Locampo, all’oscuro della vera identità di Las Navas, messo in allarme dal suo fido servitore Lasca, che ha sorpreso Luisa in atteggiamenti di confidenza con l’ospite, accecato dall’ira propone al nobile di sposare la figlia. Si svela quindi l’intreccio. Locampo colto da rimorso, decide di uccidersi, per donare la libertà alla moglie, alla figlia e al Villabruna.

Scheda del libro

Autore principale: Bettoli, Parmenio <1835-1907>
Titolo: Giacomo Locampo : racconto / Parmenio Bettoli
Pubblicazione: Milano : Fratelli Treves, 1874
Descrizione fisica 182 p. ; 20 cm.

BERECCHE, LA GUERRA E… (Erba del nostro orto) di Luigi Pirandello


Pirandello

Il QUADERNO DI UN BIBLIOTECARIO ha letto per voi, in anteprima, la nuova edizione de “L’erba del nostro orto” di Luigi Pirandello, curata da Gemini Grafica Editrice. L’opera non più ripubblicata come volume a sé stante, ma sempre riproposta all’interno della più vasta raccolta de “Le novelle per un anno”, torna in libreria nel centenario della sua prima uscita e in occasione dei cento anni della Grande Guerra. Commedia e tragedia si mescolano, giocano e combattono nella brillante narrazione del premio nobel: il dramma è accompagnato dal sorriso e la comicità ha come sfondo la miseria umana. Una piacevole lettura in compagnia di uno dei più grandi narratori italiani.

Contenuto della raccolta.

Sono trascorsi 100 anni da quel 1915, anno di guerra, in cui Luigi Pirandello pubblicò questa raccolta di novelle. I protagonisti dei racconti sono: l’ingegnoso Bonaventura Camposoldani, sagace sfruttatore dello stato, il cavaliere Decenzio Cappadona amato sindaco-padrone e sosia del re, il liberale Marco Meola immolatosi a modo suo per i propri concittadini, il monsignore Landolina pronto all’usura purché sia per carità e l’esterofilo Berecche estimatore incompreso della cultura tedesca. In essi, il lettore riconoscerà, benché sia trascorso un secolo, lo schietto spirito italiano e non potrà che esclamare: essi sono l’erba del nostro orto.

Il libro

Collana: 1914-1918
pp. 186 – brossura
ISBN: 978-88-97742-29-6
prezzo di copertina: 13,90 €

Uscita: Ottobre 2014

Distribuzione (Dem, Li.Bro.Co.)

Ritorna il “QUADERNO DI UN BIBLIOTECARIO”

Ritorna il “QUADERNO DI UN BIBLIOTECARIO”


Giacomo Locampo di Parmenio Bèttoli

Giacomo Locampo di Parmenio Bèttoli

Vacanze lunghe, quest’anno, per il “Quaderno di un bibliotecario”. Ci voleva, però! Un periodo di riposo dalla “bloggite” è, di tanto in tanto, necessario. Eccomi, comunque, di ritorno. Si riparte segnalando un audace romanzo di Parmenio Bèttoli (1835-1907): il Giacomo Locampo (1874).

Collaboratore del Corriere della sera (si occupò di cultura), giornalista e direttore della Gazzetta di Parma, Parmenio Bèttoli, fu, all’epoca, noto autore teatrale.

Dalla Treccani, traggo questo curioso episodio biografico in quanto di interesse “bibliotecario”.

Nel 1874 giocò un’ardita burla ai danni di un capocomico e di un bibliotecario. L’episodio è raccontato parzialmente mi un opuscolo del B. stesso, Storia della commedia “L’egoista per progetto” e di P. T. Barti, Milano 1875: irritato con il Bellotti-Bon che non gli rappresentava più le commedie, il B.,  preso il manoscritto di una sua commedia in tre atti,  Il signor Prosdocimo, lo tradusse in linguaggio goldoniano: sotto il falso nome di Pier Taddeo Barti, lo fece esaminare da un bibliotecario della Marciana di Venezia il quale non escluse che il manoscritto fosse di epoca goldoniana; il B. quindi lo vendette al Bellotti-Bon. Nel 1874 “L’egoista per progetto” fu rappresentato dalle sue tre compagnie, al Teatro Valle di Roma, al Gerbino di Torino e al Niccolini di Firenze: nei primi due piacque e fu replicato, nel terzo gli spettatori fiorentini, subodorando l’inganno, ne accusarono il capocomico come autore. Critici e letterati si divisero: per la mistificazione si schierò, insieme con Yorick  [L. Sterne], F. Martini, per l’autenticità si pronunciò, con V. Bersezio e G. Giacosa, P. Ferrari, il quale sospettò, peraltro, che poteva anche trattarsi di un’opera dei comici goldoniani. “L’egoista per progetto”, nonostante gli editori Treves ne avessero acquistati i diritti, non fu mai pubblicato.

 

Del Giacomo Locampo, di cui parleremo nei prossimi giorni, a lettura terminata, nel web non si trova traccia (esclusi i rimandi a quelle librerie che dispongono ancora di sparute copie). Anticipo comunque che, a mio giudizio, il romanzo/racconto, da cui emerge uno spiccato interesse per l'”esotico”, è precursore delle avventure di Emilio Salgàri, che, nel 1874, anno di pubblicazione del Locampo, aveva appena 12 anni.

NOVITA’ IN LIBRERIA


Cari colleghe/i bibliotecarie/i e cari amici librai, vi segnalo queste tre gustose novità librarie curate anche dal sottoscritto. A proporle è la Gemini Grafica Editrice che riporta sugli scaffali queste opere dimenticate dal tempo.

Prendete nota per i vostri prossimi acquisti.

Distribuzione DEM e LIBROCO.

NARRATIVA

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Le protagoniste dei racconti di Alberto Cantoni sono cinque donne. Margherita, povera contadina, resiste alla proposta di matrimonio di Lorenzo, un ricco fittavolo, per difendere il suo amore giovanile per Bastianino.
Le tre madamine (Carolina, Beatrice e Filomena) sono umili sartine attratte dal bel mondo milanese e vittime delle sue insidie. Margherita, del ceto borghese, vorrebbe liberarsi dal giogo prepotente dello sposo ma le convenzioni del tempo le impediscono di realizzare il suo progetto.

L’autore
Alberto Cantoni (1841-1904) visse a contatto con il mondo dei contadini, modellando su di esso i suoi scritti. Influenzato dalla Scapigliatura si occupò di argomenti presi dal mondo della vita semplice e comune.
Tra sue opere si ricordano Foglie al vento (1875), Un re umorista (1891), Pietro e Paola (1897) e il suo
romanzo più noto L’illustrissimo, pubblicato postumo nel 1905 con una prefazione di Pirandello.

Collana: Ad Aemilum Noum
pp. 238 – brossura
ISBN: 978-88-97742-26-5
prezzo di copertina: 14,90 €

SAGGISTICA

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La battaglia che si svolse nelle campagne tra il fiume Lambro e il canale Vettabbia, alle porte di Melegnano, il 13 e 14 settembre 1515 fu detta, dal capitano Trivulzio, dei giganti, per la ferocia del combattimento, per la strage di soldati e per la nobiltà che vi partecipò. Raffaele Inganni, sacerdote di Zivido, luogo ove trovarono sepoltura le migliaia di vittime della cruenta disfida, ripercorre, in questo scritto del 1889, le tappe salienti che condussero Francesco I ad attaccare le truppe svizzere che controllavano la città di Milano e descrive, nei particolari, lo svolgersi delle giornate campali. Nel luogo della vittoria francese, sorse, per volontà del re di Francia, una cappella commemorativa che lo stesso autore, riportò alla luce con degli scavi archeologici. In occasione del cinquecentenario della storica battaglia, Gemini Grafica ripropone questo testo non più ripubblicato dal 1889.

L’autore
Raffaele Inganni, fu ordinato sacerdote nel 1865. Nominato cappellano di Zivido nel 1879 vi rimase
sino al 1893. Uomo di cultura e animato da passione per la storia riportò alla luce la perduta cappella “Dei Giganti”
memoriale dell’importante battaglia.

pp. 128 – brossura
ISBN: 978-88-97742-25-8
prezzo di copertina: 14,90 €

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Domenico Berra ripercorre la storia della marcita, risaltandone l’utilità, il vantaggio e lo sviluppo economico che essa ha portato al milanese. Il saggio (1822) è ricco di curiosità circa le origini del prato marcitorio e di dati demografici ed economici con cui l’autore confuta il pensiero di Pietro Verri, assai ostile a questa pratica colturale. Tavole illustrate, completano le descrizioni contenute nello scritto. Nella seconda parte del libro il Berra spiega la gestione degli orti della città di Milano (1810), dissertando di concimazione, fasi lunari, irrigazione e principali colture.

L’autore
Domenico Berra (1771-1835) fu avvocato e proprietario fondiario milanese. Collaboratore degli Annali dell’agricoltura del Regno d’Italia, compì numerosi e utili esperienze agricole che divulgò nella sua opera.

Collana: Ad Aemilum Noum
pp. 206– brossura
ISBN: 978-88-97742-24-1
prezzo di copertina: 14,90 €

Vita da bibliotecario


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L’uscio della biblioteca è serrato con triplo giro di chiave, ma l’utente per nulla scoraggiato dal cartello, scritto in quattro lingue, che annuncia per il 2 settembre la riapertura della struttura causa ristrutturazione e vacanza, attende l’elettricista e di soppiatto s’infila nell’atrio. Pur notando le poltroncine poste di traverso nel corridoio (proprio perché l’esperienza ci ha insegnato che, nonostante tutto, qualcuno si sarebbe imbucato), le scavalca incurante dell’ostacolo. Per niente stupito dalla biblioteca sottosopra, dagli operai abbarbicati sulle scale e dalla totale mancanza del banco prestiti, che giace smontato sul pavimento, rimane attonito quando gli dico: “Siamo chiusi”.

Lettura in corso…


Il libro è del 1842

Il libro è del 1842

Le biblioteche digitali nascondono piccoli gioielli…

Segnalo questo triplice volume agli amici di Milano e Lodi (ma anche per coloro che apprezzano le anticaglie)…

LE ROVINE DI MILANO E LODI episodii storici del XII secolo di Bassano Finoli

Titolo e sottotitolo sono già perfetti come trama.

Collegamento al primo volume: http://books.google.it/books?id=tu9JAAAAcAAJ&printsec=frontcover&dq=editions:J2mbeD8Sh2oC&hl=it&sa=X&ei=VnW1U_z3KabI0QXhoIGwDQ&ved=0CCIQuwUwAA#v=onepage&q&f=false

Povera lingua italiana… strafalcioni in parlamento


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Si commenta da sé…

Dal resoconto della seduta della Camera dei deputati del 17 giugno 2014

Link: http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0247&tipo=stenografico#sed0247.stenografico.tit00050.sub00010.int00080

ALESSIO MATTIA VILLAROSA. Signor Presidente, durante l’espressione del parere, il Governo non ha dato una motivazione: mi ha detto «no», ma non mi ha dato proprio la motivazione del «no». Allora, io vi leggo semplicemente l’impegno. In un Paese come il nostro, l’Italia, che spicca, soprattutto all’estero, nel settore turistico e nel settore agricolo, visto che in questo decreto è stata introdotta l’IMU sui terreni agricoli nelle zone collinari e montane – quindi, anche a rischio di abbandono –, noi chiedevamo semplicemente di prevedere, di valutare e assumere iniziative «volte a prevedere una maggiore riduzione delle imposte a carico di coltivatori diretti e micro, piccole e medie imprese del settore agricolo»… È un nostro settore fondamentale, principale: in questo decreto si mette l’IMU agricola, ma non vedo la motivazione. Se mi potrebbe…se può spiegarmi…

PRESIDENTE. Se mi potesse !

ALESSIO MATTIA VILLAROSA. Se può spiegarmi… mi sono corretto da solo, Presidente, non c’è bisogno che mi corregge lei.

PRESIDENTE. Si, va bene.

ALESSIO MATTIA VILLAROSA. Mi sono corretto immediatamente da solo, non c’è bisogno che mi corregge lei. Posso sapere la motivazione del Governo ?

La biblioteca nel… pallone (bibliografia “mondiale” per bambini e ragazzi)


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Cari colleghi e non, in occasione dei mondali di calcio 2014, per gentile concessione della bibliotecaria Paola Premoli, metto a vostra disposizione una bibliografia per bambini e ragazzi (3-16 anni)  intorno al gioco del calcio.

Clicca qui di seguito per scaricare il pdf: La biblioteca… nel pallone

BUONE LETTURE.

Filosofi e poltroni… quale differenza?


L'Araldo - 1902

L’Araldo – 1902

Tratto da

L’Araldo : giornale per tutti : reclame, notizie utili, varietà, industrie, novelle, romanzi, sport, teatri, erudizione, note umoristiche, processi celebri, storia, musica, illustrazioni, ecc. (Senza giorno/feb/1902, Fasc. 1)

Riflessione di Giovanni il cameriere, lungo e disteso sopra un divano:

- Il mio padrone non fa nulla di nulla in tutto il lungo giorno ed io faccio come lui. Quando si parla del mio padrone si dice: ” Il signor X… ama la vita contemplativa”.

Quando si parla di me si grida: “Giovanni? ma è un poltronaccio ignobile!”.

E si addormenta

Gli scrittori svizzeri battono le lettrici in topless…


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Giusto per sfatare il mito che la cultura non “tira”, mi concedo una piccola riflessione intorno a due articoli pubblicati su questo blog la scorsa settimana…

Ero convinto, come penso la maggior parte di voi lettori, che la lettrice in topless avrebbe stracciato (dal punto di vista dei click) lo scrittore svizzero che vuol essere pagato per i prestiti in biblioteca.

Invece…

Gli esosi elvetici (intendo coloro che chiedono il rimborso) hanno superato (seppur di misura) le generose promotrici della lettura newyorkese…

Chi l’avrebbe mai detto?

Proverbi dimenticati…


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Il proverbio Avessi l’entrata di Emilio Omodei pare essere espressione già perduta negli anni ’70 del 1800; almeno così sembra dalle pagine del Duca d’Ossuna di Matteo Benevenuti.

Tale modo di dire era usato da chi pronunciava un desiderio dispendioso.

L’Emilio Omodei in questione era considerato, nel 1600, l’uomo più ricco di Milano, banchiere prestatore della corona spagnola. Morì in carcere nel 1626 per aver finanziato, nascostamente, i Savoia. Fu proprietario di Palazzo Marino, attuale sede del comune di Milano.

Altre notizie, da una sommaria ricerca, al momento, non ho trovato.

Parole dimenticate


Dizionario

Matteo Benvenuti e il suo Duca d’Ossuna, propongono un lessico “alto”. Di alcune parole, penso, sia sia dimenticato l’uso. Alcuni esempi ricavati dalle prime 100 pagine.

MONGIBELLO: Propriam., nome proprio, altra denominazione dell’Etna, vulcano della Sicilia, esteso talora, nell’uso letter., al sign. generico e antonomastico di vulcano, o a indicare, in similitudini e come termine di paragone, violenta fiammata, accensione improvvisa, anche di passioni e sentimenti, o persona impulsiva

ATTORMATO : Attorniato? Non presente sui vocabolari consultati (molti).

TURCIMANNO: Lo stesso che dragomanno; è forma oggi usata in tono scherz., anche col sign. estens. di interprete in genere (e talvolta con quello di mezzano)

BARBASSORO: Persona di gran conto o che si dà grande importanza.

SCIAMITO: Drappo di seta pesante, di vario colore (spesso vermiglio o rosso amaranto), simile al velluto.

Il gruppo dei bibliotecari lettori – GALUP (foto)


Alcune foto per presentare il gruppo dei bibliotecari lettori di San Donato Milanese. Da oltre un anno, organizziamo letture animate per i nostri utenti più giovani. Di seguito, eccoci con la nuova e colorata “divisa”.

Da sinistra: Luciana, Paola, io, Gabriella e Filomena

Da sinistra: Luciana, Paola, io, Gabriella e Filomena

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AAA significato cercasi – Una parola misteriosa


Question mark of books

Treccani e Garzanti la ignorano, persino l’Accademia della Crusca mi risponde all’interno di tutto il Vocabolario non compare … il web tace… e il mistero mi rimane.

Cosa significa ILLABERINTARE?

A usarla è Matteo Benvenuti ne Il duca d’Ossuna, opera degli anni settanta dell’Ottocento. La frase incriminata dice:

… una sanguisuga degli Stati, cabalistico, nell’illaberintare i ricchi per succhiare i midolli, poco affettuoso ai popoli…

Messo così potrebbe essere un sinonimo di circuire…

Qualcuno di voi, lettori, mi sa aiutare a scoprirne il reale significato?

Chi s’accontenta… gode!


Bartolomeo Arese

Bartolomeo Arese

Potrei scrivere, altrimenti, chi troppo vuole nulla stringe… gesuiti incontentabili.

Una storiella leggera tratta da Il duca d’Ossuna di Matteo Benvenuti.

I Gesuiti presentarono un giorno al presidente del Senato Arese una supplica, l’oggetto della quale non era difficile da assecondarsi. Il Presidente lieto di poter dimostrare ai padri il suo affetto, segnò il memoriale col solito suo modo adesivo che consisteva nella parola fiatur. I gesuiti avuta di rimando sollecitamente la petizione, si fecero a sindacare il modo col quale spedivasi, dicendo non istar bene la parola fiatur, doversi invece sostituire, fiat. Un barbellato padre, si recò per l’importante negozio all’eccellentissimo Presidente appoggiando con sottile dialettica i rilievi dei suoi reverendissimo confratelli. Il conte lo lasciò sbraitare a suo piacere, poi umanamente gli disse pregare i molto reverendi di rimandargli ricopiata la supplica, e si farebbe premura segnarla altrimenti. Lo stesso giorno il memoriale ricopiato, ricomparve sullo scrittojo del Presidente il quale per rescritto: nec fiat, nec fiatur.

In Svizzera, gli scrittori si ribellano al prestito in biblioteca senza profitto.


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Si chiama “Allianz fairlesen” il neonato gruppo di autori svizzeri, dell’Associazione autrici e autori della Svizzera (AdS), che vorrebbero essere indennizzati per i prestiti che le biblioteche fanno dei loro libri. Rivendicano un trattamento paritario a quanto avviene già nell’Unione europea (ma non Italia). Lamentano di non ricevere alcun beneficio finanziario quando i loro libri sono prestati dalle biblioteche né per i libri di carta né per quelli digitali.

Richiesta ovviamente respinta dal comitato della rete “Biblioteca informazione Svizzera”.

Fonte: http://www.tio.ch/News/Svizzera/792782/Prestito-libri-in-biblioteca-gli-autori-svizzeri-vogliono-un-indennizzo/